Intelligenza artificiale e travel: un nuovo binomio

Il mercato dell’intelligenza artificiale generativa sta battendo tutte le previsioni e il settore è pronto a fornire prestazioni di mercato da togliere il fiato nei prossimi anni. Secondo un’analisi di Stocklytics.com, raggiungerà i 1.000 miliardi entro il 2031, con un Cagr del 48,05%. L’industria del travel non si fa trovare impreparata di fronte a questa evoluzione che coinvolgerà anche questo settore infatti “Noi siamo al lavoro su questo nuovo strumento almeno da dieci anni. -afferma Alessandro Callari regional manager partner services Italy, Israel & Malta di Booking.com– Abbiamo investito sul machine learning per customizzare l’esperienza del cliente, rendendo più fluido il processo di prenotazione e di conseguenza migliorando il tasso di conversione. L’anno scorso, in versione beta e solo sul mercato statunitense, abbiamo lanciato AI Trip Planner: costruito sulla base degli attuali modelli di apprendimento automatico di Booking.com, si basa inoltre sulla tecnologia LLM (Large Language Model) dell’API ChatGPT di OpenAI per creare una nuova esperienza interattiva per coloro che vogliono pianificare i propri viaggi. Questa integrazione fa sì che si riduca al massimo il margine d’errore oltre ad accertare che non ci siano deviazioni di comunicazione e monitorare la moderazione del linguaggio al fine di evitare discriminazioni. L’obiettivo primario resta la facilitazione della pianificazione del viaggio e Trip Planner diventerà sempre più un assistente personale che renderà più fluida ogni componente del viaggio”.

Uno strumento costruito sulle nostre esigenze

Innovazione accolta a braccia aperte anche in casa Alpitour. “Il nostro percorso in questo ambito è iniziato nel 2018, con una accelerazione durante la pandemia quando è stato sviluppato un Bot appositamente per Neos in grado, nel 33% dei casi, di rispondere autonomamente e correttamente alle domande degli utenti. -spiega Francesco Ciuccarelli Cio e Cto di Alpitour World– Nel 2023 abbiamo poi sviluppato AlpiGpt e c’è un team dedicato di sei persone che insieme ad altri partner ci accompagnano in questo percorso, valutando inoltre il ritorno di business derivato dall’adozione di questa nuova tecnologia. Abbiamo un team di nove travel editor che utilizzano uno strumento che ci siamo costruiti secondo le nostre esigenze: non solo ha un impatto positivo sul lavoro dello staff che lo utilizza ottimizzando i tempi, ma migliora anche l’esperienza dell’utente”.

Un alleato, ma ancora non troppo conosciuto

L’intelligenza più artificiale quindi, anche nella travel industry, è sempre più integrata “L’AI, anche se spesso non ce ne accorgiamo è già molto presente all’interno di tutte le aziende. -afferma Marco Orlandi, chief digital consumer experience officer di Bluvacanze– C’è un tasso di conoscenza elevata dello strumento, ma spesso troppo superficiale (3\4 conoscono ChatGpt ma solo 1\2.5 l’AI generativa). Nel turismo quindi il suo utilizzo è ancora parziale, ma quello che ci dobbiamo chiedere è come l’AI generativa può portare a un profitto? Nello specifico questa può essere utilizzata per il customer care dinamico post vendita, Crm e marketing automation, lead, click to conversion e proposte commerciali. L’obiettivo oggi resta quello di formare nuove professionalità in grado di leggere i contenuti generati”.

La “trinità” dell’AI

Più cauto l’entusiasmo di Buonacrociera.it “L’AI è un cervello, ma senza la robotica e l’hype machine non si va da nessuna parte. -aggiunge il founder e ceo Gateano Pistone– Tra pochi giorni lanceremo sul nostro sito un chatbot che integra tutti questi elementi, grazie al quale non solo sarà possibile effettuare prenotazioni ma anche ricevere assistenza pre e post vendita, oltre ad effettuare offerte sempre più personalizzate. Si tratta quindi di un valore aggiunto che non andrà a sostituire le persone, in quanto l’AI non farà perdere posti di lavoro soprattutto nel travel dove l’empatia e il confronto si confermano un valore aggiunto insostituibile. Intanto aspettiamo l’entrata in vigore (prevista nel 2025) della legge europea per la regolamentazione dell’AI. È un passo importante per districarsi correttamente in questa giungla, grazie alla quale si avrà maggiore trasparenza con un controllo attento su tutto ciò che verrà immesso sul mercato. Tuttavia resta qualche punto di domanda su come i diversi Paesi recepiranno la normativa”.

Sveva Faldella

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