Viaggio fuori stagione nella Sardegna incontaminata

Un itinerario alla scoperta della Penisola del Sinis, sede di uno dei siti archeologici più straordinari d’Italia, che in inverno rivela un fascino inedito, ancor più autentico, romantico e selvaggio. Fondazione Mont’e Prama, istituzione nata per la valorizzazione del patrimonio di questo angolo di Sardegna, ha elaborato un itinerario tra natura, cultura, storia e archeologia.

Il Museo Marongiu a Cabras

E’ il custode principale del ricco patrimonio archeologico del Sinis, il museo ospita tre sale dedicate rispettivamente ai modelli di nuraghe, ai giganti e ai nuovi rinvenimenti più significativi. Una terza ala del museo è attualmente in costruzione e, una volta completata, permetterà di riunire a Cabras in un’unica esposizione tutte le sculture già restaurate, trasferendo le 33 oggi custodite presso il Museo di Cagliari.

La borgata marina di San Giovanni di Sinis

Situato sulle rotte dei Fenici, tra lo stagno di Cabras e lo spettacolare Capo San Marco, questo borgo fino a qualche decennio fa mostrava lungo il litorale le capanne, abitazioni tipiche realizzate in falasco, delle quali oggi si conserva un unico esemplare. Nelle vicinanze, merita una visita la Torre di San Giovanni, edificata a sulla sommità dell’altura che sovrasta l’area archeologica di Tharros, da lassù è possibile ammirare i due mari, caratteristici di quello scorcio di terra.

Tharros, perla archeologica e naturalistica

Situata all’estremità meridionale della Penisola del Sinis, la città di Tharros venne fondata nel VII secolo a.C. dai Cartaginesi. Sulle sue rovine oggi sorge un vero e proprio museo a cielo aperto sotto forma di teatro naturale affacciato sul mare, che comprende, tra le altre cose, una necropoli, il tofet, il tipico santuario fenicio-punico, il tempietto di capo San Marco, il Tempio monumentale o delle semicolonne doriche e l’antico porto punico.

Villaggio di San Salvatore e Ipogeo

Composto da numerose e minuscole case disposte a schiera, sorge intorno al ‘700 attorno a una chiesetta recentemente restaurata. Centro religioso per eccellenza, disabitato per gran parte dell’anno, si ripopola solo a fine estate in occasione della Festa di San Salvatore. La chiesetta del villaggio venne eretta sopra una precedente area edificata intorno al IV secolo d.C., un ipogeo costituito da un complesso di ambienti sotterranei dove ancora oggi è possibile vedere le antiche raffigurazioni e iscrizioni.

Dalla Sardegna a New York

I dati forniti dalla Fondazione Mont’e Prama confermano l’interesse dei visitatori verso il Parco archeologico naturale del Sinis anche fuori stagione. A ottobre, ad esempio, i siti gestiti dalla Fondazione hanno registrato oltre 10mila ingressi (+25,3% rispetto al 2022). Intanto continua il viaggio del Sinis e dei Giganti in alcuni tra i più importanti centri culturali: dopo essere stati agli Uffizi e al Museo Egizio di Torino, i Giganti approderanno al Maxxi, mentre fino a fine novembre un esemplare sarà visibile al Met di New York.

(crediti foto Fondazione Mont’e Prama)

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