Shiruq entra in Mappamondo: focus viaggi culturali

Una mossa a sorpresa per il mercato del tour operating, in un momento di ripresa, ma complicata da una serie di situazioni delicate in alcune aree, che portano a pensare che anche la geopolitica possa giocare un ruolo nell’assetto del tour operatingL’acquisizione da parte di Mappamondo del brand Shiruq lo dimostra, essendo un’operazione frutto dei tempi moderni, che hanno dettato le regole loro malgrado, redistribuito le carte e fatto nascere un nuovo prodotto firmato Shiruq, viaggi culturali by Mappamondo.

Per Mappamondo è una nuova sfida, l’a.d. Andrea Mele, la vede come una mossa di diversificazione, “fare una destinazione nuova non vuol dire diversificare il business per noi, questa operazione sì, perché entriamo in punta di piedi in un segmento totalmente nuovo per noi. Allarghiamo gli orizzonti, mantenendo i piedi per terra”. E in questo caso la partita si gioca sul terreno dei viaggi culturali. Come nasce questa operazione, cosa porterà in termini di scelte di prodotto e di programmazione?

Come nasce Shiruq

Per capire l’oggi serve fare un passo indietro a ciò che è avvenuto ieri. Un passo indietro nel tempo non molto lontano, in quanto per Shiruq tutto è iniziato ad ottobre del 2021, in un momento non facile, con la pandemia in corso.

A ripercorrere le tappe è Elena Valdata, founder di Shiruq. Il t.o. nasce “a seguito dell’acquisizione de I Viaggi di Maurizio Levi da parte di Kel12. Successivamente un gruppo di persone (ex I Viaggi di Maurizio Levi), affiatate e condividendo gli stessi valori, decide di mettersi assieme e di buttarsi in questa nuova avventura che si chiama Shiruq, appunto. Il contesto non era dei più semplici – riconosce la manager -, c’è voluto del coraggio per intraprendere questo percorso”. Shiruq era una startup e in un tempo relativamente breve è riuscita a “guadagnarsi un’ottima reputazione e un buon collocamento all’interno dei viaggi culturali”.

Come si sa il suo prodotto di spicco, o come lei stessa lo definisce, “il suo gioiello” era il Sudan. Il 15 aprile del 2023, però, scoppia il conflitto nel Paese il che ha ovviamente gravato sulle attività del t.o. Da qui la scelta di impegnarsi su altre aree, come il Nord Africa e il Medio Oriente. C’è un’altra data che mette alla prova l’operatore ed è lo scorso 7 ottobre con i noti fatti di Israele. Alla manager è stato subito chiaro che, per “garantire il futuro a Shiruq era necessario trovare delle spalle più larghe delle mie e arriviamo così ai giorni nostri”.

Perché Mappamondo

Valdata lo dice, “uno dei primi pensieri è stato per Mappamondo”. Perché è una azienda “sana, stabile, seria, presente sul mercato da tanto tempo. La sua realtà era atta a poter raccogliere la nostra e nella sua rosa di proposte poteva trovare spazio quella dei viaggi culturali”. La manager non conosceva personalmente Andrea Mele, ma la sua reputazione sì. “Quando si ama qualcosa o qualcuno si desidera metterlo in buone mani e per me erano rappresentate da Mele”, ha detto.

Valdata ripercorre le tappe dell’operazione e lo fa con un racconto pacato, ma molto sentito, lascia liberi i pensieri come quello di credere che “ciascuno di noi nella sua esistenza ha molte funzioni, per quello che mi riguarda tra le mie credo ci fosse quella di far nascere Shiruq, non quella di farla crescere e sviluppare, questo era assegnato a qualcun altro”. Un pensiero profondo, non scontato, ma soprattutto coraggioso, perché non è facile lasciare andare un qualcosa a cui si tiene molto per il bene dell’azienda e delle persone. E la manager non ha dubbi, è convinta che quella fatta sia la scelta giusta. “Sotto la guida di Mele e con lo staff esperto Shiruq potrà vedere una crescita e uno sviluppo”, dice.

