Da Doha a Muscat:  le mille e una notte tra mare e deserto

Ci sono le convention, e poi c’è l’UnConvention di Idee per Viaggiare, che il mese scorso ha portato 15 gruppi (per un totale 200 agenti di viaggio) in giro per il mondo, in Australia, Giappone, Usa, Canada, Messico, Mauritius, Seychelles, Maldive, Thailandia, Tanzania, Zanzibar, Oman, Giordania, Doha e Dubai, con un’operazione sostenuta da un impegno fuori dal comune e da un backstage assai impegnativo. Guida Viaggi c’era, e ha partecipato all’itinerario che ha condotto gli agenti alla scoperta del Qatar e dell’Oman. E vogliamo raccontarvelo.

La Capitale del Qatar

Il nostro viaggio è iniziato da Doha, una città dove le suggestioni non mancano davvero; dai tour nel deserto alla storia araba che viene custodita dentro le moschee e nei musei, dai mercati tradizionali come quello del Souq Waqif che è un tripudio di colori, profumi e sapori tra spezie, tessuti e souvenir, fino alla spettacolare Corniche che alla sera incanta con i giochi di luce dei grattacieli, nella Capitale del Qatar ci sono molti luoghi interessanti da visitare. Tra le sue strade maestose si respira voglia di evasione e libertà, di arte e innovazione, segno tangibile di una grande corsa del Paese verso la modernità; gli scorci di vita locale non mancano visto che il popolo qatariota custodisce con cura le proprie tradizioni, ma le installazioni e le costruzioni avveniristiche progettate da architetti di fama mondiale e disseminate lungo tutto il tessuto urbano, fanno di Doha una vera e propria città del futuro.

Un inno alla tradizione islamica

Un tour tra il Museo Nazionale del Qatar ed Educational City, dove si trovano il Sidra Hospital e la National Library, riesce in una manciata di ore a dare l’idea dell’importanza che il Paese ha deciso di dedicare ai siti culturali e ai centri di formazione; molte risorse sono state investite infatti per la realizzazione di queste costruzioni che sembrano concepite per catapultare le nuove generazioni nella bellezza e nella conoscenza. Nulla a Doha, è per caso. E c’è un elemento colpisce tra tutti: agli architetti è stata data la libertà di creare. Ed hanno creato aree e complessi che non fossero solo luoghi di apprendimento, ma celebrazioni della cultura e dell’arte islamica in tutte le sue sfaccettature.

Dove il deserto si tuffa nel mare

A pochi km dal centro cittadino gli amanti dell’avventura possono raggiungere in 4×4 la riserva naturale di Khor Al Adaid, nota anche come “Mare Interno”, un sito Unesco che si estende a sud della città ed è uno dei pochi luoghi al mondo in cui il mare si spinge fino al deserto. L’effetto wow è garantito! Tanto più se si riesce a trascorrere una notte al The Outpost Al Barari, un raffinato eco-resort incastonato tra le dune del deserto. Sulla via di ritorno verso la città, da non perdere una sosta nella storica città di Al Wakra dove è possibile assistere alla preparazione del famoso caffè arabo, in una cerimonia tramandata dalle famiglie qatariote sin dai tempi antichi.

La crescita del turismo

Fino al prossimo mese di marzo Doha ospiterà nel suggestivo Al Bidda Park l’International Horticultural Exposition, nota anche come Expo 2023 Doha che avrà come tema “Green Desert, Better Environment”, un deserto sostenibile per un ambiente migliore. L’obiettivo del Qatar è di passare dai 2 mln di visitatori del 2019 ai 7 mln entro il 2030; secondo gli ultimi dati disponibili relativi al periodo gennaio-agosto 2023, sono stati 49mila gli italiani che hanno visitato il Paese (+ 40% vs 2019) e sul 2024 questo aumento proseguirà spedito, tanto che si prevede una crescita annua del 40%.

Magie d’Oman

Con un breve volo dal Qatar abbiamo raggiunto l’Oman e il nostro viaggio bel sultanato è iniziato dalla Capitale Muscat, un luogo dove antichi palazzi bianchi e moschee decorate si fanno spazio tra il deserto e le montagne. In città abbiamo visitato la Grande Moschea, un luogo di culto in marmo beige impreziosito da migliaia di piastrelle in ceramica colorata, costruito nel 2001 per celebrare i trent’anni di ascesa al trono del tanto amato sultano Quaboos, e poi ci siamo addentrati nell’antico souq di Mutrah dove perdersi tra le bancarelle che vendono stoffe, estratti di rosa e spezie, è stata davvero un’esperienza suggestiva. Ciò che stupisce di Mutrah è che non ha nulla a che vedere con i tipici mercati mediorientali caratterizzati spesso dalla confusione, tutto qui è ordinato, pulito e tranquillo, come nella migliore tradizione omanita.

Jabal Akhdar, la montagna verde

Muscat l’abbiamo salutata all’alba, per partire in 4×4 alla volta di Birkat Al Mouz e di Jabal Akhdar (la Montagna Verde) dove a 2500 mt si sono aperte per noi le porte dell’ Anantara Jabal Akhdar, uno dei resort di lusso più alti al mondo, un luogo quasi incantato affacciato su un profondo canyon, famoso per i trekking ma anche per i rituali Spa ed Hamman, e per la Principessa Diana che ha tanto amato la sua passerella panoramica. Di prima mattina siamo scesi a valle per visitare Nizwa, l’antica capitale del sultanato famosa per il suo celebre Forte che, costruito nel 1668, è considerato la fortezza più grande della Penisola Arabica. E poi, tutti a pranzo in una Omani House, ospiti di una famiglia locale che ci ha svelato segreti e tradizioni culinarie del Paese.

Nel deserto di Wahiba Sands

Il racconto di questo viaggio non è ancora finito. Non vi ho ancora parlato infatti di Wahiba Sands, il più famoso deserto dell’Oman, il cui nome deriva da quello della popolazione beduina che ancora lo abita, noto anche come Sharqiya Sands: immaginate una serie di dune ininterrotte alte fino a 100 mt che cambiano forma e colore grazie all’effetto del vento, virando dal rosso al marrone, fino quasi a tingersi di un rosa infuocato quando arriva il tramonto. La notte l’abbiamo trascorsa al Magic Camps Wahiba Sands, un campo tendato ecosostenibile e molto esclusivo, ideale per chi cerca un’autentica esperienza nel deserto e il vero contatto con la natura. Conta solo 10 tende che puntano tutto sullo stile e la tradizione beduina ed ogni tenda ha un bagno attiguo, con lavabo e tinozza per la doccia, dove ad orari prestabiliti viene portata l’acqua calda. La notte nel campo, è illuminata solo da candele e lampade ad olio e la cena viene servita sotto le stelle. Il deserto dista circa 3 ore da Muscat e nel tragitto di rientro si può fare un bagno rinfrescante nel Wadi Bani Khalid, un’oasi del sultanato circondata da palmeti e piscine naturali che sgorgano dalle montagne. Il viaggio è stato organizzato con il supporto di Qatar Airways; sono stati infatti 50 i partner internazionali tra compagnie aeree, catene alberghiere, enti del turismo e dmc, impegnati nell’Unconvention 2023 di Idee per Viaggiare.

Alessandra Tesan

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