Shopping Tourism: le nuove tendenze e l’evoluzione in Italia

2,1 mln  di turisti nel 2023 hanno scelto l’Italia per una vacanza all’insegna dello shopping (+7% vs 2019) secondo lo scenario tracciato nel corso di Shopping Tourism, il Forum Italiano 2023 ideato da Risposte Turismo in partnership con Enit e in collaborazione con Confcommercio, di cui Guida Viaggi è stata media-partner.

Tax Free e lusso

I dati sulla spesa Tax Free gennaio-novembre 2023 evidenziano in modo tangibile l’appeal dell’Italia come meta per il turismo dello shopping di lusso: “In questo segmento- ha spiegato Denise Bolandrina, marketing sales director Italy di Global Blue, tra gli sponsor dell’evento– il recovery della spesa tax free ha raggiunto il 124% rispetto al 2019, trainato dall’incremento significativo dello scontrino medio (+21%). Ha guidato la ripresa il nuovo mix di nazionalità, grazie soprattutto ai turisti provenienti dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo, che contribuiscono per il 26% e l’11% sul tax free shopping lusso totale. La spesa tax free di americani e arabi ha più che raddoppiato quella del 2019  con un recovery rispettivamente del 263% e del 224%. Aumentano anche i loro scontrini medi: 2.900 euro (+38%) per gli americani e 4.200 euro (+26%) per gli arabi”.

Largo ai giovani

Crescono anche i viaggiatori internazionali più giovani appartenenti alla Generazione Z: in questa fascia troviamo il 22% degli shopper arabi e il 15% di quelli americani: “Attendiamo il ritorno definitivo dello shopper cinese, già in fase di ripresa- ha concluso Bolandrina-, oggi il suo recovery della spesa tax free per i prodotti lusso è del 44%”.

L’importanza dei dati

I big data generati dalle reti di pagamento internazionale oggi consentono di realizzare insight unici che poi diventano azioni e decisioni a sostegno delle strategie dei singoli soggetti operanti nel mondo dello shopping. E ad analizzarli è stato Saverio Mucci, vice president e government industry lead di Mastercard, Gruppo che grazie a 3 mld di carte di credito nel mondo ha accesso ad un patrimonio di dati transazionali in continuo aggiornamento in grado di fornire una visione a 360° su flussi e spesa: “Nei primi 10 mesi del 2023 la spesa turistica legata allo shopping è cresciuta del 36% rispetto all’anno precedente-ha spiegato Mucci-, una spesa che rappresenta il 48% sui volumi complessivi, sui quali l’ abbigliamento incide per il 67%”.

L’origine dei flussi

Secondo le analisi di Mastercard la crescita rilevata sul 2023 è fortemente impattata dal mondo asiatico, con Taiwan, Hong Kong e la Korea in prima linea insieme al mondo anglosassone, Australia e Usa. “Gli statunitensi producono i volumi maggiori sullo shopping ma Taiwan per esempio sta crescendo a ritmi impressionanti soprattutto su Milano e Venezia, dove aumentano sempre di più anche gli shopper provenienti dagli Emirati Arabi”- ha commentato Mucci.

La visione di Enit

Il turismo legato allo shopping lo sappiamo, consente di amplificare tutta la portata dei valori del made in Italy. Ecco perché, secondo Ivana Jelinic, ad e ceo di Enit, armonizzare l’offerta turistica con i prodotti rappresentativi dell’immagine dell’Italia è un atto di consapevolezza dell’esclusività italiana e di tutte le sue espressioni creative: “L’espansione del turismo legato allo shopping rappresenta una chiave strategica per lo sviluppo economico italiano quindi- ha detto Jelinic-, introdurre politiche che agevolino l’accesso a circuiti di spesa di livello internazionale così come migliorare le infrastrutture per facilitare gli spostamenti e collaborare con brand globali, può aumentare l’attrattiva dei territori. L’implementazione di programmi di marketing mirati insieme ad incentivi fiscali e partnership con operatori del settore sono fondamentali per stimolare il flusso turistico legato allo shopping e garantire un impatto positivo anche sulle dimensioni locali. Grazie all’introduzione del servizio tax free shopping si promuove poi un ulteriore incremento dei flussi incoming dai Paesi altospendenti”.

Itinerari da rivedere

Ivana Jelinic si è anche soffermata sul tema dei tour degli stranieri in Europa, evidenziando un particolare elemento che dovrebbe imporsi oggi alla nostra attenzione: “Sappiamo che sono le ultime 48 ore del viaggio quelle più impattanti sul budget e l’inclinazione allo shopping- ha detto-, non sarà allora il caso di interrogarci se forse non sia meglio per l’Italia diventare il Paese di uscita anzichè quello di entrata?”. Su questo fronte, Enit ci sta lavorando.

Alessandra Tesan

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