Valdata fa un passo in più e conclude il suo intervento con un augurio al settore “e a tutti quegli imprenditori che, con passione, determinazione, correttezza portano avanti la loro attività in un momento storico tra i più difficili e complicati”. Adesso la manager prosegue la sua attività legata alla sua società Out of Italy srl, di cui Shiruq era uno dei brand prima dell’operazione fatta con Mappamondo.

Due brand compatibili

Shiruq porta in dote un know how sui viaggi culturali che viene da anni di esperienza maturata da parte dello staff, tanta passione e un riconoscimento sul mercato agenziale quale specialista in questo segmento di mercato. Andrea Mele, a.d. di Mappamondo prende le redini di questo giovane t.o. dal carattere ben definito.

È stato un incontro fortunato quello tra Valdata e Mele, non cercato da quest’ultimo nel senso che il manager lo ha messo subito in chiaro che non stava pensando a compiere un’operazione su un altro t.o. Come si sa, dodici anni fa, Mappamondo ha rilevato Dimensione Triade e Igiesse, due t.o. specializzati nelle loro aree di competenza. “Non abbiamo potuto continuare ad utilizzare i marchi, ma lo staff e il know how sono rimasti con Mappamondo”. Il manager ricorda le due operazioni a riprova del fatto che sa come si tratta un t.o. specializzato. Ora “parte una avventura nuova, abbiamo esperienza, sappiamo come farlo, sarà sfidante e ci vorrà tempo per capire quali destinazioni sono sì e quali no”.

L’incontro che ha fatto scattare tutto è avvenuto a Roma. In quel momento è nata “una forte empatia per cui non era possibile dire di no”, racconta Mele, che ha cercato ovviamente anche delle motivazioni di business, “oltre alla passione”. Ha iniziato a studiare e ha capito che “il marchio Shiruq poteva coniugarsi benissimo con il marchio Mappamondo che sta cercando di essere un brand di qualità alta, che non dipende dalla ricerca di numeri e fatturati. Shiruq è un marchio simile anche sul prodotto all’interno di un segmento di mercato diverso”. Ciò che viene proposto da ambo le parti è “un nuovo prodotto che su internet non si trova”.

La politica sulle adv

C’è un elemento con cui fare i conti ed è frutto delle analisi che Mele ha fatto sul prodotto legato ai viaggi culturali che lo ha portato a constatare che è “poco venduto nelle adv. I viaggi culturali dei player passati e presenti hanno una buona parte di vendita diretta, ma sono poco venduti tramite agenzie – ribadisce -, noi vendiamo esclusivamente tramite adv e abbiamo raggiunto una penetrazione di mercato importante con 10 commerciali sul territorio, dal 1° gennaio, che coprono tutto il Paese”.

Da qui la sfida che sarà portata avanti quanto alla distribuzione del nuovo Shiruq, Mele ha in serbo un disegno ben preciso, “saremo in grado di selezionare un numero di adv per tutte le regioni d’Italia”. È un po’ un pensiero comune che i viaggi culturali si vendano al Nord. Una idea che il manager intende sfatare, estendendo la vendita anche al Centro e al Sud Italia. “Credo che ci sia spazio per far sì che anche le adv abbiano un prodotto di viaggi culturali da vendere e questa sarà la nostra missione iniziale”. Mappamondo lo fa creando un nuovo modo, che passa proprio da quel Shiruq viaggi culturali by Mappamondo che “avrà la sua strada, sarà integrato in Mappamondo, ma mantenendo sempre la sua identità”.

Il fatto della selezione delle adv è normale per poter vendere i viaggi culturali, “perché si necessita di una conoscenza diversa rispetto al viaggio classico, anche se molto spesso il cliente che desidera fare un viaggio culturale è già molto preparato e ha le idee piuttosto chiare, però non credo sia così facile per qualunque adv poterlo indirizzare”, osserva Valdata.

Ci saranno ovviamente delle sinergie, in quanto l’operazione permetterà a Shiruq di sfruttare la forza di Mappamondo lato prodotto per alcune mete che non faceva o che faceva meno e sinergie dal punto di vista commerciale. Sarà quindi rivisto il parco destinazioni, “qualcuna sarà aggiunta, qualcuna tolta, molte implementate”.

