La Grecia e la tassa per il clima. Cosa ne pensano i t.o. tedeschi?

La Grecia ha deciso di aumentare la tassa di soggiorno. L’ha ribattezzerà “tassa per la resilienza climatica”, ma cosa ne pensano gli operatori tedeschi in merito? A trattare il tema è un articolo di fvw in cui si dà voce a più operatori del settore per capire quale sia la loro posizione in merito e se la nuova tassa potrà influenzare negativamente la domanda verso il Paese.

Al momento risulta ancora difficile valutare l’impatto o fare delle stime, certo è che la nuova tassa andrà spiegata bene ai clienti, soprattutto i motivi sottesi e come sarà utilizzata. Tra i t.o. non tutti sono contrari a misure a favore dell’ambiente, ma in alcuni casi si vorrebbero maggiori informazioni in merito a come saranno impiegati i proventi. A tal proposito è visto favorevolmente un investimento sul fronte delle infrastrutture e a beneficio delle aree turistiche. Cosa ha portato alla nuova tassa?

Il progetto di legge

Secondo un progetto di legge approvato dal parlamento greco all’inizio di questo mese, l’attuale tassa di soggiorno sarà sostituita dalla nuova “tassa sulla resilienza climatica” a partire dal 1° gennaio 2024. La nuova tassa è progettata principalmente per reprimere l’evasione fiscale da parte dei proprietari di immobili che affittano alloggi ai turisti per brevi periodi attraverso piattaforme online come Airbnb, ma varrà anche per alberghi e altre strutture ricettive.

Le nuove tariffe per notte e camera

Quanto agli addebiti, le nuove tariffe durante l’alta stagione turistica – da marzo a ottobre – sono per notte e per camera nel caso degli hotel: 1,50 euro (1-2 stelle); 3,00 (3 stelle); 7,00 (4 stelle); 10,00 (5 stelle). Nel caso di camere/appartamenti arredati: 1,50 euro, di affitti brevi 1,50 euro (oltre 80 mq 10,00 euro). Invece, nel caso di alloggi/ville 10,00 euro.

Le tariffe per la stagione invernale – da novembre a febbraio – sono molto più basse. Da gennaio i turisti dovranno pagare la tassa a destinazione, presso l’albergo o direttamente all’affittuario. Non è previsto alcun costo per i passeggeri delle navi da crociera.

Albergatori scontenti

In Grecia, gli albergatori non si sono mostrati contenti in merito alla nuova tassa. E il motivo è che potrebbe creare disparità non tenendo conto delle differenze tra le categorie alberghiere e le stagioni.

Difficile valutare il peso sulle prenotazioni

Cosa ne pensano i t.o. tedeschi? Secondo Tui non è ancora possibile prevedere con certezza quale impatto avrà la tassa di soggiorno. “Naturalmente tasse più elevate hanno sempre un effetto frenante sulla vendita dei servizi – ha spiegato un portavoce -. Gli albergatori si sono rivolti ai tour operator esprimendo le loro preoccupazioni, quindi possiamo capire che ci sono grandi riserve. Non è ancora possibile prevedere in che misura la Grecia potrebbe cedere terreno rispetto alla concorrenza di altri Paesi”. Le prospettive però per il prossimo anno rimangono positive.

Per Alltours la Grecia è una delle destinazioni più popolari. In linea di principio, il tour operator accoglie con favore le misure volte alla protezione del clima nelle destinazioni turistiche greche. Però pensa sia importante che il ricavato vada anche a beneficio delle regioni turistiche. Anche il t.o. non è in grado di giudicare in che misura la tariffa più elevata influenzerà le prenotazioni per la Grecia, però può affermare che i suoi clienti mostrano molta comprensione nei confronti delle misure a tutela di clima e ambiente. Certo, il t.o. mette in guardia su un aumento eccessivo del costo complessivo delle vacanze in Grecia rispetto ad altre destinazioni, quando all’aumento delle tariffe si aggiungono costi di volo e hotel più elevati.

A favore di misure infrastrutturali

Alexander Wefers, direttore degli acquisti alberghieri della Schauinsland-Reisen in Grecia, ritiene che la tassa sia un investimento sensato, a condizione che i soldi raggiungano le regioni dove c’è bisogno. Preferirebbe anche che il ricavato fosse destinato alla protezione del clima o a misure infrastrutturali.

“Se la tassa venisse utilizzata, ad esempio, per riparare strade e sentieri dissestati andrebbe a vantaggio del turismo e quindi, in ultima analisi, degli ospiti – ha commentato -. Il punto è che l’aumento delle tariffe potrebbe portare a un ulteriore miglioramento delle vacanze in Grecia”.

Il tour operator di Duisburg non si aspetta un calo delle prenotazioni e Wefers lo attribuisce anche alla struttura dell’imposta. “Poiché, a differenza di molti altri Paesi, non viene riscossa per persona e per notte, ma solo per camera e notte, anche l’aumento complessivo è inferiore a quanto possa sembrare a prima vista”, ha spiegato.

Servono più informazioni

In Fti, Halina Strzyzewska, capogruppo di Grecia, Cipro, Tunisia e Marocco, ha un punto di vista simile, ma desidera maggiori informazioni. “Per noi è stata una sorpresa e abbiamo bisogno di informazioni più concrete sui progetti in cui verranno investiti i soldi”, ha detto.

Bisogna anche pensare che sarà impegnativo spiegare i costi aggiuntivi ai clienti, soprattutto a chi ha già prenotato una vacanza per il prossimo anno, ma Strzyzewska non intravede il pericolo di un rallentamento della domanda. “Partiamo dal presupposto che gli ospiti che hanno già prenotato la loro vacanza in Grecia per il prossimo anno non passeranno ad un’altra destinazione”.

Fti è aperta a collaborare con la Grecia sulle misure di sostenibilità. “Come tour operator vorremmo consultarci con i rappresentanti greci per sviluppare e partecipare a piani comuni per il turismo sostenibile – ha detto Strzyzewska -. Con una tabella di marcia precisa, questi fondi potranno essere utilizzati per combattere i disastri naturali”.

Anche Der Touristik accoglie con favore gli sforzi per promuovere la sostenibilità, ma vorrebbe maggiore trasparenza con informazioni concrete su quali progetti devono essere finanziati con questi fondi. E soprattutto dovrà essere chiaro al cliente a cosa serve la tassa.

Tags: , , , , ,

Potrebbe interessarti