Business travel 2024, l’anno del sorpasso

Nonostante non manchino alcune incertezze economiche, i viaggi d’affari sono più in salute che mai. I dati della Global Business Travel Association (Gbta), ripresi da hospitalitynet, prevedono che la spesa per i viaggi d’affari internazionali raggiungerà 1.500 miliardi di dollari nel 2024, superando il picco di 1.400 miliardi di dollari fatto registrare nel 2019. Entro il 2027, Gbta prevede che la spesa raggiungerà quasi 1.800 miliardi di dollari, con un aumento del 25% rispetto ai livelli pre-pandemia.

La spesa per i viaggi d’affari era diminuita drasticamente nel 2020, con un calo del 53,8% rispetto all’anno precedente. Ora le aziende sono desiderose di recuperare il tempo perduto. La domanda di viaggi aziendali è elevata, ma lo sono anche i prezzi dei biglietti aerei e degli hotel. Con l’inflazione che fa lievitare i costi, molte aziende sono ancora caute sul numero di viaggi che prenotano e concentrano le risorse sui viaggi che generano profitti.

I mercati

A livello globale, Cina e Stati Uniti rappresentano i maggiori mercati per i viaggi d’affari. Insieme, rappresentano oltre il 50% della spesa globale. Tuttavia, sono il Nord America e l’Europa occidentale sono le regioni in grado di realizzare le riprese regionali più robuste. Entrambi beneficiano di infrastrutture e servizi di livello mondiale e in entrambe i budget per i viaggi aziendali sono in aumento.

Secondo le proiezioni, entro il 2026 il Nord America registrerà un incremento annuo composto (Cagr) del 23% nella spesa per i viaggi d’affari, mentre l’Europa occidentale si posizionerà subito dopo con il 17%.
Anche la regione Asia-Pacifico (Apac) è destinata a tornare in auge. Si prevede che nel 2024 la spesa supererà del 3% i livelli del 2019. Inoltre, gli esperti ritengono la Cina abbia ripreso il posto di primo mercato del settore alla fine del 2023, anche se il rallentamento economico del Paese avrebbe potuto influire sulla sua ripresa. Vedremo com’è andata quando i dati, da previsionali, saranno consolidati.

Anche l’India dovrebbe essere un mercato chiave per i viaggi d’affari, grazie ai maggiori investimenti da parte del governo e alle solide prospettive economiche e la spesa in Medio Oriente e Africa (Mea), che aveva raggiunto l’86% dei livelli pre-pandemia nel 2022, è accreditata a un pieno recupero nell’anno appena trascorso. La regione è indicata come hub emergente per i viaggi d’affari, grazie alle iniziative per lo sviluppo di infrastrutture a supporto di eventi aziendali globali.

Tecnologia e sostenibilità

Per sfruttare questo momento, i fornitori devono investire in modo proattivo nelle pratiche che li porteranno al successo nei prossimi anni, la sostenibilità in primis, preparandosi così a soddisfare le esigenze della prossima generazione di viaggiatori d’affari. La pandemia ha cambiato definitivamente la natura dei viaggi d’affari, offrendo agli organizzatori di eventi nuovi modi per raggiungere i clienti in tutto il mondo.
Così, mentre le aziende diventano più oculate nell’impiego dei budget i fornitori (gli hotel, per esempio) devono consolidare la loro posizione come partner offrendo opzioni sostenibili e tecnologiche che affiancheranno i viaggi d’affari in presenza.

Mice oltre le previsioni

Sempre secondo hospitalitynet, anche il Mice cresce. Le opportunità di networking e le esperienze in prima persona, come il lancio di prodotti e le dimostrazioni dal vivo, alimentano la domanda di questi eventi. La The Global Association of the Exhibition Industry rilevava nel 2023 come il 79% delle aziende avesse un’attività fieristica “normale” per la prima metà dell’anno, con un aumento rispetto al 72% del dicembre 2022. Queste percentuali sono aumentate ulteriormente con l’avanzare dei mesi, con il 90% che ha ritrovato la normalità nel secondo semestre.

 

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