Il travel fa i conti con l’Ets

Si chiama European Union Emissions Trading System – Eu Ets, è il Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra ed è il principale strumento adottato dall’Unione europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 nei principali settori industriali, nei trasporti aerei e marittimi.

Il sistema è stato introdotto e disciplinato nella legislazione europea dalla Direttiva 2003/87/CE (Direttiva Ets). A seguito di ciò ogni operatore attivo deve compensare su base annuale le proprie emissioni effettive con un corrispondente quantitativo di quote in denaro.

Si chiama Ets (Emission trading System) il supplemento ambientale Eu che tutti i vettori aerei e marittimi si sono trovati a dover aggiungere alle tariffe dal 1° gennaio 2024. Un tema con cui il settore si sta confrontando.  Lo andremo a trattare in relazione ai diversi ambiti di applicazione, mare, terra e cielo, tenendo in considerazione anche il fronte del tour operating.

Il settore dei ferry

In questo caso partiamo dal settore dei traghetti che, dallo scorso primo gennaio, ha dovuto introdurre il supplemento. Cercheremo di capire anche le scelte di ottimizzazione dei consumi che sono state messe in atto dalle compagnie e l’impatto che il supplemento Ets potrà avere sul consumatore finale, visto che il rincaro dei prezzi di trasporto è inevitabile.

Raccogliere commenti non è stato particolarmente semplice, forse perché il tema è ancora poco trattato, forse ancora poco conosciuto, ma è un punto dal quale non si può prescindere.

La ricaduta sui passeggeri

Come si sono organizzate le compagnie di traghetti e che tipo di ricadute sono previste sul passeggero a fronte di questa novità? Attica Group, con tutte le compagnie che rappresenta (Superfast Ferries, Anek Lines, Blue Star Ferries, Hellenic Seaways), ha introdotto il supplementoChiara Morandi, amministratore delegato FLLI MorandI & C Srl, agenti generali in Italia di Attica Group, riconosce che c’è “una ricaduta, seppur minima, sui singoli passeggeri in quanto a tutte le tariffe 2024 è stato aggiunto il supplemento Ets”.

Il supplemento varia a seconda della tratta da un minimo di 4 euro (Bari-Igoumenitsa) a un massimo di 12 a passeggero (Ancona-Patrasso) e viene applicato anche a tutte le tipologie di veicolo, comprese le moto”, spiega Morandi.

Ad essere precisi “non è una tassa in senso stretto, ma una compensazione economica per il carbonio emesso dall’operatore, ne teniamo conto, ovviamente, dal 1° gennaio”, specifica Pierre Mattei, presidente Corsica Sardinia Ferries. La ricaduta sarà quindi di una “compensazione CO2 sulle singole macchine trasportate”. Il manager fa sapere che sono state definite le tariffe “solo a veicolo” e aggiunge che è “un calcolo con un parametro prefissato che converte le tonnellate di combustibile in CO2”.

Per quanto riguarda Gnv l’applicazione è stata pianificata a partire dalla metà del mese di febbraio, “in linea con la nostra politica commerciale, abbiamo voluto favorire coloro che scelgono la prenotazione anticipata/l’advanced booking”, spiega Matteo Della Valle, chief passengers sales&marketing officer Gnv. Il manager ci tiene a precisare che l’entrata in vigore della tassa “determina un inevitabile e rilevante aumento dei costi operativi che non possono essere assorbiti dalle compagnie. Questo comporta la necessità, per tutti gli operatori del settore, di applicare degli aumenti dei prezzi per il trasporto passeggeri, ma soprattutto merci”.

In Gnv sono state definite delle tariffe per ogni tratta “in base all’impatto specifico che la tassa ha su di essa, quindi principalmente in base alla distanza”.

Come reagirà il consumatore?

È lecito domandarsi quale potrà essere la reazione che avrà il consumatore finale a fronte di questo rincaro in un periodo storico in cui il caro prezzi la fa da padrone da diversi mesi e venendo da anni non facili. Le compagnie di ferry sembrano piuttosto ottimiste, o per lo meno non appaiono particolarmente preoccupate in merito alle possibili reazioni.

