Crociere: la sostenibilità adesso orienta la mission

Il comparto del travel & tourism è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali che, senza un cambio di direzione, saranno destinate ad aumentare del 5% ogni anno.

In questa stessa industria però, sono ormai numerose le aziende che si sono mosse per avviare una trasformazione sostenibile. E le società crocieristiche sono tra queste.

Ma a che punto siamo? E come incidono queste iniziative sulle politiche di prezzo?

Soprattutto, come si guidano oggi i consumatori verso scelte più consapevoli?

Una ricerca di Simon-Kucher & Partners ha cercato di definire un quadro di riferimento sulle tendenze nell’atteggiamento dei consumatori rispetto alla sostenibilità nel travel, la loro consapevolezza, i driver effettivi di scelta, i comportamenti tenuti al di là del dichiarato e la loro disponibilità a pagare.

L’indagine

Attraverso interviste condotte su 12mila consumatori di 15 paesi sull’atteggiamento complessivo in tema di sostenibilità è emerso che: per il 75% la sostenibilità viene dichiarata come un valore rilevante; dal 70% degli intervistati sono stati messe in atto nell’ultimo anno dei comportamenti di consumo in un’ottica di sostenibilità; per i 2/3 proprio la sostenibilità rappresenta uno dei cinque driver di scelta di prodotti e servizi. Secondo l’analisi, si riduce però a 1/3 la quota di coloro che sono anche disponibili a pagare un differenziale di prezzo.

Si predica bene ma…

All’interno di questo vasto campione, un focus specifico sul turismo ha messo in evidenza che: l’interesse verso la sostenibilità è complessivamente aumentato negli ultimi 12 mesi ma il travel continua a non brillare fra i vari settori; la percentuale di coloro che nel turismo vedono la sostenibilità di una proposta di viaggio fra i primi cinque driver di scelta è del 36% ma solo il 10% la dichiara fra i primi tre elementi di valutazione; le azioni intraprese sono tendenzialmente soft, con comportamenti green adottati mentre si è in viaggio.

Last but not least, solo il 2% degli intervistati ha pagato degli extra per opzioni più sostenibili.

Sostenibile, un concetto in evoluzione

Nel corso del dibattito “La nuova mission delle crociere passa anche dalla sostenibilità”, che ha visto Giovanni Lovat, strategy & marketing manager di Simon-Kucher presentare i dati della ricerca, si sono alternate le opinioni di numerosi relatori rappresentanti di alcuni tra i più autorevoli player del settore crocieristico. Tra loro c’era anche Leonardo Massa Leonardo Massa, Vice President Southern Europe della divisione crociere del Gruppo Msc: “Quando si tocca il tema della sostenibilità, parlare soltanto di emissioni credo che oggi sia davvero riduttivo Noi abbiamo dichiarato che arriveremo al 2050 con un impatto pari a zero- ha detto- e questa è la rotta tracciata al momento, poi i modi per arrivare a meta sono molteplici, ciò che è certo è che sulla sostenibilità la compagnia sta investendo milioni di euro. Sostenibilità, per esempio, è anche aver preso un’isola a 65 miglia da Miami e averla trasformata in una riserva naturale dove oggi sono tornate le tartarughe”- ha commentato Massa. Sulle emissioni? “Il 90% delle navi sarebbero già attrezzate per spegnere i motori in porto- ha spiegato -, peccato che manchino ancora le infrastrutture. Dunque, bisognerebbe scandagliare a fondo le responsabilità dei vari attori”.

Il valore sociale

Anche se non si tratta ancora di un driver fondamentale della domanda, secondo Barbara Baldini, product manager European markets di Avalon Waterways, l’approccio da tenere nei confronti di questa transizione deve necessariamente passare dalla restituzione di risorse alle comunità che si visitano”.

“La sostenibilità oggi ha un valore anche sociale ed economico oltre che ambientale”- il commento di Luigi Stefanelli, associate vice president di Costa Crociere per la Regione Sud Europa che passando in rassegna alcuni ambiti operativi, dagli interventi sull’acqua utilizzata a bordo alla riduzione degli sprechi alimentari, ha raccontato anche come la compagnia sia attiva nel progetto “Guardiani della costa” che prevede una stretta collaborazione con alcuni istituti scolastici al fine di tutelare coste e litorali, “Poi c’è la nostra collaborazione- ha detto ancora Stefanelli- con lo chef spagnolo Angel Leòn che è riuscito a coltivare un nuovo cereale marino, a metà tra riso e quinoa, che potrebbe divenire una risorsa strategica per il futuro delle risorse alimentari. Sostenibilità è anche questo, oltre ai dipartimenti che il Gruppo Carnival ha messo in piedi per la decarbonizzazione”.

Alessandra Tesan

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