Unwto: l’Europa tornerà a guidare i risultati

Nel 2024 l’Europa dovrebbe tornare a guidare i risultati turistici nel mondo. A marzo, Romania e Bulgaria entreranno a far parte dell’area Schengen di libera circolazione e Parigi ospiterà le Olimpiadi estive in luglio e agosto. I forti viaggi dagli Stati Uniti, sostenuti da un dollaro forte, continueranno a favorire le destinazioni nelle Americhe e oltre. Come nel 2023, i solidi mercati di origine in Europa, nelle Americhe e in Medio Oriente continueranno ad alimentare i flussi turistici e la spesa in tutto il mondo. Ad affermarlo il primo Barometro Mondiale del Turismo rilasciato quest’anno dall’Unwto.

La chiusura d’anno

Il turismo internazionale ha chiuso il 2023 all’88% dei livelli pre-pandemia, con una stima di 1,3 miliardi di arrivi internazionali. Il barometro prevede che lo scatenarsi della domanda residua, l’aumento della connettività aerea e la maggiore ripresa dei mercati e delle destinazioni asiatiche favoriranno una piena ripresa entro la fine del 2024.

Le sfide future

I venti contrari economici e geopolitici continuano comunque a porre sfide significative alla ripresa sostenuta del turismo internazionale e dei livelli di fiducia. Il persistere dell’inflazione, gli alti tassi di interesse, la volatilità dei prezzi del petrolio e le interruzioni del commercio possono continuare a incidere sui costi di trasporto e di alloggio nel 2024. In questo contesto, si prevede che i turisti cercheranno sempre più il rapporto qualità-prezzo e viaggeranno più vicino a casa. Anche le pratiche sostenibili e l’adattabilità avranno un ruolo sempre più importante nelle scelte dei consumatori.

I problemi critici

La carenza di personale rimane un problema critico, sostiene Unwto, in quanto le imprese turistiche devono far fronte a una carenza di manodopera per rispondere all’elevata domanda. L’evoluzione del conflitto Hamas-Israele potrebbe interrompere i viaggi in Medio Oriente e incidere sulla fiducia dei viaggiatori. L’incertezza derivante dall’aggressione russa all’Ucraina e altre crescenti tensioni geopolitiche continuano a pesare sulla fiducia.

Le performance più forti nel 2023

Nel 2023 il Medio Oriente ha guidato la ripresa in termini relativi, essendo l’unica regione a superare i livelli pre-pandemia con arrivi superiori del 22% rispetto al 2019. L’Europa, la regione più visitata al mondo, ha raggiunto il 94% dei livelli del 2019, sostenuta dalla domanda intraregionale e dai viaggi dagli Stati Uniti. L’Africa ha recuperato il 96% dei visitatori pre-pandemia e le Americhe hanno raggiunto il 90%. L’Asia e il Pacifico hanno raggiunto il 65% dei livelli pre-pandemia grazie alla riapertura di diversi mercati e destinazioni. Tuttavia, i risultati sono contrastanti, con l’Asia meridionale che ha già recuperato l’87% dei livelli del 2019 e l’Asia nord-orientale che si aggira intorno al 55%. Secondo le stime preliminari, le entrate del turismo internazionale raggiungeranno 1.400 miliardi di dollari nel 2023, circa il 93% dei 1.500 miliardi di dollari guadagnati dalle destinazioni nel 2019. Le entrate totali delle esportazioni dal turismo (compreso il trasporto passeggeri) sono stimate a 1.600 miliardi di dollari nel 2023, quasi il 95% dei 1.700 miliardi di dollari registrati nel 2019.

Le stime 2024

Per l’anno in corso il turismo internazionale dovrebbe recuperare completamente i livelli pre-pandemia, con stime iniziali che indicano una crescita del 2% rispetto ai livelli del 2019. Le misure di facilitazione dei visti e dei viaggi promuoveranno i viaggi verso e intorno al Medio Oriente e all’Africa, con i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo che implementeranno un visto turistico unificato, simile al visto Schengen, e misure per facilitare i viaggi intra-africani in Kenya e Ruanda.

 

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