Le mire delle grandi Ota sulle crociere

Sembra una notizia lontana dalla nostra realtà commerciale, ma è un chiaro sintomo di un cambiamento in atto. Il fatto che una Ota più conosciuta per la specializzazione nel ramo ospitalità, e cioè Booking.com, abbia inteso lanciare il test di vendita delle crociere negli Stati Uniti deve fare riflettere sull’evoluzione di un prodotto che attrae molti player per il suo buon rapporto qualità-prezzo, la garanzia di sicurezza che fornisce al cliente finale e le sue possibilità di trasformazione in caso di crisi geo-politiche, quando è sufficiente modificare gli itinerari per non perdere le vendite. E’ inoltre confermato da più fonti che la domanda è sempre più trasversale e l’industria crocieristica è riuscita ad attrarre nuove fasce di mercato. Da questo punto di vista il commento che Costa Crociere rilascia alla nostra testata è significativo: “L’interesse di un player del genere per le crociere dimostra come il nostro settore sia cruciale per la distribuzione. Al momento non abbiamo un contratto con questo player, ma, come sempre abbiamo fatto in passato, siamo pronti a valutare e cogliere eventuali nuove opportunità che si presentano sul mercato”.

La partnership con World Travel Holdings

La nuova piattaforma (Cruises) lanciata per i clienti statunitensi, i quali potranno prenotare direttamente sul portale, grazie alla collaborazione con l’agenzia americana specializzata nella vendita di crociere World Travel Holdings, è di fatto un nuovo competitor che entra in campo. Lo strumento consente di valutare più di 10.000 partenze con una trentina di compagnie di crociera, da quasi 60 porti di partenza nel mondo. Le promozioni non mancano: si parla di offerte scontate, credito di bordo fino a 1.000 dollari e un marketplace di rilevanza mondiale che permette su una sola piattaforma di trovare anche le escursioni a terra nei porti designati. Un piano di sviluppo, quello di Booking.com, che non si è arrestato nemmeno quando la Commissione Ue ha bloccato l’incorporazione di eTraveli, citando la posizione già dominante sul mercato della piattaforma per viaggi e alloggi. Tanto è vero che la Ota non si è arresa, facendo ricorso. Nelle sue dichiarazioni, la Commissione ha sottolineato che “Booking.com è la principale Ota alberghiera in Europa, con una quota di mercato superiore al 60% ed eTraveli è il secondo fornitore leader di servizi di voli, il che porterebbe, attraverso la fusione, a far diventare Booking.com un top player anche nel settore del volato”. Tutto questo per sottolineare la forza del brand.

I commenti del mercato

Giuseppe Ciminnisi, presidente Fiavet Nazionale, commentando l’operazione statunitense ha dichiarato a Guida Viaggi: “La nostra filosofia è sempre la stessa. Anche in questo caso deve valere la regola di “stesso lavoro, stesse regole”. Il fatto che Booking si inserisca in questa fascia di mercato – ha aggiunto – implica un’apertura verso una fascia di pacchetti di viaggio di stretta competenza delle agenzie, con il rischio di circoscrivere il nostro campo di azione. C’è però da considerare anche che non sempre l’acquisto su internet, specialmente su alcuni prodotti, è davvero conveniente. Il lavoro in agenzia è ben altra cosa, ogni giorno è diverso dall’altro, ci sono talmente tante variabili che è difficile per un consumatore sostituirsi al nostro lavoro fidandosi solo dell’online”. Ciminnisi fa poi riferimento agli ultimi colloqui con i due big di mercato (Costa Crociere ed Msc), ricordando che “entrambi continuano a sostenere che il primo partner sono le agenzie di viaggi”.

Per Gabriele Milani, direttore nazionale Fto, “si tratta di un test che riguarda il mercato degli Stati Uniti. Bisognerà vedere i risultati. Qualora dovesse andare bene e venisse replicato in Europa e Italia, potrebbe arrivare non prima di un anno. Le crociere  – ha aggiunto – sono pacchetti turistici per cui comporterebbe il possesso dei requisiti legali per venderla, tra cui la copertura per insolvenza. Alla fine – ha concluso – noi competiamo tutti i giorni con i canali di vendita alternativi. Ciò che fa la differenza è metterci il valore aggiunto della consulenza, il nostro supporto, la fiducia che ispiriamo. Elementi che i portali non possono sostituire”.

Laura Dominici

Altri commenti in una seconda puntata

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