Hpi, il polso del mercato e della progettualità

Un grande successo, quello di Hospitality Project Investment in Tuscany, evento ideato da About Hotel e Giorgio Bianchi, dedicato alla presentazione di opportunità e progetti immobiliari turistici del territorio, che ha debuttato la scorsa settimana all’interno del palinsesto di Bto a Firenze.

L’analisi delle tendenze

“La Toscana – ha detto Barbara Casillo, direttore generale Confindustria Alberghi – è stata un’antesignana dello sviluppo del turismo a livello internazionale, costruendosi un’identità al di là del percorso dell’Italia. I segni di questa capacità di anticipare li troviamo nel segmento alta gamma e questo costituisce un cardine di tutto il movimento del turismo e del sistema alberghiero in Italia. Seguiamo molto le tematiche dello sviluppo alberghiero perché hanno diverse variabili di interesse collettivo: le dinamiche degli investimenti ci aiutano a capire dove sta andando il settore. I gruppi internazionali e i grandi fondi si muovono sulla base di analisi che permettono di identificare tendenze, di comprendere quali sono gli sviluppi attesi. È una focalizzazione fondamentale anche per gli imprenditori individuali, che da questo possono trarre informazioni preziosissime. Molto importante è anche il tema del recupero, ovvero trasformare immobili che avevano una destinazione d’uso diversa. Restituire alla vita queste realtà vuol dire valorizzare l’intero territorio a favore di tutti gli operatori, non solamente di chi fa quegli investimenti”.

Raggiungibilità per la crescita

“Da circa un decennio – ha affermato il presidente di Federalberghi Firenze Francesco Bechi – i grandi fondi di investimento internazionali hanno focalizzato nel comparto del turismo una delle leve economiche. Questo sta trasformando il tessuto dell’offerta, da un lato comprimendo i family hotel, che chiaramente hanno una competitività diversa, ma le catene tendono anche a diventare un elemento di attrazione. Da tenere conto anche l’aspetto di trasformazione della richiesta dell’utenza e delle infrastrutture. Le destinazioni crescono in relazione alla loro capacità di essere raggiunte in maniera facile, veloce e sicura nei tempi”.

Attrazione Investimenti

“All’interno di Regione Toscana – ha spiegato l’inward investment manager Silvia Catani -, Invest in Tuscany è il servizio Attrazione Investimenti. Siamo all’interno della direzione Competitività e dal 2016 la nostra mission è quella di attrarre e sostenere investitori nazionali e internazionali che intendano investire in regione. Lo facciamo in sinergia col territorio, con gli stakeholder, con i comuni. Il settore hospitality all’interno del governo regionale ha un’importanza altissima: in Toscana la ricettività conta 97 milioni di overnight. Siamo numeri uno, in Italia, a livello di ricettività a 5 stelle e nerl postpandemia si sono ripresentati investitori internazionali, sia europei sia extraeuropei”.

Selezionare i progetti

“Equiter – ha dichiarato Alberto Barberis, Investimenti e Advisory Equiter – è risultata aggiudicataria come intermediario finanziario della gestione di alcuni fondi che derivano dalle risorse Pnrr specificatamente destinate al settore del turismo. Gestiamo asset per circa un miliardo e 400 milioni, ma quello che nello specifico interessa qui sono i 200 milioni (190 netti) nell’ambito delle risorse Pnrr destinate allo sviluppo del turismo sostenibile, e fino a 163 milioni sullo sviluppo dei piani urbani integrati, per i quali siamo risultati aggiudicatari in seguito di una manifestazione di interesse indetta dalla Bei”.

“Le opportunità del Fondo turismo – ha proseguito Barberis – si rivolgono a imprese turistiche private intenzionate a sviluppare delle operazioni che riguardano la creazione e il rinnovo di strutture esistenti, ma anche tutta la parte infrastrutturale, per cui miglioramento di infrastrutture per turismo. Selezioniamo i progetti filtrando le richieste innanzitutto sulla cantierabilità, cioè iniziative pronte ad essere realizzate. Questo perché la Bei e il ministero ci richiedono di essere tempestivi nelle erogazioni di queste risorse, il che significa che questi 190 milioni che abbiamo in gestione li dobbiamo impegnare entro il 30 settembre 2025. Le richieste a oggi presentate sono circa un centinaio, con un primo intervento in Italia ad essere finanziato con questi chiuso poche settimane, oltre a una serie di altri pipeline. L’obiettivo che viene dato dal ministero e dalla Bei è di arrivare complessivamente, non soltanto quindi con la nostra attività, ma anche con quella degli altri due intermediari finanziari selezionati, a circa 100 150 progetti”.

