Tra miniere e castelli, la Valle d’Aosta che non ti aspetti

Non solo attività sulla neve, nella stagione invernale della Valle d’Aosta. La destinazione, infatti, ha recentemente arricchito la propria offerta proponendo nuove attività sul territorio per destagionalizzare i flussi, ampliare il ventaglio dei prodotti e di conseguenza i target intercettati. Un primo focus è certamente quello della cultura con la recente riapertura, poco più di un anno fa, di tre importanti siti. (video)

Musei e castelli, tre riaperture

Il primo, nel cuore del capoluogo, è l’Area Megalitica: riportata alla luce nel 1969, si estende per circa un ettaro e rivela uno dei più interessanti siti archeologici della preistoria in Europa. Significative testimonianze di quasi cinque millenni di storia, dai momenti finali del Neolitico ai giorni nostri, vengono impreziosite dall’esperienza della realtà virtuale per arricchire ulteriormente la visita. Laboratori didattici per studenti e l’app Aosta Digitale (disponibile in quattro lingue) la rendono un prodotto particolarmente richiesto sui mercati stranieri di prossimità. Particolarmente concentrato sul turismo scolastico, e non solo, la recente riapertura del Museo regionale di Scienze naturali nel castello di Saint-Pierre al quale si aggiunge anche uno spazio dedicato alle attività con le scolaresche. Un percorso nel quale ad accompagnare i visitatori non saranno le guide museali, ma quelle naturalistiche per raccontare il ricco patrimonio legato alla fauna e alla flora della Valle d’Aosta. Sempre poco più di un anno fa è tornato visitabile il Castello d’Aymavilles, nell’omonimo Comune, chiuso dal 1970 e oggetto di un meticoloso lavoro di recupero e valorizzazione della struttura del XII secolo e di tutti i tesori che custodisce al suo interno (fotogallery)

L’apertura delle miniere e la neve

Ma nuovi prodotti si stanno affacciando sul mercato, come il progetto finanziato dalla Comunità Europea legato alla riapertura al pubblico delle miniere. Recuperate e rimesse in sicurezza, oggi sono visitabili le miniere d’oro a Brusson e quelle di ferro a Cogne, mentre con i ulteriori fondi messi nuovamente a disposizione della Regione si sta lavorando all’apertura di altri siti dislocati nella valle. Oltre a queste novità, il segmento legato alla neve e all’outdoor si conferma uno dei principali asset della destinazione. “La stagione invernale è partita molto bene grazie anche alle abbondanti nevicate su tutto l’arco alpino. -fa sapere la Regione- In questo momento, inoltre, è attiva la promozione Magia dei piccoli comprensori che con soli 100 euro consente di sciare sei giorni tra Antagnod, Brusson, Chamois, Champorcher, Cogne, Crévacol, Gressoney-Saint-Jean, La Magdeleine, Ollomont, Rhêmes-Notre-Dame e Valgrisenche. Positiva la risposta del mercato italiano, grazie anche alla spinta dei mercatini di Natale con i 30 chalet nelle piazze centrali della città resteranno aperti fino al 7 gennaio (fotogallery). Dopo la pandemia, è inevitabilmente cresciuto l’interesse verso tutte quelle destinazioni che proponevano attività a contatto con la natura e quindi anche la Valle d’Aosta ha avuto un veloce recupero sul mercato. Una domanda che si riflette anche su iniziative importanti come quella portata avanti dal comprensorio sciistico di Cervinia sta lavorando a una stagione allungata, con soli 15 giorni di chiusura. Pila, invece, ha registrato un vero e proprio boom legato a tutte le attività outdoor focalizzandosi su un target decisamente più giovane e questo ha contribuito a destagionalizzare i flussi (fotogallery).

Mercati, tra conferme e novità

A livello di mercati, prosegue la Regione “l’Italia si riconferma in testa alla classifica nella stagione estiva e, se prima le regioni di prossimità erano i principali bacini, oggi grazie a un’importante campagna di promozione e di brand awarness della destinazione si registrano risultati positivi anche dal centro e dal sud dello Stivale. Inglesi e scandinavi la fanno da padrone in inverno, mercati alto spendenti che con una permanenza più lunga rispetto alla media. Dinamico, quindi, anche il settore ricettivo con recenti restyling delle strutture che hanno puntato a un riposizionamento sul mercato e a un legame sempre più stretto con la natura e le tradizioni della regione. Il nostro è un territorio relativamente piccolo e delicato, non intendiamo sicuramente affrontare le conseguenze legate all’overtourism e per questo ci impegniamo nella diversificazione dei prodotti, come i castelli la cui concentrazione qui segue quella della Loira e della Germania”.

Collegamenti, situazione in evoluzione

Delicata, invece, la situazione relativa ai collegamenti: a partire dal prossimo 3 gennaio, e per i prossimi tre anni, resterà chiusa la linea ferroviaria per lavori di ammodernamento. Sarà quindi attivo un servizio di bus sostituitivi per raggiungere la destinazione. Pochi giorni fa, poi, ha riaperto il tunnel del Monte Bianco ma nel 2024 sono previsti nuovi cantieri. Sempre operativo invece l’aeroporto che serve gli scali di Milano, Roma e Ginevra.

Sveva Faldella

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