Il lifestyle? “E’ un ristorante con le camere”

“Il lusso è il modo di vivere la vita e di vedere la vita personale, è quasi una attitudine”. A pensarla così è Ettore Cavallinosenior director development luxury brands Europe & North Africa, Gruppo Accor, che ha dato la sua definizione di lusso, intervenendo sul tema in occasione di un evento milanese. La domanda che gli è stata posta è come vengano scelti i luoghi dove far nascere le nuove strutture in città? La risposta che dà il manager mette in evidenza un mix di elementi. A suo dire “perché ci possa essere un progetto di lusso è importante che esistano un panorama mozzafiato, un palazzo storico, un momento memorabile”, afferma.

Cosa vuol dire lusso sostenibile

All’interno del tema luxury vive anche il concetto di lusso sostenibile, il che può sembrare un paradosso, in effetti “fino a poco tempo fa si pensava che non andassero d’accordo – spiega il manager – perchè il lusso può essere sinonimo di opulenza. In realtà i gruppi internazionali e il cliente sentono la responsabilità di preservare il mondo e Accor, così come altre compagnie, ha iniziato a lavorare per selezionare prodotti che possano far parte della esperienza del lusso, ma con certe caratteristiche”.

E’ una scelta ampia, che abbraccia più aspetti, che riguarda per esempio le materie prime utilizzate, oppure Cavallino fa l’esempio della prima colazione, dove non tutto viene consumato, da qui la scelta di molti alberghi di fare accordi con le organizzazioni cittadine per consegnare ciò che avanza dalla colazione a mense dei poveri o a organizzazioni che si occupano di tali temi.

Questo perché “l’idea della sostenibilità non è solo la riduzione della Co2”, osserva Cavallino, che porta l’attenzione sul fatto che il lusso è favorito in questo, “perché in un albergo luxury è più facile ridurre la portata del buffet e fare molte più cose à la carte, quindi è un’opportunità che il lusso ha, rispetto ad altri segmenti, per essere più sostenibile”.

Aprirsi al territorio

Dal concetto di lusso declinato in chiave moderna al territorio. Come le strutture legate a questo tipo di segmento riescono a valorizzare il luogo in cui si trovano, come si aprono alle persone e alla città? Cavallino risponde citando le parole del presidente di Accor, il cui pensiero è: “Una volta concepivamo gli alberghi per i viaggiatori, oggi per i locali”. E’ qui il nocciolo della questione, “perchè se la gente del luogo frequenterà i nostri alberghi, allora saranno scelti dai viaggiatori”.

Se si pensa a chi viaggia per lavoro, quindi da solo, può essere piacevole trovarsi in un albergo circondato da persone del posto che lo stanno vivendo, magari per un aperitivo o una cena, da qui il tema del lifestyle. “Per noi lifestyle è un ristorante con le camere, è quindi importante fare qualcosa che piaccia alla comunità e alla gente del posto e automaticamente al cliente viaggiatore”.

Stefania Vicini

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