Alla XXV Bmta oltre 150 espositori. C’è anche l’archeologia virtuale

Si è aperta ieri la XXV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Inevitabile il riferimento agli avvenimenti di stringente attualità. Assente lo stand della Palestina, a causa della chiusura dei cieli della Giordania ai voli internazionali. “La Bmta – ha dichiarato il direttore e ideatore della Borsa Ugo Picarelli dopo il taglio del nastro – negli anni passati ha sempre ospitato fianco a fianco Israele e Palestina, per lo spirito di collaborazione e dialogo tra i Paesi che è una delle grandi peculiarità di questo evento”.

I saluti di benvenuto

A dare il benvenuto agli ospiti il sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, orgoglioso, della location, il Next, l’ex Tabacchificio Cafasso, un esempio di archeologia industriale, recuperato da un’asta fallimentare e ristrutturato per diventare sede definitiva della Borsa. Un benvenuto agli ospiti è arrivato anche da Tiziana D’Angelo, direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia, in occasione della riapertura del Museo Archeologico che torna ad ospitare anche la Mostra ArcheoVirtual, quest’anno dedicata all’Intelligenza Artificiale.

Il presidente di Unioncamere Andrea Prete ha messo in evidenza quanto il grande patrimonio culturale presente sul territorio spinga a potenziare sempre più viabilità e collegamenti. Ha avuto toni di entusiasmo nei confronti della Borsa, per la solidità e la capacità di coinvolgere attori da tutto il mondo, il prefetto di Salerno Francesco Esposito, che ha sottolineato come, oltre alla conoscenza, alla consapevolezza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio, sia importante la partecipazione, ossia la fruizione dei siti da parte dei cittadini.

Oltre i confini del Mediterraneo

Hanno partecipato alla cerimonia Raffaella Bonaudo, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino e Giuseppe Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dopo un excursus del presidente onorario della Bmta, già vice direttore generale Unesco per la Cultura Mounir Bouchenaki, cittadino onorario di Capaccio Paestum, che ha ricordato come la Borsa sia andata subito oltre i confini del Mediterraneo, ospitando la Cambogia, il Messico, Bahrein, senza mai mettere in discussione l’importanza del sito ospite, quello di Paestum, con il suo livello greco, in un’Italia che conta 58 siti Unesco, più di ogni altro Paese al mondo.

Tornando all’impegno civile, Bouchenaki ha ricordato i premi intestati al martire di Palmira Khaled Al Asaad e al compianto archeologo subacqueo Sebastiano Tusa. “Dopo 25 anni – ha detto – non esiste al mondo un altro evento così importante per l’incontro tra esperti di archeologia e di economia, che non perde mai la sua attenzione verso il dialogo e l’impegno verso la promozione dei beni culturali, come la Borsa Mediterranea del Turismo Archologico di Paestum”.

“Il turismo culturale – ha concluso l’assessore alla Semplificazione amministrativa e al Turismo della Regione Campania, Felice Casucci – è il vero motore dell’attrazione turistica in Campania. Oggi la nostra attenzione va anche ai siti minori e soprattutto allo splendido territorio dei Campi Flegrei”.

Presenti 150 espositori

Sono 150 gli espositori presenti, 22 i Paesi esteri che calano gli assi del proprio patrimonio: dalla Corea del Sud con il Sito dei Dolmen della città di Gochang al Vaticano, per la prima volta alla Borsa, con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dalla Grecia con i siti di Corfù Antica, Nicopoli, Lemno Fumosa, Rodi, alla Spagna con Girona, il museo archeologico della Catalogna all’interno di un monastero romanico, e Ullastret, la più grande città iberica della Catalogna, dal Perù con le rovine di Machu Picchu a Cipro con la varietà dei suoi itinerari.

E, ancora, la Serbia con la tenuta imperiale di Costantino a Mediana, la Slovenia con le sue situle di bronzo della prima età del ferro, l’Iran con la lunga collezione di reperti archeologici ritrovati grazie agli scavi dell’ultimo biennio. I visitatori possono scoprire tra gli stand i tesori noti e quelli meno noti anche di Albania, Algeria, Colombia, Cuba, Ecuador, Estonia, Guatemala, Malta, Repubblica Slovacca, Siria, Sudafrica, Tunisia, Uzbekistan.

L’Italia da scoprire

Non manca ovviamente l’Italia, con i 16 territori regionali – Regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia con Fondazione Aquileia, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria con Secret Perugia, Valle d’Aosta, Roma Capitale, Provincia di Trento, Visit Brescia – che mettono in mostra un’Italia meno esplorata dai grandi flussi, come sono da scoprire i Borghi Accoglienti del Touring Club che hanno portato la nuova edizione delle Bandiere Arancioni.

Oltre alla rinnovata presenza del ministero della Cultura con 500 mq di spazio espositivo, ritorna dopo 15 anni il ministero degli Esteri con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Arriva l’intelligenza artificiale

Il programma prevede 150 tra conferenze e incontri, 20 laboratori e 600 relatori, c’è anche ArcheoVirtual, la sezione di archeologia virtuale organizzata dalla Bmta in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Cnr.

L’edizione 2023 dal tema “nuove intelligenze” è dedicata alle opportunità innovative per il patrimonio culturale, rese possibili dallo scenario tecnologico in continua evoluzione. La Mostra, ospitata al Museo Archeologico Nazionale e visitabile fino a domenica, illustra le produzioni più significative nel panorama internazionale delle tecnologie digitali al servizio del patrimonio, applicazioni e progetti di archeologia virtuale.

Intelligenza Artificiale nelle sue molteplici applicazioni allo studio del passato, ma anche forme inedite e contesti inusuali dell’indagine archeologica. I visitatori potranno visitare una base britannica in piena Antartide com’era al tempo della sua attività, narrata dalle voci originali dei protagonisti; o ascoltare l’imperatore Federico II di Svevia descrivere il suo tempo, o ancora immergersi in paesaggi fantastici creati da applicazioni di Intelligenza Artificiale generativa utilizzabili per la valorizzazione del Patrimonio immateriale.

 

 

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