Tassa di soggiorno a Bari: nel primo mese evasione vicina al 50%

Come previsto da Federalberghi Puglia, nel primo mese di attuazione, ottobre 2023, la tassa di soggiorno a Bari ha confermato quasi un 50% di evasione, riporta una nota della associazione.

Oltre 800 gli abusivi del turismo ricettivo

Gli abusivi del turismo ricettivo in città risultano essere oltre 800 che, di conseguenza, avrebbero sviluppato almeno altre 56.000 presenze senza pagare l’imposta di soggiorno. Un’evasione vicina al 50% che evidenzia con i dati quello che la Federalberghi regionale ha previsto e denunciato negli ultimi anni.

“I dati sulla tassa di soggiorno rilevati dalla piattaforma Pay Tourist – dichiara Francesco Caizzi, vice presidente nazionale e leader barese e pugliese della Federalberghi – hanno confermato per il mese di ottobre un’evasione dell’imposta di quasi il 50%. Da anni scriviamo e denunciamo che è inopportuno, oltre che in palese violazione dei principi costituzionali, deliberare a Bari, con un tasso di abusivismo ricettivo alle stelle, un’imposta iniqua qual è quella di soggiorno che penalizza le strutture alberghiere provocando degli effetti distorsivi sull’economia turistica della città. Per restare ai numeri, le strutture iscritte su Pay Tourist sono 1.742, mentre quelle iscritte su Airbnb sono 2.548. Questo vuol dire che ci sono almeno 800 abusivi e, quindi, più di 56mila presenze non dichiarate, il 46%”.

Il ricorso al Tar

Caizzi fa presente che hanno fatto “ricorso al Tar (la discussione si terrà a metà novembre), richiedendo l’annullamento, previa sospensione, di atti illegittimi perché assunti in violazione dei principi costituzionali che regolano la materia impositiva”.

Inoltre, sottolinea: “Le nostre indicazioni sono state completamente ignorate. Oggi ci impongono di chiedere ai turisti un supplemento di tariffa senza dare loro in cambio reali servizi. Altro punto dolente: i futuri introiti come verranno spesi? La legge impone chiaramente che tali fondi siano utilizzati per interventi in materia turistica, mentre il regolamento licenziato dalla Giunta non prevede nessuna forma di controllo e/o condivisione per le scelte future. Ricordo, inoltre, che i drammatici fenomeni dell’emergenza abitativa e dello spopolamento della Città Vecchia sono direttamente connessi all’abusivismo ricettivo. Questi problemi li evidenziamo da più di 10 anni, ma la politica continua a essere sorda e cieca”, afferma.

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