Slovenia: il 2024 l’anno della cultura
Una celebrazione importante quella che si appresta a vivere il Paese. Era il 1° maggio del 2004 quando l’Unione Europea si preparava ad accogliere ben 10 nuovi Stati membri. Uno di questi era, appunto, la Slovenia. “L’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea nel 2004 ha rappresentato una pietra miliare per il turismo e per la formazione dell’identità nazionale del Paese – conferma Aljoša Ota, direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia -. I risultati ottenuti in questi 20 anni sono stati importanti e hanno influenzato ambiti simili legati al progresso sociale, economico e culturale della Slovenia. L’ingresso nell’area Schengen ha contribuito – prosegue Ota – all’arricchimento dell’offerta turistica del Paese e allo scambio di esperienze e pratiche e, di conseguenza, alla crescita e all’innovazione del settore. Gli investimenti sono aumentati, creando nove opportunità commerciali e incoraggiando lo sviluppo delle imprese legate al turismo. L’adesione all’Unione ha aperto, inoltre, la porta a fondi e a finanziamenti europei. Fondi che si sono rivelati cruciali per la realizzazione di nuove infrastrutture e per il miglioramento di aeroporti e attrazioni turistiche”.

Un momento di svolta, quindi, indiscutibile, che in due decenni ha posizionato la Slovenia al centro dell’attenzione dei flussi europei ed internazionali per la qualità della propria offerta turistica, sostenibile e rispettosa delle linee guida per la tutela ambientale, ricca dal punto di vista culturale, di alta qualità per servizi e strutture, unica per quanto riguarda il turismo termale e in netta affermazione sul panorama eno-gastronomico mondiale, con un numero crescente di stellati Michelin.

L’anno della cultura

Ed è proprio alla cultura slovena che il 2024 sarà dedicato. “L’essere posti al centro dell’Europa, in uno spazio che nei millenni è stato crocevia per numerose popolazioni, ha fatto sì che il nostro Paese possa oggi vantare un patrimonio artistico e culturale ricchissimo ed eterogeneo – afferma Aljoša Ota –, tanto è vero che alla Bit presenteremo una proposta turistica che andrà a declinarsi su un’offerta culturale che conta circa 100 festival, oltre 50 tra musei e gallerie e circa 30 istituzioni nel settore della musica e del teatro. E, ancora, castelli e palazzi preziosi e intatti: ne abbiamo a centinaia e ognuno di questi, scrigno di tesori di grande valore”.

A partire da adesso, quindi, e per i prossimi due anni, sarà data molta attenzione all’impulso culturale in Slovenia, il tutto in previsione del 2025, quando Nova Gorica sarà, insieme a Gorizia, la Capitale Europea della Cultura. Tra gli eventi culturali in evidenza: la 28esima edizione della Biennale del Design Industriale. Dopo esser stato Paese ospite 2023 del Salone del Libro di Francoforte, si terrà a Lubiana la 40esima edizione della Fiera del Libro slovena. Da non perdere l’eclettico ed elettrizzante Ment di Lubiana, giunto alla sua decima edizione: raduno internazionale di artisti musicali giovani ed emergenti. E, ancora, numerosi concerti di musica classica e moderna, spettacoli teatrali, balletti e danza moderna. Da non dimenticare, infine, il famoso e sentitissimo Pust, il nome locale del Carnevale, il più importante dei quali è il tradizionale festival Kurentovanje a Ptuj, iscritto anche nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Tutti elementi che andranno ancor di più a consolidare il forte sodalizio che esiste da anni tra Slovenia e Italia, grazie al quale si sono raggiunti, a livello di flussi turistici, numeri da record, posizionando saldamente l’Italia tra i primi 3 Paesi a livello internazionale in termini di arrivi, insieme ad Austria e Germania.