La sostenibilià finanziaria

“Altro criterio di selezione sono la sostenibilità e l’appetibilità finanziaria, perché questi sono fondi che devono essere restituiti. Indicativamente i nostri interventi coprono fino a un 50% delle spese generali di un investimento e ci si aspetta questi fondi agiscano come una leva che vada a moltiplicare l’effetto sul territorio. La dimensione dell’investimento è un altro elemento che che valutiamo, perché c’è un ticket massimo di 18.900.000 euro, con un range ideale intorno ai 10, 15 milioni, anche se non significa non considerare interventi di importo inferiore. Infine, guardiamo l’aderenza degli interventi agli obiettivi dell’Unione europea, che significa particolare attenzione allo sviluppo di progetti che favoriscano la coesione sociale, la transizione digitale e la sostenibilità ambientale”.

“Possiamo sopportare in due modi – ha aggiunto Barberis -: mediante partecipazione in equity, ovvero intervenendo direttamente nel capitale sociale della della società che propone l’iniziativa, oppure con capitale di debito e quindi con l’erogazione di finanziamenti bancari che gestiamo tramite il nostro partner Intesa San Paolo. I fondi Pnrr arrivano direttamente dalla Bei e quindi è possibile sfruttare tassi concorrenziali rispetto a quelli di mercato con durate tendenzialmente più lunghe di quelle tipiche del finanziamento bancario, ovvero operazioni superiori ai 10, 15 fino a un massimo ammesso di vent’anni”.

La Toscana internazionale

Secondo Sara Giusti, economista presso Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, “il 2023 si caratterizza per essere un anno di rallentamento. Veniamo dagli effetti della crisi inflattiva che si è generata in particolare nel 2022, ma con l’inflazione che ancora morde nel 2023, che ha portato quindi a importanti e consistenti interventi restrittivi di politica monetaria contro l’aumento dei tassi di riferimento. Quindi un rallentamento atteso, ma ci sono comunque state anche delle delle sorprese in positivo. Per esempio, gli Stati Uniti, dove alcuni analisti già si aspettavano per quest’anno una recessione mentre l’economia americana ha retto bene allo shock dell’aumento dei tassi sia nel mercato del lavoro sia nei consumi. Dall’altra parte, invece, ci sono state anche delle sorprese in negativo, se pensiamo in particolare al mercato cinese, per il quale il 2023 doveva essere l’anno del rimbalzo. C’è stato, ma in misura più contenuta, anche legato ai problemi interni legati alla crisi immobiliare. L’incertezza resta quindi molto elevata, ci aspettiamo ancora sulla parte finale del 2023 un rallentamento e sullo scenario 2024 pesano le tensioni geopolitiche e una crescita globale che rimarrà su livelli modesti. D’altra parte, però, ci sono delle attese di recupero del potere di acquisto della famiglia tipo italiana e ci saranno comunque gli impatti degli investimenti legati al Pnrr. Il turismo rappresenta uno degli elementi trainanti del recupero. Il fatturato cresce nel primo semestre 2023 vs 2019 per l’alloggio del 27% e per la ristorazione del 22%, grazie alla ripresa anche del congressuale e della fascia altospendente, e le attese per il 2024 sono di una sostanzialmente tenuta, quindi una crescita che stimiamo intorno al 12,5%”.

Propensione all’investimento

“In tutto questo come si posiziona la Toscana? Abbiamo voluto riprendere gli ultimi dati Irpet sulle presenze – ha proseguito Giusti – ed emerge in modo netto il ruolo dei non residenti, quindi il forte recupero, tanto che nei primi 8 mesi del 2023 le presenze di visitatori in Toscana sono superiori di +1% rispetto al 2019, a fronte di un dato italiano che invece ancora risente di un leggero ritardo, meno 3%. Ricordiamoci anche che il confronto con il 2019 è con un anno di massimo delle presenze negli ultimi anni, quindi questo è un dato veramente significativo. Lo vediamo anche internazionalizzazione della Toscana, dove le presenze statunitensi superano del 22% il dato del 2019”.

“Da una nostra ricerca – conclude – emerge che la propensione all’investimento è nettamente superiore, per esempio rispetto al manifatturiero, per le imprese della filiera turistica, soprattutto per le più grandi ma anche per le microimprese. Da qui emerge anche tema del capitale umano e della formazione, al primo posto per intensità degli investimenti, e anche il tema della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico, risposta obbligata all’attuale competizione”.

PO

 

 

 

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