Tra incertezze e battute d’arresto

Un rallentamento, chiaramente dovuto all’attuale status quo internazionale: è la testimonianza data da Fiavet Confcommercio e da Assoviaggi Confesercenti sul trend per le festività. “Purtroppo la situazione di incertezza nel quadro internazionale sta in questo momento ritardando molto le prenotazioni in Italia e in diverse aree del mondo – esordisce Giuseppe Ciminnisi presidente di Fiavet Confcommercio -. Tra i nostri associati l’andamento delle prenotazioni di Natale non è ottimale: il 28% di loro dichiara di non averne e il 60% di averne poche, mentre solo l’8% afferma che sono nella media del periodo – analizza il presidente -. Per Capodanno il 20% dice di non avere nessuna prenotazione, mentre il 70% ne ha ancora poche. Quasi inesistenti le vendite per l’Epifania: solo il 6% attesta che sono nella media, per il resto non ce ne sono ancora o sono molto poche, rispettivamente 48% e 46%”. Assoviaggi segnala “un andamento delle prenotazioni lento, che ha subito una battuta d’arresto dai primi ottobre con il riacutizzarsi della guerra in Medio Oriente. Dopo un anno di complessiva crescita per il turismo organizzato – ammette l’associazione – per agenzie di viaggio e tour operator non sono ancora stati raggiunti i livelli del 2019, ultimo anno prima della pandemia. Tuttavia – segnala Assoviaggi – il trend delle prenotazioni dovrebbe rispecchiare quello del 2022”.

Le mete

Analizzando le destinazioni, spicca un prodotto che è un classico natalizio: il Mar Rosso. “Si trova al primo posto con il 6% delle vendite – specifica il presidente Fiavet -. Questo è molto importante – commenta Ciminnisi -, perché evidentemente il clima di tranquillità di questa destinazione sta incoraggiando le persone a sceglierla con serenità. Seguono a pari merito i Caraibi oppure mete locali in Italia. In generale con percentuali analoghe tra l’1 ed il 2% delle vendite troviamo le crociere e le Maldive”. Cambia invece lo scenario per Capodanno: “Il Kenya risulta la meta prediletta con il 10% delle preferenze di viaggio, seguita dalle capitali europee (6%) – prosegue il presidente -. Tornano anche per questo periodo le Maldive che stanno avendo un momento di particolare trend positivo, l’Oriente, gli Usa, magari in abbinamento con mari caldi vicini”. Funziona sempre l’Italia e la montagna in particolare “che si attesta attorno al 4% delle vendite. Le capitali europee sono la scelta preferita per l’Epifania con l’8% delle preferenze, seguite anche dalle città italiane (6%). Non mancano quelli che prediligono la Spagna e il Nord Europa, ma anche chi opta per i Caraibi”. Medio e lungo raggio spiccano anche in casa Assoviaggi: “Molto gettonate Zanzibar e l’Oceano Indiano, ma anche Stati Uniti e Thailandia – evidenzia l’associazione -; in recupero anche i Paesi dell’America Latina, Canarie, Egitto, seguite dalle capitali europee. Si segnalano anche diverse prenotazioni per i Mercatini di Natale in Italia”.

Comportamenti e tendenze

Ma quali tendenze si evidenziano quest’anno? “Il 74% dei viaggiatori sceglie pacchetti con durata minore per Natale, mentre il 24% segue le proprie abitudini e fa una vacanza della stessa durata del 2022 – risponde Ciminnisi -. Analoga situazione per Capodanno, dove tuttavia nonostante il 60% dei consumatori abbia acquistato pacchetti di durata minore, si registra un 8% che opta per una vacanza più lunga, mentre il 32% sceglie di soggiornare fuori per un periodo uguale allo scorso anno. In discesa l’Epifania – sostiene il presidente -: il 78% sceglie di fare un soggiorno minore di quello fatto nel 2022”. Dal punto di vista dei costi “è indubbio un aumento generalizzato dei servizi, con l’inflazione e altri fattori che influenzano il consumo: si vende meno e a prezzi superiori – argomenta Ciminnisi -. Quindi il 28% dei viaggiatori sta spendendo più dello scorso anno nel periodo natalizio. Per Capodanno sempre il 28% sta investendo di più per la propria vacanza. Infine per l’Epifania il 22% spende la stessa cifra e il 20% di più”. “Sicuramente la situazione geopolitica da un lato, con l’aggravarsi della guerra in Medio Oriente che va a sommarsi al prolungamento della guerra in Ucraina, ed il caro vita dall’altro che incide negativamente sui bilanci delle famiglie – evidenzia Assoviaggi – stanno influendo sulle richieste e i comportamenti da parte dei clienti: c’è un rallentamento delle prenotazioni, con l’aumento di richieste di cancellazioni di viaggi o modifiche di destinazione anche per i Paesi limitrofi non coinvolti dalla guerra. Per quanto riguarda i tempi di prenotazione – conclude l’associazione – la tendenza che emerge per chi intende affrontare una vacanza di lungo raggio e dunque più impegnativa anche dal punto di vista economico, è quella di giocare d’anticipo per garantirsi tariffe dei voli più vantaggiose, mentre gli altri clienti, con un budget più contenuto, tendono a prenotare sotto data sperando nelle occasioni”.

Nicoletta Somma

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