“Negli ultimi dieci anni, l’Italia si è sempre posizionata tra i primi tre mercati top per il turismo sloveno. Questa costante presenza testimonia la solidità della relazione turistica tra i due Paesi. È interessante sottolineare come il mercato italiano abbia vissuto un’evoluzione marcata e positiva. Abbiamo assistito – conferma Ota – ad una crescente consapevolezza da parte dei turisti italiani nei confronti di esperienze di viaggio sostenibili e orientate al turismo verde. Questa tendenza ha rappresentato una grande opportunità per la Slovenia, perché anche noi ci siamo impegnati in modo significativo nel migliorare l’offerta turistica. Nel corso degli anni, abbiamo assistito a un notevole aumento delle strutture sostenibili nel nostro Paese, rispondendo così alle esigenze e alle preferenze dei visitatori italiani e globali. L’adozione di pratiche sostenibili e l’orientamento verso un turismo green sono diventati elementi chiave nella nostra strategia di sviluppo turistico. Siamo determinati a consolidare ulteriormente questa relazione positiva con l’Italia, continuando ad investire in iniziative che promuovano un’evoluzione del settore responsabile e sostenibile. Ci auguriamo che questa collaborazione possa portare benefici reciproci e contribuire alla crescita continua dei rapporti tra i nostri due Paesi”.

I dati nel mese di novembre 2023

Le analisi dei flussi turistici internazionali si fermano a novembre 2023, mese in cui gli arrivi dall’estero sono stati il 57,4% rispetto ai movimenti domestici (42,8%) con l’Austria a detenere il primo posto in termini di arrivi per uno share del 13,4% incalzata dall’Italia con il 13% per un totale di 49.400 pernottamenti per lo più concentrati a Lubiana e nei centri termali, a conferma che cultura e benessere restano per i turisti dello Stivale un’accoppiata vincente.

La lettura dei primi 11 mesi 2023 (gen-nov) ci dice che, globalmente, hanno raggiunto la Slovenia ben 5,9 milioni di turisti per oltre 15,3 milioni di pernottamenti, per un +3% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Nel dettaglio, tra gennaio e novembre 2023 hanno raggiunto la Slovenia 446.247 italiani per un +18,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: arrivi che si sono tradotti in954.027 pernottamenti per un +18,4%. Questi dati posizionano l’Italia, a novembre 2023 (in attesa dei numeri relativi alle festività di fine anno, importanti per il nostro mercato), al secondo posto a livello internazionale alle spalle della sola Germania (691.494 arrivi nei primi 11 mesi dell’anno) in termini di flussi turistici verso la Slovenia.

“Si tratta di risultati incoraggianti, che mostrano la costanza di una crescita a doppia cifra degli arrivi dall’Italia a conferma che le nostre strategie di promozione e commercializzazione sono state e restano corrette e in linea con le tendenze di un mercato in evoluzione, alla ricerca di stimoli ed esperienze nuove. Fino ad oggi un freno a questa crescita poteva essere legato alla carenza di collegamenti diretti tra Italia e Slovenia. Il recente annuncio – sottolinea Aljoša Ota –della sigla dell’accordo preliminare tra Trenitalia e S Passenger Transport, società ferroviaria slovena, per l’avvio del collegamento diretto tramite Frecciarossa tra Milano e Lubiana (percorso in 7 ore) apre a nuovi scenari. Lubiana e la Slovenia saranno ancora più vicine anche per le città del centro e sud Italia, e per noi si aprono nuovi mercati e potenziali clienti”.

“Per noi è fondamentale lavorare costantemente con nostri operatori incoming – dichiara Aljoša Ota – senza un dialogo continuo tra noi e loro sarebbe impossibile attuare una strategia di comunicazione e promozione coerente, che porti benefici all’intero comparto turistico sloveno. È altrettanto importante, infine, pianificare la prossima stagione insieme agli operatori italiani dell’outgoing. L’Italia è un mercato a cui teniamo particolarmente e i risultati ottenuti nell’ultimo anno sono arrivati anche grazie al grande impegno di tour operator e agenzie, e la Bit costituisce, come ogni anno, un’occasione cruciale di confronto con la realtà italiana”.

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