Lione tempio delle luci e dell’alta gastronomia

Un po’ città segreta e un po’ città manifesta. Questa è Lione, che stupisce per la grande varietà di testimonianze architettoniche, che dall’epoca gallico-romana passa attraverso il Rinascimento, fino alle costruzioni avveniristiche della Confluence, il quartiere post-industriale sottoposto a un intervento di rinnovamento urbano con appartamenti di lusso, uffici e parchi che è consigliabile visitare partendo dal fiume, imbarcandosi per una breve crociera fluviale. Per un accesso illimitato ai trasporti pubblici e per beneficiare dell’ingresso ai musei e visite guidate a prezzi ridotti, è possibile acquistare la Lyon City Card per 24 o 48 ore, ma la città è anche facilmente percorribile in bici e a piedi.

Il piano luci della città

Il tour organizzato dal locale ente del turismo (OnlyLyon) e da Atout France Italia ha svelato le tante anime della città francese, partendo dal punto di forza che è la Festa delle Luci, che ogni anno, dal lontano 1852, si celebra per ringraziare la Vergine Maria, protettrice della città, ogni 8 dicembre giorno dell’Immacolata concezione, mettendo un lumino alla finestra. La festa si estende in tutta la città, collina compresa, e quest’anno ha visto la realizzazione di 32 opere di artisti. Il festival ha coinvolto il neoclassico parco della Tête d’Or, la Presqu’Ile, la Vieux-Lyon e anche due quartieri più popolari, la Duchère e la zona Etats-Units con grande presenza di pubblico. Il piano luci è anche un programma che vede l’impegno della città nel corso dell’intero anno. L’arte e la poesia della luce sono pensate anche per mettere in risalto lo straordinario patrimonio edilizio, così come ponti e fiumi.

La parte segreta

Se da un lato le luci pongono la città sotto i riflettori internazionali, c’è un lato più segreto e nascosto che merita di essere scoperto. La città è infatti conosciuta per il suo centro storico (Patrimonio Unesco) e i suoi traboules, passaggi pedonali segreti che consentono di attraversare un isolato passando da uno stabile ad un altro. Sono concentrati nelle zone di Vieux-Lyon e Croix-Rousse, quest’ultimo quartiere è stato il cuore del commercio della seta nel XIX secolo e a metà dell’Ottocento erano in funzione 25mila telai da seta, quando i traboules servivano ai tessitori per portare i tessuti fuori dalle loro officine senza farli bagnare quando c’era cattivo tempo. E’ piacevole passeggiare nella vecchia Lione, ad esempio nel quartiere di Saint-Georges, dove è ubicata la casa più vecchia della città, che risale al XIV o XV secolo. Da non perdere anche il Musée Gadagne sulla storia della città e sulle marionette, nel quartiere Saint-Jean, che un tempo era abitazione di una famiglia fiorentina. All’interno c’è anche un piccolo e nascosto caffè che vale la pena di visitare e si trova nei giardini pensili, sotto degli archi romani, in mezzo a vigneti e rose.

La collina di Fourvière

Il quartiere di Fourvière ospita il museo gallo-romano ed è qui che svetta la basilica di Notre-Dame de Fourvière, che risale all’Ottocento e che è visibile da ogni parte della città. Accanto ad essa sorge una riproduzione della tour Eiffel di Parigi. Il luogo si può raggiungere comodamente in teleferica e d’estate la collina propone l’esperienza magica dei festival di musica, teatro e danza nell’anfiteatro romano accanto alla basilica.

Il tempio della gastronomia

Lo scrittore Léon Daudet amava ripetere che Lione è bagnata da tre fiumi, il Rodano, la Saona e il Beaujolais, che scorre lungo tutta la città. Emblema della gastronomia francese, Lione ha infatti una lunga tradizione nell’arte culinaria. Fa parte, insieme a Digione, Tours e Paris-Rungis, delle quattro città premiate con la Cité Internazionale della Gastronomia lanciata dal governo nel 2013. La Cité Internationale de la Gastronomie di Lione ha aperto le sue porte per la prima volta il 19 ottobre 2019 nell’ex ospedale Grand Hôtel-Dieu. All’inizio, il progetto non è riuscito ad attirare l’entusiasmo del pubblico e il sostegno dei

professionisti, chiudendo i battenti l’anno dopo. La crisi dovuta al Covid ha poi stoppato il piano, ma da allora, la nuova maggioranza della Métropole di Lione si è presa il tempo di analizzare le cause della cessazione e ha deciso di aprire una nuova pagina, lanciando un progetto cittadino intorno alla gastronomia e all’alimentazione sostenibile, coerente con la storia della regione e con le sfide climatiche e sociali da affrontare. Ha quindi istituito un comitato composto da chef, specialisti dell’alimentazione, del cibo, del commercio alimentare, dell’agricoltura, della resilienza regionale, che ha prodotto il lancio di una rinnovata Cité de la Gastronomie, più in sintonia con le aspettative della società. Ora è un luogo vibrante di educazione, aperto a tutti e concentrato sui temi dell’agricoltura, della resilienza, dell’artigianato, della nutrizione e della cucina. Vi si organizzano anche conferenze, tavole rotonde, mostre ed eventi.

Da ospedale ad hotel e centro polivalente

Merita un viaggio solo per “lui”. Si tratta del Grand Hotel-Dieu, nato come ospedale di carità nel XII secolo e ora trasformato in un’enorme area colma di boutique, ristoranti, caffè, con al centro un albergo internazionale gestito da InterContinental. Ci sono voluti tre anni di lavori e 250 milioni di euro di investimento per la riconversione. Inaugurato nel 2018, vanta un’area di 52mila metri quadrati di design e moda, pur nel rispetto dell’architettura storica del luogo. Il bar dell’hotel (Dôme) è stato tra l’altro premiato nel 2021 come migliore del mondo grazie al suo cocktail Panthéon. L’ambiente è scenografico, grazie agli spazi, agli arredi e alla cupola alta oltre 40 metri. Da visitare anche i cortili, i giardini e le gallerie di questo immenso edificio che caratterizza la città.

Le pause gastronomiche

Nella capitale della gastronomia francese non mancano le occasioni per gustare i piatti della tradizione nei classici bouchons, nei bistrot, dedicarsi alla cucina stellata o ancora assaggiare varie specialità nelle Halles de Lyon Paul Boucuse, un grande mercato coperto che riunisce 55 commercianti e artigiani dedicato al grande chef francese, dove si ritrova l’eccellenza della gastronomia locale e non solo, un mosaico del gusto che include dalle ostriche ai salumi, dai formaggi ai dolci, fino ai vini pregiati. Tra le specialità da assaggiare, la quenelle di luccio con salsa Nantua, il pâté in crosta, il saucisson brioché, l’insalata lionese. Per quanto riguarda i formaggi, ci sono il famoso Saint-Marcellin du Vercors de la Mère Richard o La cervelle de Canut a base di ricotta e panna fresca profumata all’erba cipollina e scalogno. Per gli amanti dei dolci, immancabile la praline rosa, i coussins de Lyon (ganache al cioccolato su pasta di mandorle) e le Pralulines, deliziose brioches con praline rosa. Per quanto riguarda l’offerta alberghiera non c’è che l’imbarazzo della scelta, dal 4 stelle Collège Hotel al nuovo 5 stelle Villa Maia, ai vari brand del Gruppo Accor. L.D.

 

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