I tre obiettivi del turismo

Destagionalizzazione, eventi e formazione del personale. Sono i tre asset su cui intende lavorare nel 2024 il ministero del Turismo. “Destagionalizzare, poi incrementare gli eventi sportivi e le fiere per le ricadute che hanno sul territorio e la terza è la formazione del personale di servizio”, ha affermato il ministro Daniela Santanchè, nel suo intervento al Forum Internazionale del Turismo Italiano organizzato a Genova dal Sole-24 Ore in collaborazione con la Regione Liguria.

Nel 2023 445 milioni di presenze

Numeri alla mano il “bilancio del turismo è estremamente positivo nel 2023, non sta andando bene, ma benissimo. I numeri non dicono molto, ma c’è una grande voglia di Italia – ha affermato -. Nel 2023 ci sono state 445 milioni di presenze”. Bene anche in termini di spesa, visto che è stato mediamente speso “l’8% in più”. Inoltre, c’è stato un allungamento del soggiorno medio ”di 1 giorno in più rispetto all’anno scorso”.

Però, Santanché ha messo in evidenza una necessità: “Abbiamo bisogno di destagionalizzare, non di avere ticket per entrare nelle città d’arte. Finora abbiamo subìto il turismo, ora dobbiamo incentivare gli eventi sportivi come Milano-Cortina che non è solo Milano-Cortina, ma deve essere il sistema Italia. Che non deve essere soltanto quello del turismo a cinque stelle, ma di tutta la filiera”.

Per quanto riguarda il tema formazione ha ribadito l’intenzione di realizzare “il liceo del Made in Italy” e la volontà di potenziare gli istituti tecnici. “La mia grande ambizione è tra quattro anni lanciare la scuola di eccellenza nel turismo con 21 milioni già a disposizione e lavorare sulla formazione del personale, che ora manca”.

Un altro tema affrontato è quello del “cuneo fiscale con la detassazione del lavoro notturno e degli straordinari, una misura che scade il 30 giugno – ha fatto presente il ministro -. Faremo di tutto per prorogarla, ma al momento abbiamo risorse fino a giugno”. Santanché si è detta “molto confidente che riusciremo a farlo, ma siamo in un momento difficile dove nel mondo c’è la guerra e il blocco del canale di Suez”.

Nuovi player internazionali

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha posto l’accento sulla necessità di continuare a promuovere l’Italia sui mercati internazionali “dove i nuovi player mondiali sono sempre più presenti e competitivi”, ha dichiarato in apertura del Forum, parlando delle richieste al governo per lo sviluppo del settore.

“Abbiamo tante carte in più da giocare e dobbiamo saperle giocare bene. Dobbiamo continuare a lavorare sulla destagionalizzazione, in modo che il turismo si rafforzi come industria trainante del Paese 12 mesi l’anno e non solo nelle stagioni balneari o sciistiche”.

Lo scenario attuale vede la presenza di “nuovi player internazionali come Turchia e Arabia Saudita, che fino a pochi anni fa erano quasi inesistenti. Noi ora dobbiamo industrializzare il settore del turismo che può dare grandi soddisfazioni ed è il tessuto connettivo del Paese”.

Il Patto di lavoro

A suo dire “occorre costruire il prodotto turistico”. Parlando di ciò che ha fatto la Regione Liguria, Toti menziona il “Patto di lavoro sul turismo: diamo contributi a chi investe sul personale, un contributo che è collegato alla formazione per i lavoratori”.

Poi si sofferma sui numeri messi a segno dalla sua regione, affermando che “la Liguria è un po’ più avanti del resto dell’Italia come integrazione fra mondo del turismo alberghiero, le spiagge, i musei, la nautica da diporto, l’outdoor con le piste ciclabili. Qui abbiamo in avvio i cantieri per fare della Liguria la Regione con la più estesa rete ciclabile italiana”.

Numeri alla mano il turismo in Liguria “è cresciuto del 4% nel 2023, sono cresciute le esportazioni a 10,5 miliardi e il Pil pro-capite è secondo dopo la Lombardia”, ha sottolinea il presidente della Regione.

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