Aeroporti d’Europa, i picchi stagionali trainano la ripresa

Il traffico passeggeri nella rete degli aeroporti europea è aumentato del +12,1% nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante il persistente aumento delle tariffe aeree e le pressioni dovute all’aumento dell’inflazione, i mesi estivi hanno registrato una performance complessivamente molto robusta. A dirlo, il rapporto sul traffico aereo per il mese di settembre e il terzo trimestre del 2023 di Aci Europe.

Rispetto ai livelli pre-pandemia (3° trimestre 2019), il traffico passeggeri nel 3° trimestre si è attestato a -3,1%, segnando un miglioramento significativo rispetto alla prima metà dell’anno (-7,7%) e continui progressi verso il raggiungimento dei livelli di traffico del 2019.

Nel corso del terzo trimestre sono state aggiunte delle pietre miliari: Londra-Heathrow, l’aeroporto più trafficato d’Europa per volume di passeggeri, ha superato le prestazioni di traffico del 2019 per la prima volta dall’inizio della pandemia e quasi la metà degli aeroporti europei ha recuperato i volumi di traffico del 2019 (48%).

Sempre più vicini a una piena ripresa

“L’alta stagione ha portato gli aeroporti europei sempre più vicini a una piena ripresa del traffico passeggeri – dichiara Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe -, con una domanda che ha ampiamente sfidato le pressioni inflazionistiche, l’aumento delle tariffe aeree e le tensioni geopolitiche. Tuttavia, al di là delle cifre positive, si sono registrate variazioni significative nell’andamento del traffico sia a livello nazionale sia nei singoli mercati aeroportuali. Queste riflettono l’impatto della guerra in Ucraina e, più in generale, i cambiamenti strutturali del mercato dell’aviazione. Il tempo libero e la domanda mista sono al primo posto, ancora prevalentemente concentrata sulle rotte intraeuropee e transatlantiche, e sono guidate dall’espansione della capacità dei vettori a bassissimo costo“.

“Questa realtà del mercato dell’aviazione – aggiunge – si accompagna a una maggiore pressione competitiva per gli aeroporti e a continue sfide finanziarie. A differenza delle compagnie aeree, che hanno esercitato il loro potere di determinazione dei prezzi e registrato profitti record, gli aeroporti stanno ancora lottando per riflettere le pressioni inflazionistiche nelle loro tariffe d’uso, e la loro redditività rimane al di sotto di quella necessaria per soddisfare le esigenze di investimento”.

Mercato europeo forte

Nel terzo trimestre, gli aeroporti europei (Ue, See, Svizzera e Regno Unito) si sono avvicinati ai livelli di traffico passeggeri del 2019, con un calo di appena il 4,2%. Si tratta di un risultato significativo, in quanto il mercato Ue+ sta ora recuperando terreno rispetto ad altre aree (Albania, Armenia, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Israele, Kazakistan, Kosovo, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Russia, Serbia, Turchia, Ucraina e Uzbekistan), che in precedenza aveva superato la ripresa del traffico aereo (+2,9%).

In effetti, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il mercato Ue+ (+11,9%) e il resto d’Europa (+13,1%) hanno visto il traffico passeggeri aumentare a un ritmo simile nel 3° trimestre.

Velocità diverse

Tra gli aeroporti dell’UE+, la migliore ripresa del traffico passeggeri nel T3 rispetto ai livelli del 2019 è stata registrata negli aeroporti di Lussemburgo (+13,3%), Grecia (+12,9%), Portogallo (+11,0%), Malta (+6,5%) e Croazia (+6,4%).

All’estremo opposto, colpiti dalla guerra in Ucraina e dalla chiusura dello spazio aereo russo alle compagnie aeree dell’Ue, gli aeroporti della Finlandia (-32,8%) sono rimasti ben al di sotto dei livelli di traffico passeggeri pre-pandemia. Tra gli altri Paesi dell’Ue+ che hanno registrato un ritardo nella ripresa e sono rimasti oltre il 15% al di sotto dei livelli del terzo trimestre del 2019 figurano Slovenia (-26,1%), Svezia (-21,1%), Bulgaria (-19,6%), Germania (-18,3%), Lettonia (-16,8%) e Cechia (-15,6%).

Robusto dinamismo

Gli aeroporti del resto d’Europa hanno continuato a dimostrare un notevole dinamismo nel 3° trimestre, ad eccezione di quelli dell’Ucraina che hanno perso tutto il traffico aereo commerciale dal febbraio 2022. Tra i Paesi più grandi, gli aeroporti della Turchia hanno superato i livelli del terzo trimestre 2019 del +6,0%, mentre gli aeroporti russi hanno registrato un -0,6%.

Tra i risultati più significativi della regione si segnalano gli aeroporti dell’Albania (+114,9%), sostenuti dall’espansione dei vettori a basso costo, e gli aeroporti dell’Uzbekistan (+99,9%), dell’Armenia (+70,9%) e del Kazakistan (+46,3%), che hanno beneficiato di spostamenti di traffico in seguito alla guerra tra Russia e Ucraina.

Gli aeroporti di Israele (-0,1%) stavano per raggiungere il pieno recupero dei livelli pre-pandemia (3° trimestre 2019), performance ora compromessa dal conflitto scoppiato il mese scorso.

