Direttiva Pacchetti: l’analisi dell’avvocato Capizzi

Un’analisi articolo per articolo della Direttiva Pacchetti. E’ quanto ha affrontato, in esclusiva per Guida Viaggi, l’avvocato Donatella Capizzi, professionista di LCA, studio legale indipendente e full service, specializzato nell’assistenza legale e fiscale d’impresa.

Le origini

Lo scorso 29 novembre 2023, nell’ambito di una più ampia iniziativa denominata “Passenger Mobility Package”, che comprende una serie di misure per la protezione dei diritti dei passeggeri, la Commissione Europea ha diffuso la proposta di modifica alla Direttiva 2015/2302 sui pacchetti turistici e i servizi turistici collegati, meglio conosciuta semplicemente come “Direttiva Pacchetti”. Entrata in vigore nel 2018 nei vari Paesi Membri (in Italia è stata implementata dal D. Lgs. 21 maggio 2018 n. 62, che ha modificato il Codice del Turismo), la Direttiva Pacchetti è invecchiata rapidamente. “Le ragioni sono state individuate nella crescente complessità del mercato digitale, nel moltiplicarsi degli intermediari, nelle ripercussioni sul mercato del fallimento, dichiarato nel settembre 2019, di Thomas Cook, uno dei più grandi operatori turistici del mondo e, naturalmente, all’impatto devastante della pandemia di Covid”, spiega Capizzi.

Le consultazioni

Gli studi e le consultazioni svolte a partire dal 2020 avevano evidenziato alcune problematiche, fra cui la difficoltà di individuare con certezza quali combinazioni di servizi turistici costituiscano pacchetti e quali no, la necessità di una disciplina unitaria dei voucher e la mancata regolamentazione dei rapporti B2B fra tour operator e fornitori dei servizi in tema di rimborsi e penali. Nel memorandum esplicativo pubblicato insieme alla proposta, la Commissione spiega che l’obiettivo della revisione è il rafforzamento della posizione dei consumatori, sia nei momenti di crisi che in tempi normali, migliorando però il funzionamento del mercato interno nel settore dei pacchetti turistici. “Secondo la Commissione – avverte l’avvocato – la Direttiva presenta alcuni punti deboli che richiedono un intervento, anche in termini di semplificazione e uniformazione. Gli strumenti per raggiungere questo obiettivo sono individuati nella modifica di alcune definizioni, la regolamentazione degli anticipi e dei voucher, la revisione delle previsioni in materia di cancellazione dei pacchetti e di protezione contro l’insolvenza”.

Le reazioni

Quanto era trapelato nei giorni scorsi circa il probabile contenuto della revisione aveva suscitato la disapprovazione degli organismi rappresentativi degli operatori, fra cui l’associazione europea di categoria, l’Ectaa (European Travel Agents’ and Tour Operators’ Association), la spagnola Acave e la nostra Fiavet, che temevano soprattutto l’imposizione di un limite agli anticipi sul prezzo del pacchetto. Una misura considerata penalizzate dai tour operator, che normalmente devono pagare anticipatamente ai fornitori – soprattutto alle compagnie aeree – l’intero prezzo del servizio.

Il nuovo articolo 5a

Effettivamente, la proposta di Direttiva prevede un nuovo articolo 5a in base al quale, in linea di principio, gli anticipi non possono superare il 25% del prezzo del pacchetto, col divieto per l’operatore di chiedere il saldo prima del ventottesimo giorno precedente la partenza. Tuttavia, la norma possiede una certa flessibilità, stabilendo che anticipi di importo superiore possano essere richiesti “ove sia necessario assicurare l’organizzazione e l’esecuzione del pacchetto”. Inoltre, il limite non si applica ai pacchetti di viaggio “last-minute”, prenotati cioè meno di ventotto giorni prima della partenza, e a quelli venduti tramite cofanetti regalo.

Le revisioni

Un’altra importante modifica è quella dell’art. 12(2) sulla risoluzione del contratto di pacchetto turistico e il diritto di recesso del viaggiatore. L’ipotesi di recesso del viaggiatore senza l’aggravio delle spese di cancellazione, precedentemente ammesso solo in caso di “circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione e alle sue immediate vicinanze”, viene estesa a tutte le circostanze, inevitabili e straordinarie che comunque pregiudichino l’esecuzione del pacchetto. L’art. 12(3a), introdotto ex novo, sancisce il valore degli “sconsigli” emanati dalle dei singoli stati Membri ai fini dell’individuazione di tali “circostanze inevitabili e straordinarie”.

La proposta di modifica dell’art. 7(2) impone di precisare nel contratto che il rimborso del prezzo del pacchetto spetta all’organizzatore, ciò che permetterà ai viaggiatori di individuare senza incertezze il soggetto cui rivolgersi o contro cui agire in giudizio.

E’ stato poi inserito un nuovo articolo 12a sui voucher, che stabilisce una disciplina più restrittiva di quella introdotta in Italia dalle disposizioni emergenziali. Infatti, in caso di cancellazione del pacchetto, l’operatore può sostituire il rimborso delle somme versate, con un voucher di durata 12 mesi rinnovabile una sola volta, ma il viaggiatore deve essere informato che non è tenuto ad accettarlo. Peraltro, la garanzia contro l’insolvenza deve coprire anche i rimborsi e il valore dei voucher (art. 17(1)).

In generale, l’art. 17, in materia di garanzia contro l’insolvenza degli operatori, è stato modificato per renderlo più efficace. Ad esempio, l’obbligo della garanzia contro l’insolvenza è stato posto a carico anche delle agenzie viaggi dettaglianti – cosa che in Italia è già prevista – ed è stato introdotto un termine perentorio di tre mesi dalla consegna della documentazione, per il pagamento dei rimborsi in caso di cancellazione del pacchetto dovuto all’insolvenza dell’operatore.

Va invece incontro agli operatori la previsione dell’art. 22, secondo cui i fornitori di servizi che cancellano o non forniscono i servizi venduti, sono tenuti a rimborsare i tour operator entro sette giorni, consentendo così a questi ultimi di rimborsare a loro volta i viaggiatori entro il termine di quattordici giorni.

Alcune modifiche, infine, mirano a semplificare le definizioni di pacchetti turistici e servizi turistici collegati.

“Questa revisione della Direttiva Pacchetti – conclude Capizzi – deve essere comunque valutata tenendo conto delle altre proposte che fanno parte del “Passenger Mobility Package”, che prevedono la revisione dei cinque Regolamenti sulla protezione dei diritti dei passeggeri, al fine di rinforzare i diritti dei 13 miliardi di passeggeri che viaggiano ogni anno attraverso l’Europa in aereo, treno, autobus o traghetto. Si tratta di un argomento che potrà formare oggetto di una disamina più approfondita in una prossima occasione”.

 

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