I Musei del Vino diventano hub esperienziali
A un anno dalla sua costituzione, la Fondazione Museo del Vino Muvin ha organizzato a Verona, nella sede della Camera di Commercio, un evento di portata internazionale per discutere e mettere in rete conoscenze, esperienze, buone pratiche e progettualità sul ruolo attuale, le innovazioni e le sfide future dei Musei del Vino europei.
Hanno partecipato alcune fra le più importanti realtà nazionali ed internazionali, quali La Cité des Climats et des Vins de Bourgogne e la Cité du Vin di Bordeaux (Francia), il Museo della Cultura del Vino Vivanco (Spagna) e World of Wine – Wow (Portogallo), l’Enoteca piemontese Castello Grinzane Cavour, il Parco archeologico del Colosseo, Mivit – Museo del Vino di Torgiano e Museo del vino di Berchidda (Italia).

Great Wine Capitals

“Con questo primo evento scientifico – afferma Diego Begalli, presidente della Fondazione Museo del vino Muvin – la Fondazione Museo del Vino si pone al centro del dibattito internazionale sulla promozione della cultura del vino attraverso l’attività museale. La simultanea presenza a Verona di così importanti testimonianze nazionali ed europee conferma Verona come hub di riferimento nazionale in questo settore alimentando in modo sinergico il posizionamento acquisito attraverso la partecipazione alla rete di Great Wine Capitals“.

Ricchezza italiana

“Nel Belpaese vi sono 46 musei del vino e 83 del gusto, un numero superiore ad altri Paesi come Francia e Spagna – afferma Roberta Garibaldi, presidente del comitato scientifico Fondazione -. Tuttavia, spesso sono realtà di piccole e medie dimensioni, prevalentemente di proprietà comunale (41% dei musei del vino e 52% del gusto) o di aziende (33% e 24%). Questa pluralità ben rappresenta e testimonia la ricchezza enogastronomica italiana, che vanta il maggior numero di produzioni certificate in Europa, emergono aspetti da poter valorizzare grazie al lavoro di rete. Fa scuola il progetto partito dalla Francia dove il ministero della Cultura ha favorito di recente la creazione di una rete europea di Musei del Vino”.

Spazi poli-funzionali

Conservazione e tutela del patrimonio enologico rimangono centrali nella mission dei Musei del Vino. Tuttavia, queste funzioni oggi non sono esclusive: queste realtà sono chiamate a rendere accessibile questo importante patrimonio, ingaggiare e educare il visitatore e connettere il museo con le aree rurali.
Nel convegno si è visto come i tradizionali percorsi di visita si stando evolvendo verso tour immersivi ed esperienziali grazie all’uso delle nuove tecnologie e di attività sensoriali, ma anche gaming ed escape room come in Spagna grazie alle proposte di Giant Interactive Maps.

Sempre più inclusivi

I Musei del Vino sono hub enogastronomici, luoghi di connessione con i territori del vino. Come evidenzia il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2023, il 63% degli italiani gradirebbe visitarne uno e trovavi una pluralità di servizi, in primis ristorazione (indicata dal 69%), degustazioni (64%), possibilità di prenotare le esperienze nelle aziende di produzione (65%) ed acquistare i prodotti tipici (65%).
Oggi i Musei del Vino stanno diventando luoghi sempre più inclusivi, con servizi e proposte dedicate anche a persone con disabilità visive, uditive, motorie o intellettive.

Il futuro

Nel prossimo futuro, il ruolo dei Musei del vino sarà di favorire lo sviluppo socioeconomico dei territori attraverso la valorizzazione turistica della cultura del vino, rafforzando le connessioni con i territori rurali. Una sfida complessa, che vede queste realtà dover lavorare per accrescere sempre più la propria attrattività verso un pubblico eterogeneo con esigenze differenti e collaborare con i territori, le aziende e gli altri musei per confrontarsi e trovare soluzioni comuni.
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