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La rinascita di Room Mate: “Tre linee di sviluppo”

E’ un caso di vera e propria rinascita quello di Room Mate, la catena alberghiera, fondata in Spagna nel 2005 dall’imprenditore Kike Sarasola, che dopo una crisi finanziaria è ripartita sotto l’egida del fondo americano Angelo Gordon e in partnership con la compagnia alberghiera canadese Westmont Hospitality Group. Ne abbiamo parlato in un’intervista con il fondatore e presidente Kike Sarasola.

Filosofia inalterata

Il brand era stato reso celebre dall’idea che il modo migliore di viaggiare dovesse essere quello di andare a visitare amici in città diverse, amici con stili di vita simili e in grado di mostrare ciò che hanno sperimentato, regalando una sorta di visita guidata. “Il fatto positivo – esordisce Sarasola – è che il fondo americano aderisce alla nostra stessa filosofia, che è quella di sviluppare il brand nelle città, nelle categorie 3 e 4 stelle. Nei prossimi anni porteremo avanti un piano di espansione a livello europeo. Nel 2024 firmeremo da 4 a 7 aperture”. E sottolinea: “Il fondo crede fermamente nel nostro progetto e i risultati sono migliori di quelli che ci si potesse aspettare. In un anno abbiamo registrato 15 milioni di Ebitda”.

L’espansione

Attualmente Room Mate Hotels annovera 22 hotel, pari a quasi 1.600 camere disponibili, in 13 città di 5 Pasei. “Ulteriori novità per l’Italia, mercato per noi strategico e dove abbiamo 4 strutture – commenta il manager – riguarderanno l’apertura, a fine 2024, di un secondo hotel a Roma, mentre le strutture di Firenze, Room Mate Luca e Room Mate Isabella, verranno ristrutturate. Stiamo anche per aprire a Londra e proseguiremo con un piano di sviluppo a carattere europeo”.

Le tre forme di sviluppo

L’espansione, secondo Sarasola, potrebbe avvenire attraverso tre linee: “Rilevando un brand alberghiero, visto che il fondo americano è propenso a portare avanti una nuova operazione di acquisizione, tramite contratto di management e di affitto”. Il focus resta quello delle grandi città, in posizioni strategiche nel centro cittadino con un dimensionamento che parte da un minimo di 50 camere in su. “I risultati in termini di occupazione camere sono ottimi, con un 80-85% di riempimento e un target di clientela che si suddivide equamente tra leisure e corporate”, dichiara Sarasola.

Il ruolo del design

Il design continua a giocare un ruolo fondamentale per il brand, basti vedere i risultati ottenuti a Palazzo dei Fiori di Venezia. Qui il design è stato curato dallo studio Teresa Sapey + Partners e unisce il confort moderno con il tipico charme veneziano. Designer rinomati come Patricia Urquiola, Lázaro Rosa Violán, Tomás Alía, Lorenzo Castillo, Pascua Ortega e Teresa Sapey, tra gli altri, hanno messo in mostra la loro abilità progettuale negli hotel dell’azienda in tutto il mondo.

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