Certificazioni green: ecco perchè non se ne può più fare a meno

Sin dalla sua nascita il turismo è stata una delle attività umane più significative ed impattanti, soprattutto se si considera la crescita esponenziale del settore che negli ultimi decenni ha portato allo sviluppo di un modello non più in grado di supportare la necessaria trasformazione del mondo. In troppi casi purtroppo, si continuano a sfruttare popoli, comunità, paesaggi e patrimoni, violando diritti umani e degradando l’ambiente.

Nel 2017 oltre 30 organizzazioni Ong e no profit impegnate nel turismo di 19 Paesi hanno siglato la Dichiarazione di Berlino sulla trasformazione del Turismo che intende raggiungere, anche in questo settore, i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 sottoscritta dai membri Onu nel 2015.

L’intero comparto comunque, non è rimasto a guardare, e già a partire dagli anni 90 si è mosso soprattutto attraverso l’istituzione di una gamma di certificazioni ( Ecolabel, etichette verdi) a garanzia di elevati standard sostenibili, di tutela del territorio e degli esseri umani. La principale etichetta verde europea è la Ecolabel Eu, marchio di qualità ecologica riconosciuto in tutta l’Unione, mentre nel mondo si stima che esistano circa 140 Ecolabel a disposizione dei player.

Però pensate…. soltanto il 6,2% degli hotel in tutto il mondo vanta oggi una certificazione green.

Un mercato esigente

L’attenzione per la sostenibilità è ormai un requisito sempre più richiesto dal mercato, dai consumatori in primis: secondo un’indagine dell’ Eurobarometer 2021, il 48% dei consumatori europei predilige operatori certificati e li riconosce tra tutti gli altri.

Formazione no-stop

Nel 2007 l’Associazione di Viaggi del Regno Unito (ABTA) e un’organizzazione no profit olandese (ECEAT) hanno fondato Travelife, una società che promuove pratiche sostenibili nell’ambito dei viaggi a cui aderiscono anche associazioni di categoria italiane come Fiavet: “Il percorso di queste certificazioni non è mai un punto di arrivo bensì l’inizio di una formazione costante sulle buone pratiche di sostenibilità- ha commentato Livia Muto Nardone, coach per Travelife-, il Report di sostenibilità del resto, nonostante diverrà obbligatorio dal 2026 solo per le PMI quotate in borsa, sarà un documento sempre più richiesto e solo chi avrà iniziato con anticipo a prepararsi su questi temi, si troverà avvantaggiato”.

Viaggi dell’Elefante e le buone pratiche

In Italia, Viaggi dell’Elefante è uno dei tour operator che sta portando avanti questo iter, per certificare i propri marchi Ecoluxury ( Ecoluxury Retreats of the World, Ecoluxury Travel ed Ecoluxury Fair): “Di certificato oggi c’è ben poco e vanno spinte le aziende a prendere consapevolezza di questa necessità- ha commentato Enrico Ducrot, ceo di Viaggi dell’Elefante-. Vanno fornite le giuste motivazioni di mercato- ha detto- basta pensare che nel 2026-2027 le banche stesse concederanno crediti solo alle aziende che saranno in gradi di rispettare determinati parametri”.

Non solo ambiente

Per ottenere la certificazione Travelife Gold devono essere messe in pratica non solo azioni di sostenibilità ambientale ma occorre impegnarsi per garantire salari adeguati, una corretta formazione al lavoro, la tutela dei diritti dei lavoratori, il sostegno alle comunità locali attraverso l’acquisto di prodotti e beni per le proprie attività, l’organizzazione di progetti di beneficenza in favore delle popolazioni nonché l’incentivazione allo sviluppo delle economie locali. Dopo una prima adesione, la certificazione viene rilasciata solo se vengono rispettati oltre 100 parametri, che ogni due anni devono essere puntualmente ricertificati.

Tra gli enti di certificazione più autorevoli a livello internazionale degni di nota, lo ricordiamo, sono anche Green Globe e Biosphere che vaglia anche parchi divertimento, eventi e campeggi a basso impatto.

I controlli

Ma chi garantisce che queste certificazioni siano affidabili? Gli enti di accreditamento attualmente sono organizzazioni indipendenti che valutano la conformità degli attestati attraverso specifici requisiti; fondato da Wto e Undp il Global Sustainable Tourism Council (Gstc) al momento è l’unico ente di accreditamento riconosciuto dall’Onu.

Alessandra Tesan

 

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