Prodotti Ig, una leva per il turismo enogastronomico

Le eccellenze agroalimentari italiane si confermano in ottima salute e, di conseguenza, attrattive anche per il turismo enogastronomico. Per la prima volta nella storia, il settore delle Indicazioni Geografiche (Ig) registra una crescita del 6,4%, con 890.000 occupati, secondo quanto riportato da Ismea.

Come si legge nel sito di Roberta Garibaldi, professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo e Vice Presidente del Comitato Turismo dell’Ocse, in un contesto macroeconomico influenzato dalla crisi energetica e climatica, l’economia delle Denominazioni di Origine Protetta (Dop) italiana mostra risultati eccezionali, superando i 20 miliardi di valore di produzione nel 2022 (+6,4% rispetto all’anno precedente). Il settore delle Dop e delle Indicazioni Geografiche Protette (Igp) contribuisce al 20% del fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano.

All’interno di questo settore, il comparto alimentare registra un aumento del 9%, raggiungendo quasi i 9 miliardi, mentre quello vitivinicolo supera gli 11 miliardi (+5%). Questi risultati, sebbene influenzati in parte dall’inflazione, riflettono la robustezza dell’economia delle Dop, con 296 consorzi di tutela autorizzati e oltre 195.000 imprese coinvolte nelle filiere del cibo e del vino.

L’Italia delle eccellenze

L’export delle Dop e Igp mostra un significativo aumento nel 2022, raggiungendo 11,6 miliardi (+8% rispetto al 2021) e contribuendo al 19% del giro d’affari all’estero dell’agroalimentare italiano. La filiera alimentare rappresenta 4,7 miliardi di fatturato, con una crescita del 6% annuo e del 66% nell’ultimo decennio, principalmente a causa del recupero dei mercati extra-UE (+10%). Il settore vinicolo si avvicina ai 7 miliardi, con una crescita del 10% rispetto al 2021 e dell’80% rispetto al 2012 (+116% considerando solo i vini Dop).

L’impatto sull’occupazione è rilevante, con stime che indicano 580.000 rapporti di lavoro nella fase agricola e 310.000 nella fase industriale.

Dal punto di vista territoriale, le regioni del Nord-est concentrano oltre la metà del valore delle Dop e Igp, con un aumento del 6% rispetto al 2021. Il Nord-Ovest registra un incremento maggiore del 12%, guidato da Piemonte e Lombardia, mentre il Centro Italia mostra un +4%. Anche l’area “Sud e Isole” cresce del 3%, con contributi significativi da Campania (+9%), Sardegna (+19%) e Abruzzo (+9%).

Il comparto alimentare delle Dop e Igp raggiunge nel 2022 quasi i 9 miliardi di valore all’origine, con una crescita annua del 9% e un trend del 33% nell’ultimo decennio. Le vendite nella grande distribuzione organizzata superano i 5,4 miliardi nel 2022, con una dinamica più sostenuta per il cibo (+5,6%) rispetto al vino (-2,5%).

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