Travel Hashtag: ottica collaborativa nell’ascolto delle esigenze

Travel Hashtag, la creatura di Nicola Romanelli, ha archiviato anche la 13a edizione, tenutasi a Palazzo di Varignana, con successo. Qual è il motivo che sottende all’evento e quale il risultato da ottenere?

“Quando ho immaginato, nel 2019, Travel Hashtag – spiega Romanelli – ho pensato fosse arrivato il momento di assemblare i vari comparti del turismo al di là della provenienza, quindi trade e consumer, distribuzione diretta e indiretta, alberghiero ed extralberghiero. Tutti insieme per ragionare su temi trasversali con uno spirito costruttivo, in un contesto che fosse il più informale possibile, ma non per questo meno professionale. Io l’ho immaginato come un meeting annuale nazionale, che un po’ ci è sfuggito di mano subito e che ci ha “costretto”, grazie ai partner che hanno deciso di supportarci, di varcare i confini già con la quarta edizione ad Abu Dhabi. Poi da lì siamo partiti con una alternanza di eventi all’estero ed eventi in Italia, che hanno due format differenti. Perché se in Italia ragioniamo per due giorni su alcuni temi, all’estero proponiamo un focus più su destinazioni e incontro tra domanda e offerta“.

 

Gv: Ha percepito la necessità di approfondire il dialogo tra le categorie del travel?

“La cosa che eravamo riusciti a fare nella prima edizione di marzo 2019 a Roma, a Palazzo Montemartini, è stato quello di portare all’ascolto esigenze diverse, con un pubblico trasversale in un’ottica davvero collaborativa che spesso non ritrovi nelle fiere o negli eventi tematici leisure, business travel, b2b. Noi cerchiamo di andare oltre la connotazione categoriale e cerchiamo di partire da quello che vogliamo si comunichi, identificando “teste pensanti” che possano portare valore aggiunto e, automaticamente dei partner di valore”.

 

Gv: Tre parole take away da questa edizione.
“La prima, sicuramente, stupore. Perché continuiamo a stupirci dei talenti che animano il nostro settore, dalla loro capacità di creare opportunità di business, di comunità, ma anche di pensiero. Stupore è anche riuscire ogni anno ad alzare l’asticella della qualità dei contenuti e dei protagonisti dei nostri panel. La seconda è domani, perché noi siamo proiettati al futuro. Non guardiamo al passato ma ingaggiamo l’audience su possibilità, scenari futuri e persone visionarie che condividono il loro punto di vista. La terza è personale, perché Travel Hashtag era nato come un momento di aggregazione quasi spontanea è oggi è diventata un’azienda che comincia a diventare un vero e proprio asset all’interno del mondo degli eventi italiani”.

Paola Olivari

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