L’intelligenza artificiale tra mito e realtà

L’Intelligenza Artificiale occupa oggi una posizione centrale nelle decisioni tecnologiche di imprese e governi permeando la vita quotidiana di ogni individuo.

Le proiezioni economiche di Bank of America secondo l’aggiornamento di febbraio 2023 indicano che l’IA potrebbe contribuire fino a 15,7 trilioni di dollari all’economia globale entro il 2030, con gli Stati Uniti a dominare il 36% del mercato globale.

Anche l’Italia ha un mercato dell’Intelligenza Artificiale fiorente, che ha raggiunto i 500 milioni di euro, crescendo del +32% in un anno; il 61% delle grandi imprese e il 15% di piccole e medie imprese conoscono e utilizzano un sistema di IA e le adottano tutte in modalità differenti.

Il tema dell’AI, le sue sfide ma anche le sue opportunità, raccontato dalla voce di aziende attive in settori diversi, dal digital consumer ai trasporti, sino al diritto, è stato approfondito nel corso del dibattito “Intelligenza Artificiale tra miti e realtà. Storie di successo dall’Italia e dagli Stati Uniti”, che ieri si è tenuto nel Centro Studi Americani a Roma, nell’ambito del Festival della Cultura Americana.

Le criticità dell’AI

Prima sfida tra tutte, la responsabilità. Chi è responsabile delle azioni compiute da un AI? Poi la trasparenza, perché le decisioni basati su algoritmi complessi non sono facilmente tracciabili e quindi interpretabili (black box). E ancora, la discriminazione e il pregiudizio, perché se l’AI viene addestrata su dati che riflettono divari presenti nella società, li può amplificare e riprodurre. Anche la privacy e la sicurezza dei dati figurano tra i rischi che spaventano di più, insieme al pericolo che venga sostituita l’occupazione umana e che si incorra in un’eccessiva dipendenza tecnologica, giungendo all’incapacità di prendere decisioni autonome senza il supporto di un sistema AI.

“Il settore privato ci manda segnali di grande interesse e da alcune ricerche che abbiamo condotto sappiamo che le aziende investiranno molto in AI, con il fine soprattutto di ottimizzare i costi, semplificare i processi e aumentare la produttività- ha detto Maria Cristina Moroni di Dell Technologies– allo stesso modo sappiamo però che desta ancora molta perplessità il tema della sicurezza dei dati e la complessità tecnica della materia”.

La vision italiana

Per fare in modo che l’Italia divenga un Paese di frontiera nell’ambito dell’Ai è necessaria una governance chiara ed efficace nonché adottare un provvedimento che, nelle more dell’adozione dell’AI Act Europeo, consenta l’utilizzo regolato dell’AI sia dal punto di vista della ricerca che del mercato e disciplini ulteriori urgenti aspetti di competenza nazionale: “Tutto dovrà essere scandito dall’etica e da una giusta normativa- ha detto in apertura della tavola rotonda Alessandro Musumeci, capo della segreteria tecnica del Sen. Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega alla transizione digitale-. Attualmente è in corso l’aggiornamento della Strategia Nazionale per AI ed è prevista l’istituzione del primo fondo di Venture Capital focalizzato sull’AI, con CDP e ACN, con effetto leva sugli investimenti privati, fino a 800 mln di euro”.

Si stima che in Italia oggi siano 200 le aziende impegnate in ambiti differenti di AI.

L’evoluzione dei regolamenti AI in Italia

Andiamo per punti: già a marzo 2018 l’AGID aveva presentato un primo libro bianco sull’AI nella pubblica amministrazione, che conteneva proposte e raccomandazioni per utilizzarla. A novembre 2021 poi, era stato adottato il programma strategico per l’AI 2022-2024, frutto del lavoro congiunto del MUR, del MIMIT e del Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, per arrivare poi al DPCM del 13 ottobre scorso che ha istituito un Comitato di esperti nazionali, supportato da una segreteria tecnica istituita presso AGID, con il compito di affiancare il Comitato nell’organizzazione e nella stesura dei documenti. Nel CITD del 9 novembre, presieduto dal Presidente del Consiglio, è stata affidata la delega per la definizione degli indirizzi strategici del Governo e per le attività di coordinamento al sottosegretario Alessio Butti.

L’approccio di Aeroporti di Roma

Invitata ad esprimersi sull’adozione dell’Intelligenza Artificiale e delle sue ricadute è stata anche Floriana Chiarello, head of ICT Demand Management di Aeroporti di Roma, che ha spiegato come soprattutto l’AI generativa abbia stravolto completamente il nostro paradigma di approccio alla competenza e alla conoscenza: “L’importanza dell’equilibrio tra l’input umano e la tecnologia avanzata nel processo decisionale è un elemento chiave per un’innovazione responsabile e orientata al futuro, ecco perché la nostra strategia punta a unire l’intelligenza artificiale con l’intuito e l’esperienza umana, per garantire soluzioni ottimali e sostenibili. In Adr abbiamo identificato la necessità di un approccio flessibile e in continua evoluzione, con cicli costanti di feedback e di mitigazione/identificazione del rischio”- ha proseguito ancora Floriana Chiarello che segnalando alcuni campi di applicazione dell’AI sia in ambito operations che di customer experience (flussi passeggeri, manutenzione, turn around aereomobili) ha spiegato come quello del digital twin sia in questo momento il progetto di AI forse più importante, che consente di mettere in atto simulazioni di eventi futuri.

Margy

APCO Worldwide, organizzatore dell’evento, ha atteso la conclusione del dibattito per annunciare il lancio di Margy: “Un’intelligenza adattiva che supporta le nostre attività globali fornendo ai nostri clienti dati utili per advisory e consulenza strategica- ha spiegato Paolo Compostella, presidente Europa di APCO-. Dopo oltre cinque anni di test e sperimentazioni Margy oggi è in grado di automatizzare la generazione di contenuti, ottimizzare l’efficienza del lavoro dei team e gestire la reputazione online dei clienti, inclusa la gestione di potenziali crisi”.

Alessandra Tesan

Tags: , , , ,

Potrebbe interessarti