Riprotezioni in Medio Oriente, il parere legale di Donatella Capizzi Maitan

Donatella Capizzi Maitan, senior associate di LCA Studio Legale, ha analizzato l’impatto sul turismo che il rapido sviluppo del conflitto fra Israele e Hamas sta provocando. Un impatto che non si limita soltanto alle zone interessate, ma che fa sentire i suoi effetti in tutto il Medio Oriente. Secondo il sito del ministero degli Esteri www.viaggiaresicuri.it, nelle pagine dedicate a Israele e ai Territori Palestinesi, recita: “La situazione di sicurezza in Israele e nei Territori Palestinesi resta estremamente fluida e si segnalano cancellazioni sulle tratte aeree da e per l’Italia: si invitano, pertanto, i connazionali a rinviare il proprio viaggio, in caso di spostamenti non strettamente necessari”. Analogo avvertimento è rivolto a chi intendesse recarsi in Libano, mentre i viaggi in Iran sono “sconsigliati a qualsiasi titolo”.

Le raccomandazioni

“Queste raccomandazioni – avverte Capizzi Maitan – non sono semplici richiami di buon senso, ma costituiscono quello che viene definito uno “sconsiglio”, potenzialmente produttivo di conseguenze giuridiche. Lo “sconsiglio” può essere infatti considerato infatti una sorta di certificazione ufficiale dell’esistenza delle circostanze “inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze” che, ai sensi dell’art. 41, quarto comma, del Codice del turismo, permettono al viaggiatore di recedere da un contratto di pacchetto turistico senza corrispondere spese di cancellazione, pattuite nel contratto o determinate secondo le indicazioni del Codice del turismo. In forza di uno “sconsiglio” ufficiale, infatti, il viaggiatore può risolvere il contratto di pacchetto turistico e pretendere il rimborso integrale di quanto pagato, da corrispondersi entro 14 giorni dalla richiesta. Ciò si dovrebbe applicare alle prenotazioni perfezionatesi prima della divulgazione dello “sconsiglio”, perché in seguito si può presumere che il viaggiatore abbia accettato consapevolmente di correre il rischio.

Le riprotezioni

Il viaggiatore può anche concordare col tour operator di spostare la data o accettare un pacchetto alternativo, di valore equivalente o superiore. “Ugualmente, ai sensi dell’art. 41, quinto comma, del Codice del turismo, in presenza di circostanze inevitabili e straordinarie che impediscono l’esecuzione del viaggio, anche il tour operator può recedere dal contratto e offrire al viaggiatore il rimborso integrale di quanto pagato – prosegue la professionista – senza essere tenuto a versare alcun indennizzo, purché informi i viaggiatori del recesso, senza ritardo e prima della partenza. In questi casi, a catena, si determina anche la risoluzione dei contratti conclusi dal tour operator coi fornitori dei servizi turistici (strutture alberghiere, compagnie aeree ecc.)”.

La gestione dei viaggi nei Paesi limitrofi

Mentre per quanto riguarda i Paesi direttamente interessati dalla guerra la situazione dal punto di vista contrattuale appare quindi chiara, “più complessa si presenta la gestione dei viaggi in Paesi limitrofi alle zone di crisi, come Egitto e Giordania, mete turistiche molto popolari e frequentate, che in questi giorni sono oggetto di numerose disdette da parte dei viaggiatori”. Infatti, la Giordania, pur confinando con Israele e i Territori Palestinesi della Cisgiordania, non è ancora oggetto di un vero e proprio “sconsiglio”. La Farnesina raccomanda di monitorare gli aggiornamenti forniti dalle Autorità locali, sia giordane sia israeliane, che potrebbero, in qualsiasi momento, disporre apertura e chiusura dei valichi di frontiera e avverte di prestare “la massima attenzione di prestare massima attenzione e di mantenersi aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese”; più esplicitamente, il ministero degli Esteri del Regno Unito sconsiglia tutti i viaggi non essenziali nel raggio di 3 km dal confine della Giordania con la Siria.

Donatella Matizzi Caipan sottolinea che “la maggior parte delle destinazioni turistiche in Giordania non si trova in zone caratterizzate da particolare instabilità e non è, per il momento, considerata pericolosa, tant’è vero che i voli per gli aeroporti di Amman e Aqaba continuano a funzionare normalmente”.

“Analogo discorso può farsi per l’Egitto, dove, salvo alcune aree – come, ovviamente, il Sinai del Nord, che confina con la striscia di Gaza – i viaggi non sono sconsigliati, anche se è raccomandata cautela – avverte la legale -. Di conseguenza, per prenotazioni dirette a località lontane dalle zone di confine, al momento gli operatori non ravvisano i presupposti per una cancellazione senza spese dei pacchetti turistici. A questo proposito occorre oltretutto tenere presente che alcune polizze assicurative che coprono i costi di annullamento del pacchetto turistico annoverano la “guerra, dichiarata o meno”, le “sommosse” e gli atti terroristici come cause di esclusione della copertura, così che l’annullamento del pacchetto per ragioni legate al timore di un’estensione del conflitto potrebbe non dare diritto al rimborso delle spese di cancellazione da parte della compagnia.

Situazione in evoluzione

Ferma restando la continua evoluzione della situazione, molti tour operator stanno adottando un approccio di tipo “commerciale” e, “ai viaggiatori che non intendono partire – commenta la professionista – offrono voucher o la possibilità di modificare la destinazione, a volte con un sovrapprezzo; altri invece si attengono alle previsioni del contratto di pacchetto turistico e pretendono il pagamento integrale delle spese di cancellazione”.

La presa di posizione dei fornitori

Se la destinazione prescelta dal viaggiatore non è, quanto meno, “nelle immediate vicinanze” di una zona oggetto di sconsiglio, l’obbligo di pagamento delle spese di cancellazione appare ancora giustificato, anche se, naturalmente l’atteggiamento del tour operator o dell’agenzia dipenderà dalle prese di posizione dei suoi fornitori dei servizi turistici e dal potere negoziale di questi ultimi. Per i viaggiatori, invece, prima di assumere qualsiasi decisione in merito a viaggi, già prenotati o da intraprendere, occorre tenere monitorato il sito del ministero degli Esteri, in modo da conoscere la situazione in tempo reale e potersi comportare con cognizione di causa.

Laura Dominici

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