Dietro il prodotto c’è lo staff e quello di Shiruq è tutto confermato, con Francesca Lorusso alla direzione del t.o, Elisa Capuano responsabile booking e Valentina Rubbi, marketing & communication manager, che si trasferiranno negli uffici di Mappamondo a Milano. Continueranno anche le collaborazioni in essere, come quella con Jack Jaselli per il progetto Mindfulness on the road o con l’Istituto italiano di fotografia.

Il 2 gennaio 2024

La data di inizio del progetto è il 2 gennaio, con il nuovo anno quindi. Come si diceva non c’è alcuna fretta, anzi ci vorranno due-tre mesi di organizzazione prima di andare sul mercato agenziale. E questo perché Mele conosce “la forza di Mappamondo con le adv, così come conosciamo le adv che possono vendere Shiruq, perché sono quelle che vendono maggiormente Mappamondo. Non si vuole generare l’effetto contrario, cioè generare domanda e non avere una risposta adeguata. Faremo quello che si deve fare senza fretta. A Bit saremo presenti con il marchio e quando saremo pronti con una buona parte di prodotto inizieremo a spingere”.  Poi partiranno anche gli eventi sul territorio. Due saranno in Sicilia a metà febbraio.

Poi c’è la tecnologia. Sarà fatto anche un lavoro di integrazione del prodotto di Shiruq che dovrà essere inserito nel sistema di Mappamondo. E questo richiederà il suo tempo.

La programmazione

Intanto si lavora alla programmazione. L’indole e la filosofia del t.o. non saranno snaturate e saranno mantenuti quei Paesi che sonno solidi per l’operatore. Il che vuol dire il Marocco, con tour guidato e self drive – come spiega Lorusso -, l’Algeria con tre itinerari, che però “presto saranno quattro”. Ci sarà l’Egitto con due navigazioni, una sul Nilo e l’altra sul Lago Nasser. L’Arabia Saudita di cui il t.o. conosce da tempo il territorio, la Cina, l’Europa tra Baltici, Malta, Bulgaria e poi Caucaso, Georgia e presto ci sarà anche l’Armenia. Il Medio Oriente è confermato, il Senegal, il Golfo di Guinea, l’America del Centro e Meridionale e poi l’Asia e il Sudest asiatico e l’Estremo Oriente, “dove Mappamondo è presente da decenni, il che ci aiuterà a perfezionare la Thailandia e il Vietnam, ma anche Laos, Cambogia, Indonesia, Giappone”.

Mele conferma che ci sono dei discorsi in essere sulle destinazioni, c’è l’intenzione di fare più Africa e di fare l’Africa Australe, ma prima si deve capire come evolverà la situazione geopolitica. Il Sudest asiatico sarà implementato come prima cosa.

Gli obiettivi

Gli obiettivi numerici? Mele fa alcune considerazioni, per esempio che nel 2023 il t.o. ha risentito fortemente della guerra in Sudan, “il 7 ottobre ha portato cancellazioni; pertanto, quello che guardiamo è il biennio 2024-2025. Con il 2024 che sarà un anno da startup”. Il manager non ha fretta, anzi dice: “Per dare qualità si devono fare le cose bene”. Poi una cifra la dice, “minimo 3 milioni di fatturato”, ma afferma anche che è molto variabile. Ha già una certezza e sono le potenzialità del t.o. A suo dire “in un tempo medio lungo potrà produrre di più, ha dei margini di crescita enormi”.

Dal canto suo l’atteggiamento che Mele ha nei confronti dei budget è particolare, nel senso che afferma di non farli più da dodici anni in Mappamondo. Il che non vuol dire che non li abbia in testa, ma non li mette nero su bianco. Anche perché dipende da quando si fanno. “L’importante è essere sempre pronti a qualunque cosa accada. E’ la parte più difficile del nostro lavoro”.

C’è solo un dato che non è stato rivelato, è il valore dell’operazione, che – come sempre – resta top secret.

Stefania Vicini

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