Sixt, espansione in Italia e verso gli Usa

Vetture premium, tecnologia allo stato dell’arte, elettrico. Con un aumento del 13% del fatturato e 1,13 miliardi di euro nel terzo trimestre, il più alto trimestrale nella storia dell’azienda, la società tedesca di autonoleggio Sixt registra una crescita in tutti i segmenti, in particolare sul mercato nazionale tedesco. Nonostante costi più elevati e investimenti strategici, l’utile consolidato prima delle imposte (Ebt) del terzo trimestre è di 246,9 milioni di euro, quasi il 70% in più rispetto ai dati dello stresso periodo dell’anno record 2019.

Per l’intero anno fiscale 2023, il Consiglio di amministrazione prevede pertanto un fatturato consolidato di circa 3,6 miliardi di euro e un Ebt compreso tra 460 e 500 milioni di euro.

Italia positiva

“In Germania abbiamo il 37% di market share. In Italia, dove siamo presenti dal 2017, nel 2022 abbiamo registrato circa il 20, con un +46% rispetto all’anno precedente – spiega Massimiliano Maini , vice president e ad Sixt Italia -. Il nostro obiettivo è continuare l’espansione sia nel mercato europeo sia in quello internazionale, in particolar modo in quello americano, arrivando a un market share almeno del 10%. L’obiettivo è di arrivare ad avere i due continenti che, di fatto, si equiparano in termini di risultato. Quello che ci contraddistingue è la parola Premium. Questo riconoscimento europeo non riguarda solo i veicoli ma anche il brand e i servizi”.

Nuove branch

“Con tutta la gamma di servizi – aggiunge Angelo Ghigliano, vice president e ad Sixt Italia -, abbiamo raggiunto globalmente i 7 milioni di prenotazioni all’anno, ovvero 19mila al giorno. In Italia, dove prima eravamo rappresentati da un franchising, dal 2017 abbiamo deciso di aprire branch nostre, di acquisire la flotta totalmente in proprio e di assumere personale. Quindi impieghiamo una forza lavoro completamente italiana in branch interamente corporate. In 5 anni siamo cresciuti fino a occupare circa il 20% della market share e siamo in costante crescita. Abbiamo già moltiplicato

il 2019 in termini di revenue e di profitti e nel 2024 siamo pronti a nuove sfide, con 15 nuovi branch in cantiere, di cui due in apertura in gennaio a Milano”. “Siamo già presenti – prosegue – nei principali aeroporti italiani col nostro personale, il nostro brand e, quindi, un servizio premium dedicato. Abbiamo in apertura altri tre aeroporti, Pescara, Trieste e Trapani, e copriamo le stazioni dell’alta velocità. Ci espanderemo sempre di più anche nelle città”.

La Sixt University

Anche la formazione gioca un ruolo di primo piano con la Sixt University, un progetto innovativo che parte “dall’esigenza di trovare personale che voglia venire a lavorare in un settore, quello dell’autonoleggio, che non è così conosciuto e neanche così attrattivo rispetto ad altri settori”, precisa Maini.

“Ci siamo inventati qualche cosa di diverso – spiega -, ovvero non sono i candidati a cercare l’azienda ma noi a cercare loro e offrirgli l’impiego. Offriamo una formazione totalmente gratuita, estremamente tecnologica, compresa esperienza all’estero e lo studio di una lingua straniera, per diventare un nostro dipendente. Sono 100 ore online: il 50% delle lezioni è registrata, il rimanente di persona. È aperto a candidati tra i 18 e i 65 anni e ci sono due colloqui da fare: il primo è basato sulla motivazione, il secondo sull’interrelazione e sulla disponibilità a fare un’esperienza estera. A oggi il progetto sta funzionando perché il recruting è mirato tra coloro che vogliono imparare una lingua ed effettivamente fare un’esperienza di lavoro all’estero. Abbiamo già realizzato 5 edizioni della Sixt University e il 75% delle persone è rimasto”, conclude il manager.

Paola Olivari 

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