Il 2024 e le sfide del turismo organizzato, secondo Fto

Un contesto complesso, quello in cui mi muoveranno nel 2024 le imprese che fanno turismo. Uno scenario che le vedrà impegnate a risolvere vecchi e nuovi problemi, dopo aver chiuso un 2023, fortunatamente, con un ritorno alla normalità sul fronte dei fatturati, nonostante il costante percorso ad ostacoli.

A tracciare questo quadro è stato Franco Gattinoni, il presidente di Fto ( la Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio), che dall’isola di Malta dove si è tenuta nel weekend la convention dell’associazione, ha passato in rassegna le sfide che l’orizzonte vede nuovamente profilarsi.

Il trasporto aereo

Secondo Gattinoni c’è da affrontare, innanzitutto, il tema dei rapporti all’interno della filiera turistica. In primis, quello che riguarda il trasporto aereo: “Le nostre imprese continuano ad operare al servizio delle compagnie aeree senza percepire margini e questo è un problema serio- ha spiegato-. Se guardiamo la situazione delle commissioni medie riconosciute dai vettori aerei a livello internazionale, ci accorgiamo che solo l’Italia non è riuscita a mantenere determinati livelli. In più, con le low cost che detengono oltre il 60% della quota di mercato, creando un monopolio su molte tratte, e che non mostrano alcun segnale di apertura nei confronti di tour operator ed agenzie, mi chiedo verso quale direzione si possa andare- ha tuonato Gattinoni-. Questa  situazione ci ha portato ad aprire una segnalazione all’autorità garante della concorrenza e del mercato. Non è nel nostro Dna avere rapporti conflittuali con gli altri attori della filiera- ha aggiunto-, ma in questa situazione non abbiamo avuto alternative”.

Le spine nel fianco

Poi c’è il problema dell’abusivismo che diventa sempre più preoccupante, quello del rinnovo dei passaporti, una criticità ormai davvero intollerabile, ed infine il tema della carenza di risorse umane, con la ricerca che è difficoltosa e il costo complessivo per le assunzioni troppo elevato rispetto alla marginalità del settore. Ora che stiamo entrando in una fase di rinnovo del contratto nazionale del lavoro tra l’altro, con le esigenze delle nostre imprese che si trovano ancora ad affrontare l’impatto finanziario della pandemia- ha spiegato il presidente di Fto-, non sarà facile conciliare le aspettative legate alle retribuzioni”.

La rappresentanza istituzionale

Il settore del turismo organizzato soffre inoltre di una grave mancanza di rappresentanza istituzionale sempre secondo il presidente: “Ci sono sette diverse sigle che si presentano ai tavoli decisionali e questa frammentazione rende complessa l’interlocuzione e la capacità di sintesi per affrontare le principali problematiche del settore”- ha detto.

Margini da rivedere

Nella lista delle priorità da segnare in agenda poi, la necessità di invertire i trend di marginalità per la distribuzione; secondo Gattinoni: “Continua ad essere troppo penalizzata in termini di commissioni, ed è urgente metter mano ad iniziative in grado di riportare l’attenzione del cliente finale sulla professionalità e il valore dei t.o e delle agenzie”.

Alessandra Tesan

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