Traffico aereo: quanto incidono i cambiamenti strutturali sulla ripresa

Nonostante le perduranti pressioni inflazionistiche, il persistente aumento delle tariffe aeree – a ottobre sulle rotte intraeuropee si è registrato un +36% rispetto ai livelli del 2019 – e le crescenti tensioni geopolitiche, la domanda rimane resistente. La guerra e i cambiamenti strutturali nel mercato post-Covid stanno influenzando la ripresa del traffico, portando Aci Europe a modificare le sue previsioni.

Aci Europe prevede ora che:

  • Il traffico passeggeri nel 2023 raggiungerà il 95,5% dei volumi pre-pandemia (2019), rispetto al 91% della precedente previsione (dicembre 2022).
  • Una ripresa completa del traffico passeggeri nel 2024, un anno prima rispetto alla precedente ipotesi, del 2025. Di conseguenza, si prevede che nel 2024 il traffico passeggeri negli aeroporti europei sarà superiore del +1,4% rispetto ai livelli pre-pandemia (2019, invece del -2% della previsione precedente.
  • Nel 2027 il traffico passeggeri sarà del +9,2% rispetto ai livelli del 2019.

Aci Europe sottolinea che le variazioni e le differenze nella ripresa del traffico passeggeri negli aeroporti europei sono dovute principalmente a due fattori: la guerra in Ucraina, a causa delle conseguenti restrizioni al traffico aereo che hanno interessato alcuni mercati, e i cambiamenti strutturali nel mercato dell’aviazione dopo il Covid.

I principali cambiamenti strutturali del mercato dell’aviazione comprendono l’aumento della domanda di viaggi di piacere e di visite ad amici e familiari (Vfr), nonché la forza della domanda internazionale intraeuropea e transatlantica.

Entrambi i fattori stanno guidando l’evoluzione delle reti di rotte aeree, con grande vantaggio per gli aeroporti che servono destinazioni turistiche popolari o comunità con grandi diaspore.

La significativa espansione selettiva dei vettori low-cost e la relativa riduzione delle compagnie aeree tradizionali o full service, con l’eccezione di Turkish Airlines, tende a favorire gli aeroporti secondari e regionali piuttosto che gli hub più grandi.

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