Lo scaffale d’agenzia dinamico, ma non ricco di offerta

Si ridisegnano le mappe turistiche, complici situazioni geopolitiche complesse ed eventi climatici sempre più violenti. I t.o. adottano le loro politiche tra riprotezioni, cancellazioni o riconferme di tour e impegni, mentre alcuni itinerari in crociera vengono modificati. Tutto questo porta il comparto agenziale a riflettere sul proprio ruolo e su quelle che sono le necessità a livello operativo.

In questo scenario in divenire “il compito delle agenzie non può e non deve essere quello di tranquillizzare i passeggeri in partenza per una determinata destinazione”. È il pensiero di Fabio Angiolillo, socio e direttore vendite della adv Business Class Viaggi. E questo perché servirebbero “un’adeguata informazione, una revisione delle condizioni generali del contratto di viaggio, che al momento riporta che il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto in caso di eventi straordinari nella destinazione o nelle immediate vicinanze, senza specificare per immediate vicinanze che cosa si intenda 10 km, 100, 500?”. Angiolillo fa notare che questo è valido “non solo in caso di guerre, ma anche di eventi atmosferici avversi oramai sempre più diffusi”. Sarebbe auspicabile trovare una soluzione globale chiara ed esaustiva (assicurativa?) che affronti questi argomenti che ormai sono diventati il pane quotidiano”, suggerisce.

Alla domanda su cosa preoccupi maggiormente, Alessia Saveri, titolare, amministratore e direttore tecnico della Ali & Sof Viaggi, dice: “Il silenzio… spero si riesca a definire un quadro politico affinché si possa programmare un sereno 2024”.

Le prospettive per l’inverno

Nello scenario attuale quali sono le prospettive per l’inverno sul fronte delle richieste che arrivano in agenzia? Intanto si può dire che la stagione invernale era partita “molto bene sullo slancio anche dell’ottima stagione estiva – osserva Luca Montanari, titolare della adv Pleasure Travel -. Nel nostro caso abbiamo visto un forte ritorno dell’advanced booking sulle classiche destinazioni lungo raggio invernali”, il che vuol dire Maldive, Oriente, Zanzibar.

Montanari fa però un distinguo: “Il cliente alto spendente si era già mosso per l’inverno più per garantirsi date e disponibilità congeniali, che per garantirsi quote concorrenziali”. Invece, è stato notato un “diverso impatto sul cliente legato al ‘ceto medio’, dove i sensibili aumenti di prezzo a confronto con gli anni precedenti avevano e hanno bloccato la conferma di preventivi in essere”.

L’impatto della situazione Medio Oriente

Lo si è detto, si viene da una stagione positiva, che aveva tutte le probabilità di essere “una top rating season”, afferma Angiolillo alla luce del fatto che la guerra in Ucraina “era scoppiata immediatamente dopo un periodo particolare come il Covid e il settore ne ha risentito tutto sommato poco”. Un altro discorso sembra essere quello legato alla guerra in Medio Oriente. E questo perché va a coinvolgere “di riflesso destinazioni che in questi ultimi periodi hanno rappresentato una bella fetta di fatturato come Egitto e Giordania, destinazioni che al momento soffrono di qualche cancellazione, ma rischia anche di coinvolgere una zona di mondo ricco di destinazioni emergenti e di compagnie aeree che ad oggi risultano essere tra quelle che hanno il maggior numero di collegamenti a livello mondiale”.

Una situazione che crea “grande disagio – afferma Saveri – e la clientela, seppur consapevole che il Medio Oriente ha sempre avuto agitazioni interne, questa volta teme ripercussioni nelle località più disparate. Sembra essere in attesa di un epilogo che speriamo per tutti possa essere solo di pace”. Al momento nella sua agenzia non sono ancora pervenute cancellazioni, ma ci sono “rallentamenti sulle richieste di alcune destinazioni” come Giordania, Turchia, Egitto. “Ci si sposta su Oceano Indiano, Thailandia, Caraibi”. Ancora una volta il mercato deve fare i conti con il fatto che “manca un bacino importante come Sharm o Marsa Alam”, dice Saveri.

Angiolillo testimonia che, ovviamente, “le prenotazioni nell’immediato e quindi per le festività natalizie ne risentono molto di più di quelle a lunga scadenza per le quali si percepisce un notevole ottimismo riguardo la risoluzione del conflitto”. Il problema vero “è che le agenzie sono in prima linea con i clienti, spesso fidelizzati in anni di lavoro”.

Rallentano le nuove prenotazioni

Il dato di fatto è che l’attuale situazione sul Medio Oriente “sta accentuando il drastico rallentamento delle nuove prenotazioni”, concorda Montanari. Nel caso della sua adv “destinazioni ‘rifugio’ invernali come il Mar Rosso hanno subito uno stop pressoché totale di richiesta. Le cancellazioni di programmazione verso scali in Medio Oriente ed Egitto delle crociere stanno facendo il resto. Fortunatamente non abbiamo subito cancellazioni da parte dei clienti sulle prenotazioni già in atto”.

Si allinea a quanto espresso, Francesca Neri, direttore tecnico – legale rappresentante di No Stop Viaggi. Però, la sua testimonianza diretta sulla situazione reale è positiva, “abbiamo appena avuto un gruppo accompagnato da noi, rientrato lunedì scorso dalla crociera sul Nilo e Cairo ed è andato benissimo, nessuna percezione di pericolo in loco e tantomeno disservizi. I turisti erano tantissimi, da ogni parte del mondo – racconta Neri -. Nessuno del nostro gruppo, nemmeno prima della partenza, aveva avuto dubbi, sono partiti serenamente. Ed hanno fatto benissimo”. Il problema reale è che il Mar Rosso rappresenta “la meta ideale per la vacanza al caldo ad un prezzo accessibile a molti, con qualità elevata di servizi. Non ha alternative alla pari e lo abbiamo vissuto in prima linea ai tempi della primavera araba. Se le persone associano questa meta alla situazione in Medio Oriente, lì sta il vero problema”.

Prezzi alti per il lungo raggio

Per quanto riguarda le altre aree, il lungo raggio ha dei prezzi “davvero importanti, a volte oserei dire spropositati, non certamente alla portata di tutti”, prosegue Neri. Per quanto riguarda le crociere stanno vivendo sempre “un periodo fortunato, vengono percepite come sicure, con una qualità-prezzo interessante. Dal Mediterraneo ai Caraibi, la richiesta è importante”. Inoltre, l’adv sta cominciando a ricevere “le prime richieste per il 2024, con conferme per Giappone e Stati Uniti. Poi ci sono i classici mercatini, qualche gruppo nostro e alcuni individuali. Secondo me, però, le vendite devono ancora decollare pienamente”, rileva Neri.

Lo scaffale d’agenzia

Come si presenta lo scaffale d’agenzia, è equilibrato o povero di destinazioni? Montanari non ha una reale preoccupazione per l’inverno, grazie ad una programmazione gruppi che è lontana dalle aree dell’attuale conflitto in Medio Oriente. “Rimane comunque l’oggettiva situazione attuale che sta limitando molto il prodotto sullo scaffale delle adv”, osserva. A concorrere a questa situazione “l’inesistenza di concorrenza e pluralità di offerta sui voli charter lungo raggio, ma soprattutto l’attuale inspiegabile aumento dei prezzi dei voli di linea impedisce, a mio avviso, di avere una ricca offerta di prodotto attualmente realmente vendibile in agenzia”.

A detta di Saveri lo scaffale ormai è dinamico così come le nostre teste, al momento diamo spazio a mete come Sud America, Caraibi e Oceano Indiano”.

Stefania Vicini

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