Calcolare l’impatto ambientale: ecco come si organizza il travel

Calcolare l’impatto ambientale di un evento, di un volo, di un viaggio, che sia leisure o business travel, di un soggiorno in hotel. Le realtà del travel si attrezzano, ma come? Che tipo di iniziative può intraprendere una destinazione? Nel caso del Principato di Monaco l’idea è stata quella di venire incontro agli organizzatori di viaggi e di eventi, fornendo uno strumento gratuito, sul sito della destinazione, che mira a dare consigli e a fare una prima stima di base.

Lo strumento del Principato di Monaco

L’ente del turismo ha deciso, assieme ai partner, di aiutare a comprendere “che impatto ha un evento organizzato a Monaco – spiega Attilia Bossi, deputy general manager, Interface Tourism per ente del turismo di Monaco durante un recente panel che si è svolto in occasione del BizTravel Forum – in base al numero di persone, all’hotel utilizzato, al numero di passi consumati e al tipo di passi che si consumano”. La manager lo precisa subito, “è uno strumento molto semplice e non è una certificazione, ma dà una indicazione di base nel momento in cui si sta pensando dove andare. L’ente ci tiene molto, noi stessi dobbiamo sempre di più certificare quanta Co2 produciamo con le nostre attività”, sottolinea la manager.

Il lancio è avvenuto negli ultimi mesi e il riscontro è buono, “è stato utilizzato assieme anche ad altri strumenti, infatti all’interno dell’ente c’è un dipartimento dedicato pronto a sostenere le aziende che desiderano fare qualcosa di particolare in base alle loro attività”, ha detto Bossi.

E’ un primo step per creare una cultura della sostenibilità, “un primo calcolo che dà una stima di quella che è l’emissione, non si vuole dire cosa fare per compensare l’emissione, ma dare consigli per diminuirla, che sia l’uso del treno o come gestire i rifiuti. Per i travel manager può essere scaricato direttamente”.

I cinque pillar di Uvet Gbt

Da una destinazione ad un gruppo distributivo, Uvet Gbt, per capire quali sono i pillar della azienda in tema sostenibilità dal punto di vista pratico. Come si sa,  Uvet Gbt è entrato ufficialmente come partner del programma Saf Corporate del Gruppo Air France-KlmIn questo modo darà il suo contributo ad accelerare l’uso e la produzione del carburante sostenibile per l’aviazione (Saf). Nell’ambito della partnership saranno sviluppate sinergie per favorire maggiore consapevolezza sulle tematiche ambientali.

Detto ciò Antonello Lanzellotto, head of multinational sales & account Uvet Gbt, ha individuato cinque pillar. Il primo è quello che prevede “una selezione dei fornitori che dimostrino attenzione ai processi di sostenibilità, da qui si punta a rendere facile al viaggiatore compiere scelte in ottica green”.

Oltre alle regole di travel policy il manager pone l’accento sullo strumento di gestione della trasferta, “abbiamo il BizTravel Emotion sistema che viene sempre arricchito – afferma -. Da anni rendiamo disponibile la produzione di Co2 del singolo servizio e adesso si arricchisce con l‘integrazione che abbiamo fatto con Hrs, che dà la possibilità di mostrare le foglioline per poter usare il filtro dell’hotel più o meno sostenibile”.

Non è tutto, in quanto il manager accenna al fatto che l’azienda sta parlando “con un player di micro mobilità. La maggior parte dei travel manager, infatti, sta iniziando ad inserire nella mobilità il discorso del car sharing e del bike sharing e noi stiamo cercando di integrarlo”. Non ultima la tecnologia che, anche in questo caso, non può non essere contemplata, in particolare Lanzellotto si riferisce a ciò che stanno facendo “sulla Ai, che potrebbe aiutarci”.

Le tre fasi di Hrs

Parlando di impatto ambientale Marco D’Ilario, senior vice president Emea Hrs Group, si sofferma sulle tre fasi, a partire dalla prima, la più importante che riguarda “la scelta del luogo dove mandare il viaggiatore, il software permette al travel manager di vedere qual è l’impatto ambientale e di fare delle simulazioni a seconda delle scelte fatte”.

L’azienda ha la possibilità di andare a scegliere in modo mirato l’hotel in base all’impatto ambientale e può “avere dei tool di reportistica per sapere come sta performando. Inoltre, abbiamo lanciato, in contemporanea in varie parti del mondo, un programma di compensazione per le emissioni che riguardano le strutture alberghiere”.

In conclusione, Beatrice Scappiniconsulente di sostenibilità e docente universitario, che ha moderato il panel, fa una sua osservazione e cioè che tutto ciò si dovrà “integrare con gli aspetti di governance, di diritti delle comunità locali e di coinvolgimento del business travel delle comunità locali ovunque nel mondo”. A suo dire gli argomenti in materia sono ancora tanti e forniscono già gli spunti di dibattito e riflessione per il 2024 per capire a che punto si è.

Stefania Vicini

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