Su misura, sostenibilità e turismo responsabile i driver del 2024

Buone prospettive per il turismo in Italia negli anni a venire. L’aumento dei flussi globali previsto nel prossimo decennio potrebbe valere per il nostro Paese “fino a circa 30 milioni di arrivi in più (elaborazione Cdp su dati Unwto)”. Sebbene sia ancora difficile fare previsioni per il 2024, a seguito delle incognite a livello geopolitico e per la crisi economica in atto che interessa l’Italia e i principali Paesi europei, i segnali sono buoni. Gino Acampora, managing director di Acampora Travel, non nasconde che a preoccupare “è la situazione in Palestina, un attentato in Europa rischierebbe di compromettere il mercato americano e dovremmo veramente puntare sui mercati di prossimità ed europei in generale”. Dimensione Sicilia, per il nuovo anno, parla di un trend di vendita “promettente. I prodotti maggiormente richiesti sono gli itinerari su misura e i tour a partenze regolari”, attesta Julian Zappalà, general manager del t.o. La strategia portata avanti vedrà una riconferma dei prodotti di punta a partenze regolari quali i tour Sicilian Secrets e la crociera delle Isole Eolie in caicco, “molto richiesti da un’utenza internazionale”. Sarà dato spazio ai tour su misura, self drive, eco tour o in barca, ai viaggi di lusso e di ritorno e particolare attenzione “alla contrattualizzazione di fornitori specializzati”. Sostenibilità e turismo responsabile saranno un trend anche nel 2024, attesta Dario Ferrante, ceo di Tour Plus Sicilia e del luxury brand Absolute Sicilia, una buona parte dei clienti del t.o. desidera “visitare luoghi autentici e contribuire alla crescita dell’economia locale”. Ci sono “il turismo multigenerazionale, il turismo esperienziale e trasformativo è diventato realtà. In grande ascesa il turismo active, quello legato al fine dining, ai wine lovers e ai festival artistici e culturali”.

I bacini più strategici

Quali saranno i bacini clou nelle strategie incoming dei t.o? Ferrante sottolinea che da tempo si sente parlare delle potenzialità dei mercati asiatici, “ad oggi però, l’Europa centrale, il mercato nordamericano e dell’America Latina stanno dimostrando di essere una solida realtà”, sono i mercati “su cui concentrare le attenzioni”. La prossima stagione dovrebbe consolidare alcuni bacini europei e contribuire allo sviluppo di nuovi. I principali mercati di riferimento europei di Tour Plus Sicilia, “Germania, Polonia e Bulgaria, cresceranno in maniera esponenziale” rivela il numero di voli charter previsti. Il t.o. registra ottimi segnali anche da Regno Unito, Francia, Ungheria e Repubblica Ceca. “Capitolo a parte il luxury travel, che prevedo in forte ascesa”, dice Ferrante. Per Acampora il mercato chiave resta quello americano, ma giudica interessanti quello “sud americano, brasiliano ed argentino, oltre ai mercati arabi e bisogna puntare anche ad una ripresa di quello asiatico”. Nel caso di Dimensione Sicilia i bacini più strategici rimangono Francia, America del Nord, Australia, “mentre il Sud America e il Brasile in particolare i mercati a cui guardare”.

Famiglia vs lusso

La situazione attuale ha portato in alcuni casi a una divaricazione tra il segmento famiglia e lusso. Dipende se si parla di Italia o di estero. Se si considera il segmento famiglia oltreoceano si tratta di un target “alto-spendente, pertanto, i due segmenti vanno a coincidere”, rileva Zappalà. Il mercato del lusso è stato vincente negli ultimi due anni, “la crisi non l’ha toccato, si è ampliata la forbice tra lusso e fascia media”, afferma Acampora. Ciò che preoccupa è la situazione economica italiana, “la classe media è in difficoltà e non può più permettersi un determinato tipo di vacanza”. Anche secondo Ferrante entrambi i segmenti convivono, sebbene, per un aumento generale dei costi ed una ridotta capacità di spesa, “buona parte delle famiglie europee abbia iniziato a guardarsi intorno”. Anche se il nostro Paese non è competitivo dal punto di vista economico non perdiamo appeal e “continuiamo ad essere la destinazione maggiormente richiesta”. Discorso a parte per il turismo di alta gamma, per il quale il t.o. ha riscontrato “una grande crescita del segmento famiglie ed in particolare delle multigenerational families. In parte per la ricerca delle proprie radici, ma anche per la creazione di un patrimonio di ricordi da capitalizzare”.

Il turismo delle radici

E il 2024 sarà l’anno delle radici italiane, il che sposta l’attenzione su una domanda potenziale molto alta. Confcommercio fa notare che “si va dai poco più di 6 milioni di nostri concittadini residenti all’estero, che diventano 80 milioni con i discendenti e oriundi italiani, fino a 260 milioni se identifichiamo anche, secondo autorevoli stime, gli affini con legami parentali, chi comunque parla la nostra lingua o è particolarmente vicino alla nostra cultura, anche per motivi di lavoro”.I dati dicono che il 61% di chi è venuto in Italia, “lo ha fatto tre volte o più nella sua vita e un ulteriore 27% è venuto due volte”, rivela la ricerca di Confcommercio realizzata in collaborazione con Swg, Tra Consulting e Italyrooting consulting. La spesa? “In media 3.100 euro a persona per viaggi di durata almeno di 2 settimane, spesso anche di 3 o 4”.

Stefania Vicini

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