Brilla Quality Group: fatturato +84%, passeggeri +70%

Quality Group chiude il 2023 con 205 milioni di fatturato, in incremento dell’84% rispetto al 2022. Aumentano di pari passo anche i passeggeri, oltre 60mila, in crescita del 70% sul 2022.

Il risultato è stato raggiunto grazie alla strategia messa in campo dal Gruppo Quality che, nel corso della pandemia, ha investito per mantenere salde le sue strutture operative all’estero e al contempo ha consolidato il team impiegato nel suo quartier generale di Torino, azioni che hanno permesso di affrontare la ripartenza con immediatezza avvalendosi del prezioso supporto di un gruppo di lavoro strutturato e professionale.

Per mantenersi al passo con i tempi Quality Group ha investito e continua ad investire in tecnologia, adeguando ed evolvendo i suoi sistemi ai protocolli più all’avanguardia, mentre sul fronte commerciale e marketing ha stretto collaborazioni con diversi enti del turismo per sostenere il rilancio di particolari destinazioni e ha consolidato il rapporto con il trade, coinvolgendolo in iniziative volte a riportare valore sul mercato.

Soddisfazione per il risultato

“Siamo molto soddisfatti del risultato conseguito nel 2023 – spiega Marco Peci, direttore commerciale Quality Group -, frutto soprattutto del carico di energia, impegno ed entusiasmo per la ripartenza offerto da tutte le persone che fanno parte del Quality Group. Il risultato finale è stato rallentato dalle inefficienze di alcuni fornitori, dalla scarsità di voli e dalla situazione geopolitica determinatasi da ottobre in avanti. Malgrado questo siamo riusciti a crescere sensibilmente, gestire in maniera brillante le difficoltà della ripartenza e consolidare la nostra posizione sul mercato”.

Tra advance booking e nuovi cluster

L’andamento delle prenotazioni 2023 per il gruppo Quality si è concentrato prevalentemente tra gennaio e maggio e le destinazioni che hanno performato meglio sono state Egitto, Giordania, Marocco, Stati Uniti, Nord Europa, Giappone, Polinesia, Uzbekistan e Indonesia.

Il 2023 ha visto l’affermarsi in modo preponderante delle prenotazioni in advance booking, che rappresentano all’incirca il 70% del fatturato totale, per una media registrata di 4 mesi dalla data partenza.

È cresciuto in maniera considerevole il segmento di clientela alto spendente e anche la fascia d’età si è ampliata e oggi spazia dai 30 agli over 75 anni.

Per il 2024 Quality Group prevede di consolidare l’eccellente risultato dell’anno appena concluso.

Obiettivo consolidamento

“Le complessità dovute alla situazione geopolitica internazionale ci fanno guardare con cautela le potenziali crescite del nostro gruppo. Quindi, pur registrando a oggi trend molto positivi, ci aspettiamo di chiudere il nuovo anno consolidando l’eccezionale risultato del 2023“, prosegue Marco Peci.

Le destinazioni che stanno performando meglio in questo inizio di 2024 sono Usa, Messico, Sudafrica, Oman, Indonesia, Giappone, Islanda sono attualmente le destinazioni che registrano le maggiori prenotazioni.
Vietnam, Giappone, India, Sudafrica e Messico sono le mete più richieste sul lungo raggio per la Pasqua mentre sull’estate crescono molto destinazioni come Turchia, Usa, Islanda, Indonesia.

La Cina e le nuove scoperte

Quality Group prevede inoltre risultati molto positivi dalla ripartenza della Cina che dalla pandemia si è rifatta il look, rendendosi ancora più attraente, evoluta, tecnologica e fruibile che mai. Questo Paese, inoltre, per la prima volta nella storia, ha liberalizzato i visti d’ingresso per il mercato italiano, facilitando quindi l’accesso nel Paese.

Per il nuovo anno Quality Group rinnova e arricchisce la sua programmazione allargando il focus dei suoi itinerari dalle nazioni ai territori.

“Siamo sempre alla ricerca di nuove occasioni di scoperta da proporre ai nostri clienti siano queste nuovi Paesi o nuovi territori. Per il 2024 abbiamo lavorato molto sui territori perché ci sono tesori nascosti, fuori dagli itinerari classici, che meritano di essere conosciuti. Ciò ci permette di valorizzare aree e proporre un turismo che sia sostenibile, contenendo gli effetti dell’overtourism“, conclude Peci.