L’incoming traina i dati di traffico dell’aeroporto di Torino

Due dati su tutti: unendo i numeri della Winter e della Summer 2023 (al 28 ottobre), l’aeroporto di Torino Caselle ha conquistato un 50,2% di traffico incoming a fronte di un 49,8% di traffico outgoing. Se si considera che nel 2019 (anno di riferimento per il suo decorso normale, ndr) le rispettive percentuali erano 41,6% e 58,4% è evidente il passo avanti effettuato a livello di internazionalità.

I record di traffico

Sono solo alcune delle statistiche svelate oggi nel corso della presentazione a Torino dei dati di traffico aeroportuali del capoluogo piemontese negli ultimi 12 mesi. Considerando il solo mese di ottobre 2023, con 395.240 passeggeri trasportati, si rivela come “il miglior ottobre di sempre – ha commentato l’amministratore delegato di Torino Airport Andrea Andorno (qui l’intervista video) -. La Summer ha registrato 2,8 milioni di passeggeri, stabilendo il primato di miglior Summer di sempre, in crescita del +25% rispetto all’estate 2019 pre-pandemia”.

La crescita dei primi 9 mesi

Nei primi 9 mesi del 2023 l’Aeroporto di Torino non solo ha recuperato il traffico pre-pandemico, ma è cresciuto del +14,7%, a fronte di una lieve ripresa a livello nazionale del +1,6% e di una contrazione europea del -3,9% e mondiale del -2,7%. Anche il mese di novembre che sta per terminare “sarà il miglior novembre di sempre, contribuendo così al superamento del numero di passeggeri trasportati a Torino in tutto il 2022 già all’inizio di dicembre, con un mese di anticipo”, ha proseguito il manager.

Il numero di tratte

Oltre all’aumento dei volumi di passeggeri trasportati, l’accresciuto numero di tratte dirette (passate da 36 a 44, in incremento di 8 rotte rispetto all’inverno 18/19, pari a +22%; e passate da 31 a 40, in incremento di 9 rotte rispetto all’estate 2019, pari a +29%) con numerosi Paesi esteri, ha cambiato la composizione del traffico.

Le provenienze svelate dai big data

Attraverso l’utilizzo dei big data la società di gestione aeroportuale ha potuto conoscere il profilo del passeggero, analizzandone la provenienza e confrontando il periodo pre-Covid con gli ultimi 12 mesi. Nel corso delle due stagioni Winter e Summer, i flussi incoming dall’estero crescono complessivamente del +72% (per un totale di 1 milione e 343 mila stranieri in arrivo nello scalo), mentre la componente di turismo italiano cresce del 15% (per un totale di 901 mila turisti italiani in arrivo). I passeggeri incoming dall’estero della Winter 22-23 sono stati 625 mila (+204 mila passeggeri sulla Winter 2018-2019), in crescita dunque del +48,5%. Sostanzialmente stabili i volumi di turisti dall’Italia (+1,6%).  Dopo i buoni risultati invernali, è stata la stagione dei voli estivi a rivelare il ruolo decisivo dei collegamenti internazionali nell’arrivo di visitatori dall’estero nel nostro territorio. Sono stati infatti 718 mila i turisti stranieri arrivati all’aeroporto di Torino nell’estate del 2023, raddoppiando di fatto il numero dei turisti esteri arrivati nell’estate del 2019, quando erano stati 361 mila. Con un delta positivo di 357 mila turisti stranieri in più, la crescita arriva al +99%.

Le provenienze

In significativo aumento anche il numero di turisti provenienti dall’Italia (+28%). Sul podio dei mercati esteri per numero di turisti in arrivo, Gran Bretagna, Spagna e Francia, seguiti nell’ordine da Albania, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svezia, Romania e Danimarca a chiudere la top ten. Seguono Polonia, Irlanda, Lituania, Stati Uniti, Cechia, Marocco, Israele, Malta, Portogallo, Finlandia. Guardando alle novità e alla crescita percentualmente più elevata si trovano Lituania, Cechia, Israele, Irlanda, Danimarca e Spagna.

Il ruolo di attrattore

Andorno ha ricordato come lo scalo di Torino giochi “un ruolo di attrattore turistico 12 mesi all’anno, ruolo che si affianca alle già consolidate vocazioni neve e business, e riafferma il valore strategico per il territorio su cui insiste, contribuendo sia direttamente che indirettamente alla crescita socio-economica della regione”. In base alla ricerca Nomisma a livello nazionale, la società ha stimato il valore aggiunto che lo scalo riversa sul territorio, “pari a circa 500 milioni di euro”. Per servire sempre meglio il crescente traffico, negli ultimi due anni gli investimenti nell’infrastruttura sono stati pari a 15 milioni di euro, e hanno riguardato sia il miglioramento dell’esperienza del passeggero in aeroporto, sia la sostenibilità ambientale, con la realizzazione e l’avvio lo scorso luglio del più grande impianto fotovoltaico su tetto in un aeroporto italiano e l’entrata in funzione di svariati mezzi elettrici sulla pista e sui piazzali. Proprio per il suo ruolo di moltiplicatore dell’economia territoriale, Andorno ha sottolineato come “ogni forma di tassazione, vedasi le addizionali comunali, vadano contro l’interesse del territorio stesso, perché rischiano di provocare reazioni negative da parte dei vettori, con l’allontanamento delle basi”.

Il commento dell’Unione Industriali Torino

E sui dati di traffico dello scalo piemontese si è espresso Stefano Cornaglia, presidente del Gruppo Turismo e Cultura dell’Unione Industriali Torino: “L’attrattività di un territorio, al di là del suo potenziale in termini di offerta turistica strettamente intesa, si esprime anche attraverso la possibilità di contare su una rete infrastrutturale capace di farne un luogo connesso con il resto del mondo e facilmente raggiungibile. In tal senso Torino, come confermano i dati odierni sui flussi aeroportuali, ha compiuto in questi anni grandi passi in avanti, grazie al prezioso lavoro svolto da Sagat per attrarre nuovi vettori, incrementare i collegamenti nazionali e internazionali, migliorare la qualità dei servizi offerti dallo scalo cittadino”.

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