Mattei riconosce che il consumatore è “molto sensibile al prezzo del servizio”, da qui la consapevolezza di dover trovare “soluzioni per compensare il più possibile l’impatto negativo sui costi della transizione ambientale. È la sfida maggiore degli operatori turistici per i prossimi anni”, afferma. Le soluzioni a detta del manager ruotano attorno a “investimenti giusti, energy mix, ottimizzazione viaggi e miglior qualità di servizio”, considerati “essenziali per vincere questa battaglia”.

Morandi fa presente che la stagione 2024 è iniziata da poco e per ora, “anche grazie all’offerta early booking (sconto del 20% su tutte le tariffe) in vigore fino al 29 febbraio il mercato sta reagendo bene. Purtroppo, l’impatto sul consumatore è innegabile in quanto è nei fatti un aumento del costo finale del biglietto”. La manager confida nel fatto che “il passeggero informato” sappia che “è una direttiva europea a cui vengono sottoposti tutti i vettori sia marittimi sia aerei”.

Della Valle parla di “un inevitabile lieve posizionamento al rialzo del prezzo per tutte le compagnie. Un’incidenza di pochi euro che non ha un peso eccessivo sulle tasche del consumatore ma, moltiplicata per milioni di passeggeri, ci permette di far fronte all’aumento dei costi”.

Scelte di ottimizzazione

È interessante vedere a quali scelte di ottimizzazione dei consumi abbia portato l’applicazione della tassa e se abbia spinto le compagnie di ferry a potenziare maggiormente, in vista dell’estate, le rotte più brevi rispetto a quelle di maggiore percorrenza. Un fenomeno, per esempio, che interessa la Grecia, come attesta Ellade Viaggi, infatti la destinazione ha visto per l’estate “un potenziamento di linee più brevi come quelle per Igoumenitsa, a discapito di quelle più lunghe per Patrasso”, dichiara Nicola Rubaudo, direttore tecnico dell’agenzia Ellade Viaggi.

Sono state messe in atto delle ottimizzazioni, ma le compagnie ci tengono a far presente che rientrano in una loro politica green già in atto da tempo, quindi non sono riconducibili solo all’applicazione dell’Ets. “Non è solo questo il fattore determinante – conferma Mattei -, ma la politica green della compagnia, che ci porta ad abbassare i consumi con varie azioni: dalla riduzione di velocità, alla connessione elettrica alle banchine, all’ottimizzazione delle rotte / traversate”. Quanto al fatto che l’Ets possa aver portato a un potenziamento di linee più brevi, il manager afferma: “Non particolarmente, gestiamo le linee in funzione delle opportunità commerciali e della qualità del servizio che possiamo offrire ai nostri clienti”.

Gnv, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto dell’applicazione della tassa, ha scelto di “ottimizzare ulteriormente il deployment delle navi laddove abbiamo riscontrato margini di miglioramento e la possibilità di mantenere allo stesso tempo la massima qualità ed efficienza del nostro servizio”. Della Valle ci tiene a sottolineare che, “l’ottimizzazione dell’operatività rappresenta per noi, da sempre, una delle principali sfide e obiettivo primario, a prescindere dall’Ets. L’entrata in vigore di questa tassa rappresenta per noi solo un ulteriore incentivo in questa direzione”.
Anche in questo caso, non sono state fatte scelte che hanno portato a un potenziamento delle linee più brevi, “le ragioni delle revisioni al deployment non sono in alcun modo legate alla lunghezza delle tratte”, precisa Della Valle.

Tutte le compagnie di Attica Group hanno ottimizzato i tempi di imbarco, di sbarco e i tempi di percorrenza, “cercando di ridurre al minimo le emissioni, ma minimizzando l’impatto diretto su tutti i passeggeri. Inoltre, hanno modificato parte della flotta installando devices a tecnologie innovative (una serie di Esd – Energy Saving Devices) che permettono risparmio energetico, riduzione delle emissioni e ottimizzazione dei consumi”. La scelta di introdurre un supplemento Ets fisso è un modo per la compagnia “di assumersi in toto il rischio della volatilità dei tassi e dei prezzi a cui invece è sottoposta ogni giorno dalla Eu”, afferma Morandi.

Nel medio e lungo termine il gruppo investe costantemente per migliorare “la flotta esistente e progettando nuove navi con diversi tipi di alimentazioni, supportando progetti per elettrificazioni di banchine focalizzate al traguardo delle Zero Emission Vessel”.

Stefania Vicini

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