Differenti modelli di ripresa

Il traffico passeggeri nei principali aeroporti europei è cresciuto del +14,7% nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma è ancora inferiore del -4,7% rispetto ai livelli pre-pandemici del terzo trimestre 2019.

Londra-Heathrow si è assicurata la prima posizione durante il T3, con un aumento del traffico passeggeri del +22,9% su base annua. Ha superato i livelli del 2019 soprattutto grazie alla robusta performance di settembre (+4,4%).

Istanbul si è piazzata al secondo posto, quasi a pari merito, con un distacco di appena lo 0,7% da Heathrow, diviso da meno di 200mila passeggeri. Il suo traffico passeggeri è aumentato del +10,8% rispetto al terzo trimestre del 2021 e si è attestato a +14,1% rispetto ai livelli pre-pandemia. Parigi-Cdg ha mantenuto un solido terzo posto, con un aumento del traffico del +9,5% su base annua e un -12,2% al di sotto del volume pre-pandemico. Amsterdam-Schiphol (+13,6% su base annua e -10,9% rispetto al terzo trimestre 2019) e Francoforte (+16,9% su base annua e -14,1%) si sono posizionati rispettivamente in quarta e quinta posizione.

La spinta delle low cost

Anche l’andamento del traffico passeggeri di altri aeroporti di grandi dimensioni nel terzo trimestre ha rispecchiato una ripresa estiva che si basa in gran parte sulle rotte intraeuropee e transatlantiche, dominate dalla domanda leisure e molto guidate dall’espansione dei vettori a basso costo. Atene (+10,2%), Istanbul-Sabiha Gökçen (+8,2%), Lisbona (+5,6%), Parigi-Orly (+8,7%), Palma di Maiorca (+2,9%), Londra-Stansted (+1,3%), Dublino (+1,0%) e Antalya (+0,9%) hanno superato i livelli del terzo trimestre 2019.

Brilla Fiumicino

Pur rimanendo ancora al di sotto dei volumi pre-pandemia (-5,2%), la ripresa di Roma-Fco ha accelerato, in quanto l’hub italiano ha registrato la più rapida crescita su base annua tra i primi 20 aeroporti, con un notevole +26,1%.

Impennata di Trapani e Perugia

A differenza dei grandi aeroporti, gli aeroporti regionali e minori (con meno di 10 milioni di passeggeri all’anno). hanno superato i volumi di traffico passeggeri del terzo trimestre 2019 del 4%. Questo risultato riflette anche le dinamiche di ripresa guidate dal tempo libero e dai viaggi intraeuropei, nonché la significativa impennata della capacità dei vettori ultra low cost.

Tuttavia, si sono registrate sostanziali variazioni di performance tra gli aeroporti regionali. Quelli che servono destinazioni turistiche popolari e che si affidano a vettori low cost hanno registrato volumi di passeggeri superiori ai livelli pre-pandemia, con molti che hanno battuto record assoluti. Tra gli esempi più significativi figurano Trapani (+378%), Perugia (+194%), Zara (+155,7%), Tirana (+114,9%), Kutaisi (+107,4%), Samarcanda (+99,9%), Memmingen (+89,6%), Parigi-Beauvais (+44,5%), Funchal (+42,3%), Oviedo (+38,9%), Brno (+35,6%) e Santorini (+30%).

Settembre, il traffico tiene

A settembre, il traffico passeggeri nella rete aeroportuale europea si è attestato a +12,1% rispetto ai livelli del 2022 e a -3,0% rispetto al 2019. Gli aeroporti del mercato Eu+ hanno continuato a migliorare, raggiungendo il -3,9% rispetto a settembre 2019. Gli aeroporti del resto d’Europa hanno registrato un +2,0% rispetto a settembre 2019.

I gruppi

Nel corso del terzo trimestre, gli aeroporti che accolgono più di 25 milioni di passeggeri all’anno (Gruppo 1), tra i 10 e i 25 milioni di passeggeri (Gruppo 2), tra i 5 e i 10 milioni (Gruppo 3), tra 1 e 5 milioni (Gruppo 4) e quelli tra i 100mila e il milione (Gruppo 5) hanno registrato una variazione media del -6,0%, del -8,0%, del +5,6%, del +3,4% e del +7,4%, rispetto ai livelli di traffico pre-pandemia. Gli aeroporti che hanno registrato i maggiori incrementi di traffico passeggeri nel 3° trimestre sono i seguenti:

Gruppo 1: Istanbul (+14,1%), Atene (+10,2%), Parigi Ory (+8,7%), Istanbul Saw (+8,2%), Lisbona (+5,6%

Gruppo 2: Napoli (+21,4%), Porto (+18,4%), Bergamo (+11,6%), Marsiglia (+10,4%), Malaga (+10,2%)

Gruppo 3: Sochi (+115,8%), Almaty (+51,8%), Astana (+39,8%), Belgrado (+24,6%), Valencia (+20,6%)

Gruppo 4: Tirana (+114,9%), Memmingen (+89,6%), Erevan (+70,9%), Beauvais (+44,5%), Funchal (+42,3%)

Gruppo 5: Trapani (+378,0%), Perugia (+194,0%), Zara (+155,7%), Kutaisi (+107,4%), Samarcanda (+99,9%)

 

 

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