Osservatorio Altagamma: il turismo traina il segmento luxury

“Un anno fa ci trovavamo in un contesto di grande incertezza e discontinuità che, tuttavia, permane ancora oggi. L’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto e i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente continuano a incidere sul mercato. Nonostante questo scenario il mercato mondiale di alta gamma registra una crescita dell’8-10% nell’anno in corso anche grazie al contributo dell’area esperienziale e al particolare dinamismo dei consumi di fascia più alta”. Esordisce così Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma (nella foto), alla presentazione del 22° Osservatorio che prosegue “è difficile oggi fare previsioni sul 2024, c’è una grande divergenza di opinioni, ma se oggi i consumatori di fascia alta, complessivamente, sono 400 milioni stimiamo che nel 2025 raggiungano 500 milioni unità”.

Le esperienze guidano la ripresa

Il segmento luxury ha raggiunto quota 1.500 miliardi di euro di valore complessivo del comparto. La spesa dei consumatori per le esperienze è tornata ai massimi storici, trainata da una ripresa delle interazioni sociali e dei viaggi (soprattutto nelle fasce di età più giovani). “Guardando alle prospettive 2024, in questo contesto emerge il sentiment positivo dei brand di alta gamma soprattutto per quanto riguarda l’ospitalità come best performer che potrebbe raggiungere un +9% di fatturato. -aggiunge Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma- Tra i mercati con maggiore potenzialità del comparto spicca l’India”. All’interno dell’Altagamma Consensus 2024 si delineano altri dettagli: in Europa i turisti internazionali compenseranno la più debole domanda interna e avranno un impatto positivo sul mercato, in crescita del 4%. I turisti cinesi, grazie allo sblocco dei visti e la ripresa completa dei viaggi, tornano nelle città europee.

Boom crociere e hotellerie

Altri interessanti spunti sul comparto turistico emergono dall’Altagamma-Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2023. “L’outdoor continua ad affermarsi come mega trend di crescita, soprattutto dopo la pandemia. Positivi anche i numeri legati all’hotellerie con il proliferare di nuovi progetti di lusso in fase di realizzazione, o in pipeline, soprattutto nelle capitali europee, Usa, Emirati Arabi e Asia. -spiegano Claudia D’Arpizio e Federica Levato, senior partner di Bain & Company- Di pari passo, crescono i prezzi delle camere (quasi raddoppiati rispetto al pre pandemia) e il tasso di occupazione, mentre l’Adr resta stabile. Boom delle crociere di lusso che segnano un +110%. Il turismo sta ricominciando a dare vitalità a tutto il comparto luxury, Italia e Francia continuano a crescere e i viaggiatori provenienti da Usa, Middle East e Cina trainano i consumi. Entro il 2030 la Generazione Z rappresenterà il 25-30% degli acquisti nel mercato del lusso, mentre i Millennial rappresenteranno il 50-55%”.

Cina in recupero, ma mancano i voli

Analizzando più nel dettaglio lo shopping tax free “Nel 2019 la spesa di russi e ucraini incideva per il 10%, oggi senza questi due mercati abbiamo comunque raggiunto un +15% rispetto al pre pandemia con un incremento anche dello scontrino medio. -conclude Pier Francesco Nervini, Coo north & central Europe & global accounts di Global Blue– Il mix di nazionalità alla base della ripresa è guidato dagli statunitensi e dai turisti dei Paesi del Golfo, che hanno aumentato la loro spesa rispettivamente del 250% e del 170% nei primi dieci mesi dell’anno. In Europa (dove spiccano le performance di Italia e Francia), inoltre, la ripresa della spesa tax free da parte dei turisti provenienti dalla Cina ha raggiunto a ottobre il suo picco al 52%. Un dato dovuto al parziale ritorno degli shopper cinesi (39%), ancora ben al di sotto dell’intero recupero della capacità aerea (60%). Sulle attese di turismo dalla Cina nei prossimi mesi, le prospettive sono promettenti, poiché i dati indicano un notevole desiderio di viaggiare, con una percentuale del 73% registrata a ottobre. Al contempo, si osserva un costante aumento della capacità aerea proveniente dalla Cina: rispetto a ottobre, è previsto un incremento di 13 punti percentuali a novembre e di ulteriori 6 a dicembre, raggiungendo così il 79% entro fine anno”.

Sveva Faldella

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