Intelligenza artificiale e assicurazioni, a che punto siamo

Secondo una recente indagine di Phocuswire l’Intelligenza Artificiale rimodellerà il panorama assicurativo, portando il settore a una rapida trasformazione. Ma come si rapportano al momento le società con questo strumento? Stanno utilizzando l’Ai per la creazione di polizze o la soluzione di problemi? Il quadro che ne emerge è piuttosto vario.

I “pionieri”

C’è chi è già all’opera. E’ il caso di I4T Insurance Travel. “Utilizziamo l’AI per la gestione dei sinistri nel caso delle polizze parametriche – spiega l’a.d. Christian Garrone –, che, infatti, intervengono automaticamente al verificarsi di determinati fatti oggettivi, o “parametri”, eliminando all’origine il tema della soggettività del liquidatore e di sue eventuali interpretazioni errate, e quindi migliorando sensibilmente l’esperienza dell’assicurato. Si tratta di una novità dirompente nel settore delle assicurazioni viaggio, che abbiamo presentato per primi, lo scorso ottobre”.

“Lavori in corso” e sperimentazioni

“L’orientamento verso l’innovazione è da sempre uno dei fiori all’occhiello di Nobis ed è normale che si guardi con grande interesse verso l’Intelligenza Artificiale, ovvero una tecnologia che nel medio-lungo termine potrebbe generare una vera e propria rivoluzione nei più disparati settori – risponde Stefano Pedrone, responsabile divisione Turismo Nobis Assicurazioni -. Crediamo tuttavia che al momento ci troviamo ancora in una fase embrionale e che sia necessario porre l’accento sulla sperimentazione, per capire quali possano essere gli ambiti in cui l’Ai possa effettivamente migliorare l’efficienza operativa. Stiamo ad esempio ponendo le prime basi per un progetto che riguarda la gestione dei sinistri e che potrebbe velocizzare in maniera sostanziale i tempi di liquidazione”.

Anche Miguel De Alvarado, direttore commerciale di Ergo Assicurazione Viaggi, testimonia: “Lavoriamo sui tool legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale a livello centrale, con la nostra casa madre a Monaco. Gli sforzi in questo momento si concentrano principalmente sulle chatbot, oltre al fronte della realtà virtuale che stiamo esplorando attraverso strumenti quali l’oculus/Meta per fornire alle agenzie di viaggio e ai clienti finali un riferimento performante con cui interfacciarsi per ottimizzare alcuni processi. La professionalità altamente personalizzata dei nostri consulenti rimane la cifra della nostra filosofia aziendale e resta imprescindibile”.

“Stiamo sviluppando servizi che utilizzando l’Ai per ottimizzare e velocizzare il processo di rimborso, studiando diverse variabili quali lo storico dei sinistri, le mete prescelte e la documentazione fornita – commenta Alessandro Bartolucci, ceo BeSafe Group -. Tutto questo per continuare a garantire rimborsi sempre più celeri e rendere ancora più semplice la richiesta di rimborso per il viaggiatore”.

Altri stanno facendo valutazioni. “Stiamo continuando a studiare le possibili integrazioni dell’Ai e le sue potenzialità nel ramo assicurativo sia per la creazione di polizze sia per la gestione delle stesse – afferma Erika Delmastro, chief travel officer Europ Assistance -. In particolare, in merito alla risoluzione di problemi abbiamo in corso un progetto sulla gestione dei sinistri e la classificazione automatica dei documenti a supporto.

I “prudenti”

Alcuni sono attendisti. “Forse siamo ancora tradizionalisti – argomenta Massimiliano Masaracchia, direttore commerciale Spencer&Carter -, ma utilizzare l’Ai per creare polizze secondo noi è ancora rischioso. L’Ai può essere utilizzata per i dati statistici dei rischi, molto simile come concetto al precedente strumento di analisi interattiva dei dati”.

Nicoletta Somma

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