Caos Ecuador: gli sviluppi sul fronte dei viaggi

Lo stato di emergenza emesso l’8 gennaio 2024 a causa di un conflitto armato interno innescato da bande locali legate al narcotraffico, il coprifuoco proclamato per 60 giorni con qualche piccola eccezione per i servizi essenziali e i voli in partenza e in arrivo nel Paese, e lo sconsiglio ai cittadini italiani da parte della Farnesina a recarsi nelle città di Guayaquil, Manta e territori circostanti nonché nelle province di El Oro, Esmeraldas e Carchi.

Stavolta è l’Ecuador che ribolle.

Ma quali sono ad oggi le ripercussioni per i tour operator che programmano questa destinazione? E soprattutto, c’è il rischio che questo scenario possa gettare ora delle ombre su tutte le richieste di viaggi verso il Sudamerica?

I contributi di alcuni player di riferimento sulla destinazione ci hanno aiutato a tracciare un quadro su cosa sta effettivamente succedendo, tra riprotezioni sulle partenze imminenti e atteggiamenti di prudenza estrema che vanno nella direzione di una sospensione totale delle vendite sulla destinazione in attesa che torni completamente il sereno.

Evoluzione di un problema già noto

“Purtroppo il periodo pandemico si é sovrapposto alle difficoltà strutturali del Paese che erano iniziate nel lontano 2017 e che avevano già determinato un abbassamento della qualità della vita- spiega Marco Peci, il direttore commerciale di Quality Group cui fanno capo, lo ricordiamo, i brand Mistral Tour, Il Diamante, Latin World, America World, Exotic Tour, Latitud Patagonia, Discover Australia, Europa World e Italyscape-. I rivoltosi sono banditi e trafficanti ma pare non esserci una società civile divisa e questo ci fa ben sperare- commenta-. Tramite i nostri corrispondenti e gli organi competenti stiamo costantemente monitorando la situazione con informazioni dirette sull’evoluzione degli accadimenti. Abbiamo diversi clienti in loco– afferma il manager- ma al momento non stanno subendo particolari ripercussioni sugli spostamenti o le visite previste. Monitoriamo passo passo i loro spostamenti ed ovviamente assecondiamo le richieste per eventuali modifiche dell’itinerario, se opportuno. Per le partenze imminenti invece, stiamo gestendo la situazione offrendo anche destinazioni alternative”.

La sicurezza prima di tutto

La maggior parte dei paesi del Centro e del Sudamerica, secondo Marco Peci, oggi é visitabile senza problemi; in questa area, si sa, l’instabilità politica frutto di situazioni economiche difficili e di governi rivoluzionari é frequente e ciclica: “In linea generale, ma questo riguarda qualsiasi destinazione del mondo- spiega- non portiamo i clienti che si affidano a noi in territori pericolosi quindi evitiamo sempre contesti che possano rendere difficile la realizzazione di un viaggio. Non avrebbe alcun senso, evidentemente, fare turismo in territori che mettono in discussione la sicurezza delle persone”.

Il ruolo del turismo organizzato

 Anche sul Perù, assai turbolento lo scorso anno, i viaggi organizzati non hanno mai avuto alcun problema: “Si tratta di una destinazione da sempre incline agli scioperi che bloccano i servizi per qualche ora o per qualche giorno- ha commentato ancora Peci-, purtroppo gli italiani sono un mercato facilmente influenzabile dalle informazioni che circolano sui media e questo atteggiamento in particolari momenti induce le agenzie a non proporre la destinazione e i clienti a non richiederla, quando in realtà proprio queste situazioni dovrebbero far capire che chi viaggia con la filiera del turismo organizzato può accedere con maggiore serenità anche a destinazioni un po’ più difficili, visto che per qualsiasi malfunzionamento delle infrastrutture o dei servizi c’é un team di persone che lavora per gestire ogni situazione”.

Un 2023 tra luci e ombre

Il direttore commerciale del Quality Group ritiene che il calo del traffico verso il Centro e il Sud America registrato nel 2023 sia stato determinato soprattutto dalla scarsità di posti disponibili e dall’aumento dei prezzi, non da un calo di interesse verso le destinazioni: “Fortunatamente sul 2024 vediamo già configurarsi una situazione simile al periodo pre-pandemico- ha spiegato-. Probabilmente gli Italiani si stanno pian piano abituando a prenotare viaggi con grande anticipo per assicurarsi prezzi migliori e disponibilità dei servizi”.

Piacciono i combinati

Anche in casa Marcelletti by Idee per Viaggiare confidano che in Ecuador gli interventi messi in atto dal governo che si è da poco insediato siano risolutivi, e che si possa tornare in breve tempo alla normalità: “In questo momento non abbiamo clienti in Ecuador ma per le prossime partenze, anche se non proprio imminenti, contatteremo le agenzie per chiedere se preferiscono monitorare l’evolversi della situazione o valutare sin da ora delle riprotezioni– fanno sapere dal t.o.-. Ad eccezione dell’Ecuador, su tutte le altre destinazioni del Centro e del Sudamerica attualmente non ci risultano particolari criticità quindi stiamo continuando a proporle tutte indistintamente e registriamo una richiesta forte soprattutto sui tour combinati di due o più paesi”.

Anche sul Perù molto sofferente lo scorso anno, l’operatore sta notando già da diversi mesi una forte ripresa della domanda, sia per gli individuali che per i gruppi.

Alessandra Tesan

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