Se il problema sorge in trasferta

Anche il business travel ha le sue problematiche da gestire. E a riferire come siano state risolte le situazioni più complesse sono le società assicuratrici. Nobis rammenta il caso “di una dipendente di un’azienda, in occasione di un viaggio di lavoro in India, che ha subito un importante infortunio al piede mentre passeggiava per strada. La centrale operativa si è immediatamente attivata per assicurare il trasporto nella struttura sanitaria più vicina, ma le condizioni igienico-sanitarie dell’ospedale erano molto lontane dai nostri standard. Ecco perché – prosegue Nobis – abbiamo dovuto organizzare molto rapidamente un secondo trasferimento verso un’altra struttura di stampo più occidentale, in cui si è potuto intervenire chirurgicamente per ridurre la frattura al tarso. Naturalmente abbiamo offerto il nostro supporto anche sul piano prettamente psicologico, dato che questo viaggio di lavoro si è trasformato in un vero e proprio incubo per la manager”. Intermundial testimonia di un assicurato a Cusco (Perù) che, con un’altitudine di 3.399 metri, “ha avuto gravi problemi respiratori e di pressione dovuta all’altezza. Il team di specialisti ha subito coordinato l’assistenza medica e utilizzato anche la camera iperbarica (direttamente a Cusco), successivamente abbiamo organizzato un volo sanitario privato per Lima per portare l’assicurato in una struttura specializzata, ma soprattutto a 0 m d’altitudine. Una volta che l’assicurato era in grado di viaggiare abbiamo organizzato il volo in business class per il rientro in Italia”. Particolarmente delicato l’episodio citato da Europ Assistance: “Un cliente portato d’urgenza in pronto soccorso a Greenville (South Carolina, Usa) per un arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare secondaria a infarto. Ricoverato in terapia intensiva, gli vengono posizionati 3 stent. La centrale operativa ha seguito il ricovero dal punto di vista medico tramite referti medici inviati dai curanti e si è occupata di prendere in carico direttamente le spese mediche – afferma la società -. Viene effettuata una visita di controllo per valutare la possibilità di rientro del paziente a casa. La guardia medica ritiene il paziente rimpatriabile con assistenza medica e ossigeno in volo. Organizziamo quindi il rimpatrio in business class con accompagnamento medico + concentratore di ossigeno + sedia a rotelle + ambulanza di trasferimento fino alla residenza del cliente”. Sulla stessa linea la vicenda ricordata da Ergo: “A Las Vegas abbiamo assistito un cliente che ha vissuto un’esperienza molto critica, legata a importanti problemi di salute che hanno reso indispensabile un delicato intervento chirurgico sul luogo. Successivamente, prima del rimpatrio, il viaggiatore è stato ricoverato per una prima parte di convalescenza: qualora non fosse stato coperto da opportuna polizza, abbiamo stimato che il costo che il cliente avrebbe dovuto sostenere sarebbe stato di 150mila euro”, conclude Ergo.

Nicoletta Somma

Tags: , , , ,

Potrebbe interessarti