Terme, non solo cura: ecco la strategie per renderle sempre più leisure

Le terme come volano per il turismo, con risultati importanti nel 2023 e pronostici altrettanto ottimisti per il 2024. “La parola chiave è ‘destagionalizzazione’ – spiega il presidente di Federterme Massimo Caputi -, si va alle terme tutto l’anno, non è un turismo legato alla stagione balneare. Si è oltretutto allargato il bacino di utenza perché non è vero che le terme sono solo per anziani, dal momento che i numeri testimoniano che molti giovani le scelgono come destinazione per le loro vacanze”.

Wellness e salute sono balzate in cima alla lista delle priorità soprattutto dopo il Covid, e l’adeguamento è stato di vitale importanza in tutti i settori, turismo compreso, con nuove tendenze pronte a esplodere e ad apportare nuovi indotti. “Termalismo è destagionalizzazione – conferma Marina Lalli, membro di Federterme -, quello che è da sempre un obiettivo del turismo, nelle terme trova una risposta”.

Per creare un circuito virtuoso, che non sia solo legato alle cure termali ma che abbia una vocazione turistica, Federterme ha intensificato il suo rapporto con le istituzioni e con il ministero del Turismo, e intercettato i mezzi pubblici con il fine di rendere veloce e snello il raggiungimento delle strutture, rese sempre più confortevoli e a misura di ‘vacanza’ oltre che di cura.

In occasione del suo primo anno in Bit, Thermalia ha organizzato una conferenza stampa per illustrare tutti i progetti per il futuro, che inglobano nuove strategie di marketing attraverso l’uso dei social network e la partecipazione a eventi. I numeri danno ragione e fanno ben sperare: nelle regioni dell’Italia centrale l’incidenza delle Spa è del 66,7% nelle Marche, del 36% in Toscana e del 26% nel Lazio.

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