Il turismo culturale oltre la nicchia. tourismA celebra il suo decennale

Sta per alzarsi il sipario su tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale in programma a Firenze da venerdì 23 a domenica 25 febbraio. La manifestazione, giunta alla decima edizione, è organizzata da Archeologia Viva (Giunti Editore).

“E’ l’appuntamento più importante nel panorama del turismo culturale e archeologico, non solo italiano. In occasione del decennale – racconta a Guida Viaggi Nadia Pasqual di Mark PR che collabora all’organizzazione degli eventi per il travel trade di tourismA – il programma di convegni, conferenze e presentazioni delle tre giornate sarà fittissimo e comprende interventi dei massimi esperti di arte, storia, archeologia e beni culturali, oltre a scrittori, giornalisti e divulgatori, come Alberto Angela, Mario Tozzi, Aldo Cazzullo, Luciano Canfora, Franco Cardini, Vittorio Sgarbi e molti altri”.

Tra i trend legati al turismo culturale e archeologico in Italia si nota un abbassamento dell’età media del viaggiatore, che si conferma preparato e consapevole, ma soprattutto Pasqual sottolinea che “il turismo culturale non è più confinato a una nicchia”.

 

Gv: Quale sarà il filo conduttore dell’edizione 2024 di tourismA e quali novità sono previste? 

“Il decennale sarà un evento straordinario con interventi di ospiti eccezionali ed eventi di livello per celebrare la cultura, l’arte e i beni culturali. Ci siamo impegnati a rispondere alle esigenze dei viaggiatori interessati a scoprire destinazioni e itinerari che offrono esperienze variegate, che vanno oltre l’archeologia e il patrimonio culturale, includendo anche l’ambiente, l’arte, le mostre e altre attività. In tal modo, ampliamo le nostre proposte e i nostri temi, tutti legati dal filo conduttore del turismo culturale. Venerdì 23 febbraio verrà assegnato il secondo premio ACTA – Archaeological Cultural Tourism Award del Gist nel corso di una cerimonia organizzata dalla presidente del premio Clara Svanera e dalla presidente del Gist Sabrina Talarico in collaborazione con Toscana Promozione. Domenica pomeriggio gran finale con Alberto Angela che finalmente torna a incontrare il pubblico di tourismA in presenza nel grande Auditorium da 1.200 posti del Palacongressi. E sicuramente non basteranno”.

 

Gv: Come sono organizzati gli spazi riservati al travel?

“All’interno di questo grande contenitore, gli spazi riservati agli operatori e agli enti del turismo sono soprattutto tre: Buy Cultural Tourism, il workshop b2b del turismo culturale giunto alla settima edizione e il convegno ‘Fare turismo culturale oggi’ che si avvale della direzione scientifica di The Data Appeal Company del Gruppo Almawave, che si svolgono entrambi venerdì 23 febbraio. A questi si aggiunge la rassegna di viaggi culturali e archeologici, una mattinata non-stop di presentazioni di viaggi e destinazioni culturali a cura di tour operator, enti del turismo e attrattori turistici, di sabato 24 febbraio. E poi ci sono gli spazi espositivi dove incontrare i visitatori, oltre 11.000 nel 2023, durante i tre giorni di apertura”.

 

Gv: Il turismo culturale e le adv. È pensiero comune che questa forma di vacanza transiti poco attraverso questo canale? Si nota una evoluzione in tal senso? 

“In realtà, bisogna distinguere che cosa si intende per turismo culturale, un fenomeno che comprende molte tipologie di viaggi, tra i quali quelli legati a eventi culturali e spettacoli artistici e quelli con focus sui beni culturali e il patrimonio culturale nel senso più ampio (heritage tourism). Solo per restare su queste due modalità, ci sono grandi differenze di comportamento nei turisti. Nel primo caso, prevale il fai da te, mentre nel secondo, soprattutto per le destinazioni a medio e lungo raggio, è più consueto affidarsi a tour operator e agenzie di viaggi in grado di fornire consulenza e servizi sicuri, spesso a tariffe competitive rispetto al fai da te. Se pensiamo ai tour guidati domestici e outgoing della maggior parte dei tour operator italiani, stiamo parlando di turismo culturale nella sua accezione più ampia”.

