Il travel alla Cop28 porta risultati e piani d’azione

L’Unwto ha riunito i leader del settore alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP28) in corso in questi giorni a Dubai, per mostrare i progressi che sono stati compiuti nell’attuazione della Dichiarazione di Glasgow nei confronti del clima nel turismo. La Dichiarazione è stata ufficialmente inclusa nel Portale Globale di Azione sul Clima dell’Unfccc.

Piani d’azione per il clima

La Dichiarazione di Glasgow è stata lanciata alla COP25 di Glasgow (2021), con i firmatari che si impegnano a raggiungere il net-zero entro il 2050 al più tardi, ma si sono impegnati anche a realizzare piani di azione per il clima dedicati ai cinque percorsi della dichiarazione che sono: misurare, decarbonizzare, rigenerare, collaborare e finanziare.

La presenza di Adr ed Eni

Nell’ambito del Padiglione italiano, Aeroporti di Roma ed Eni hanno organizzato per conto del Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo il side event “The Pact for the decarbonisation of air transport: the Italian ecosystem for a roadmap to Net-Zero”. Selezionato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica tra un elevato numero di candidature ricevute, la partecipazione del Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo – il tavolo promosso da Aeroporti di Roma con il patrocinio del Mit, del Mase e di Enac che riunisce player industriali, stakeholder istituzionali e associazioni per favorire il raggiungimento dei target di sostenibilità del comparto – rappresenta una best practice internazionale per affrontare la sfida della decarbonizzazione.

Il contesto è l’incontro annuale dei Paesi firmatari della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, un appuntamento di respiro internazionale al quale sono chiamate a partecipare tutte le delegazioni dei Paesi coinvolti, esperti, scienziati, rappresentanti delle imprese e delle organizzazioni non governative.

Il Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo

Il Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo, che oggi conta circa trenta rappresentanti di istituzioni, aziende e associazioni sia di rilievo nazionale sia internazionale, offre l’opportunità di presentare le soluzioni delineate per traguardare gli obiettivi di neutralità climatica del settore del trasporto aereo, definito hard to abate, che passano attraverso: l’incentivo agli investimenti attraverso misure in grado di ridurre le emissioni come l’utilizzo di carburanti sostenibili; l’attività di ricerca di nuove tecnologie per la propulsione degli aeromobili e lo sviluppo dell’intermodalità.

E’ emersa anche la necessità di definire un quadro normativo stabile e con orizzonte pluriennale, che salvaguardi la competitività di un ambito cruciale per lo sviluppo economico del Paese.

L’esempio italiano

“Sentiamo forte la responsabilità di mettere in campo soluzioni concrete per traguardare l’obiettivo della neutralità climatica del settore – ha dichiarato Marco Troncone, a.d. di Aeroporti di Roma –, come promotori del Patto stiamo reagendo in modo credibile e concreto alle aspettative che la transizione impone. Le ultime risposte emerse dal tavolo sono molto incoraggianti, perché sanciscono la fattibilità industriale, grazie al contributo di player nazionali, del raggiungimento della quota del 6% di Saf al 2030, anno entro il quale l’Europa ha stabilito dovrà essere utilizzato in questa percentuale. In quel momento, inoltre, i principali aeroporti avranno raggiunto il traguardo NetZero, concorrendo al raggiungimento dei target di settore. L’opportunità di portare all’attenzione globale il buon esempio italiano del Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo dopo due anni di lavoro congiunto della filiera allargata ai grandi player industriali italiani sancisce, oltre che un grande risultato, l’ultimo appuntamento prima dell’avvio formale delle attività della Fondazione, veicolo e corale attraverso cui l’intero comparto sarà rappresentato all’esterno”.

La domanda di Saf in Italia

Giuseppe Ricci, direttore generale energy evolution Eni, ha sottolineato che, “anche se costituiscono solo il 3% delle emissioni complessive di CO2, quelle del settore aviazione sono cresciute del 35% tra il 2000 e il 2019 per il forte incremento del trasporto aereo, e la domanda di carburante per l’aviazione si prevede che quasi raddoppierà tra il 2022 e il 2050; tutto ciò rende cruciale il ruolo di questo importante ambito del trasporto, che viene definito hard to abate (Hta). I carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) sono fondamentali per la decarbonizzazione di questo settore”.

Il manager fa sapere che “la stima della domanda complessiva di Saf in Italia è di circa 500mila tonnellate al 2030 e i piani di produzione delle bioraffinerie Eni attraverso la tecnologia Hefa – ha dichiarato – saranno in grado di soddisfarla, ma la nostra strategia è di incrementarne la produzione seguendo la crescente domanda a livello globale”.

I dati di produzione di Eni

Dal canto suo Eni, “già dal 2022 produciamo e commercializziamo Saf, dal 2025 ne produrremo oltre 300mila tonnellate l’anno e oltre 1 milione dal 2030. Abbiamo inoltre sviluppato un modello distintivo di integrazione verticale per la produzione di olio vegetale per alimentare le nostre bioraffinerie, che si concentra su soluzioni tecnologiche e agricole innovative, sfruttando le sinergie con le nostre attività tradizionali nei Paesi in cui operiamo”.

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