 

Gv: È un prodotto difficile da vendere in adv? Quali requisiti si devono avere? 

“In realtà, la vendita di viaggi organizzati e tour guidati a tema culturale passa in gran parte attraverso le agenzie viaggi, perché viaggiare in gruppo garantisce servizi che il fai da te non sempre offre, tariffe migliori, la possibilità di viaggiare in compagnia e in sicurezza con l’assistenza di professionisti. Rientrano in questa categoria la maggior parte dei viaggi di gruppo e non presentano particolari difficoltà nella vendita. I viaggi che richiedono una competenza specifica sono invece quelli specialistici, a tema, come quelli archeologici, perché i clienti sono molto informati e pretendono itinerari ragionati e veri esperti per accompagnare il gruppo, come storici, archeologi, antropologi. Per gli operatori turistici generalisti entrare in questo settore, se non dispongono delle competenze e delle risorse necessarie per gestire con successo questo tipo di viaggi, è molto difficile. Queste proposte richiedono una pianificazione e un accompagnamento molto impegnativi, che possono risultare sfidanti per chi non è specializzato in questo settore”.

 

Gv: In che cosa è cambiato il turista culturale negli ultimi anni e quali sono le sue esigenze oggi? 

“Per quanto riguarda il turista culturale e archeologico in Italia, si osserva un profilo di viaggiatore informato e preparato, il quale ricerca informazioni tramite fonti specializzate come riviste, documentari, siti web e webinar. Solitamente predilige viaggi organizzati e la compagnia di esperti. L’età media si sta abbassando; oltre ai senior si nota una crescente inclinazione verso itinerari che includono beni culturali e siti archeologici anche a partire dai 40-50 anni. Questo tipo di viaggiatori tende ad avere un alto livello socio-culturale, spesso liberi professionisti o membri di associazioni culturali. Si tratta di un pubblico eterogeneo, composto da individui colti e curiosi, che non necessariamente possiedono una laurea, ma mostrano interesse in ogni fascia d’età. Il turismo culturale non è più confinato a una nicchia, sempre più persone stanno scoprendo il piacere di esplorare il passato attraverso le testimonianze delle civiltà antiche. Tanto che anche le guide e gli archeologi che accompagnano i gruppi hanno adottato un approccio divulgativo senza però tralasciare la profondità dei contenuti”.

 

Gv: Guardando la mappa delle mete del turismo culturale quali sono quelle più ricercate dal turista italiano e da quello internazionale? 

Ne sapremo sicuramente di più dopo che Mirko Lalli, ceo di The Data Appeal Company (Gruppo Almawave), nostro partner scientifico, presenterà il suo report sul turismo culturale in esclusiva al convegno ‘Fare turismo culturale oggi. Analisi attraverso i dati e l’intelligenza artificiale’, in programma venerdì 23 febbraio. In passato, analizzando l’interesse dei viaggiatori nazionali e internazionali per l’Italia, mete iconiche come il Colosseo, la Torre di Pisa e San Marco hanno dimostrato di essere le più popolari. In genere, questi attrattori sono anche quelli che soddisfano maggiormente le aspettative dei visitatori. Anche musei e parchi archeologici giocano un ruolo significativo, con numeri impressionanti di visitatori che si concentrano nei poli più famosi, come Gli Uffizi e Pompei. Vedremo la classifica dei siti più visitati e più apprezzati nei dati che presenterà Lalli. Per quanto riguarda le destinazioni estere, oltre all’Europa, i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente sono in genere molto richiesti, anche se in questo periodo c’è stata una battuta d’arresto a causa del conflitto israelo-palestinese per questi ultimi. Poi ci sono mete classiche come Uzbekistan, Georgia, Armenia, e ancora Perù, Messico, Cina, India, sul lungo raggio. Per l’Italia, si registrano ottimi risultati con gli itinerari e parchi archeologici del Sud Italia, soprattutto in Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna”.

Stefania Vicini

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