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Design, contract, breakfast tra i focus di HospitalitySud
Quinta edizione di HospitalitySud in corso fino a oggi a Napoli, presso la Stazione Marittima. L’evento, ideato e organizzato dalla Leader srl, è l’appuntamento del Sud per gli operatori del mondo Ho.Re.Ca., in particolare per titolari, manager, impiegati, consulenti di hotel, resort, ville, dimore storiche, relais, country house, agriturismi, villaggi, camping, glamping, b&b, affittacamere, case vacanza, ostelli, Spa e terme. Gli addetti ai lavori potranno visitare il Salone Espositivo per incontrare le aziende, che rappresentano numerosi settori merceologici, e partecipare ai seminari di aggiornamento e di formazione e agli incontri professionali su tematiche di interesse.

I due focus

HospitalitySud annualmente propone due focus, ossia aree tematiche sviluppate all’interno del salone espositivo con seminari e incontri a cura di esperti: Design&Contract per incontrare architetti, aziende e hotel protagonisti nella realizzazione di progetti di interior design di qualità e innovazione, che contraddistinguono il Made in Italy e per conoscere il mondo del contract, per pianificare e realizzare sia progetti di nuova costruzione sia ristrutturazioni.
Il secondo focus è Breakfast e non solo: la colazione, essendo il primo pasto della giornata, desta sempre più attenzione tra gli operatori del mondo Horeca: oggi la sfida è come promuoverla al meglio tra i clienti e come renderla quanto più redditizia.

I numeri

I numeri di questa edizione vedono 48 espositori provenienti da tutta Italia (Campania, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto), 40 seminari e incontri con 120 relatori.
In occasione della conferenza di apertura è stata presentata la ricerca “Numeri, impatti e tendenze del turismo in Campania. Il ruolo della città di Napoli” a cura di Srm Studi e Ricerche per il Mezzogiorno Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo con Massimo Deandreis direttore generale Srm.
Per il 2023, in Italia, i primi dati Istat indicano una crescita della domanda che, in termini assoluti, ha portato le presenze a 431 milioni, pari al +4,6% rispetto al 2022 (il 98,7% rispetto al 2019). Va sottolineato, in riferimento alla provenienza, che nel 2023 il peso delle presenze straniere è stato pari al 51,6% e, per la prima volta, anche il peso straniero degli arrivi ha superato il 50% del totale (50,2%).
Le prime stime parziali per il Mezzogiorno segnalano una variazione più bassa, di circa 2 p.p. in meno rispetto al dato nazionale, a causa di diversi fattori, quali una sofferenza della domanda domestica negli ultimi mesi dell’anno dovuta a una maggiore sensibilità all’aumento dei prezzi, date le caratteristiche della domanda e della tipologia di turismo prevalente nell’area.
A ciò si aggiunge un minore rimbalzo della componente internazionale per la maggiore concorrenza del bacino mediterraneo, nonché fenomeni specifici che hanno portato alla chiusura dell’aeroporto di Catania per un periodo di tempo nella stagione estiva.

Le stime sulla Campania

Per la Campania le prime stime evidenziano un consolidamento della ripresa della domanda, soprattutto di quella straniera, recuperando i livelli pre-pandemia. In particolare, si stima una crescita in linea al dato nazionale.
Per il 2024, lo scenario base prevede che venga conservata la situazione attuale, sia per l’Italia sia per il Mezzogiorno. Anche per la Campania si ipotizza un 2024 positivo, trainato sempre dal turismo internazionale, al netto di eventuali peggioramenti degli scenari geoeconomici e geopolitici internazionali.
L’attrattività della regione Campania è legata a molteplici aspetti, in grado di coinvolgere più target turistici con diverse motivazioni di viaggio. È conosciuta per il suo patrimonio storico/archeologico 6 dei 59 iscritti nella Lista del patrimonio mondiale Unesco sono ubicati in Campania.
A ciò si aggiunge il suo patrimonio naturale (Capri, Sorrento e la Costiera Amalfitana), la sua tradizione culinaria (è la regione numero 9 in Italia per prodotti Dop Igp Stg) nonché la qualità dei suoi mari – si contano 19 comuni bandiera blu su 226 presenti in Italia.
Dal rapporto Turismo&Territorio di Srm si evince che, rispetto all’analisi delle 98 regioni dell’area UE4 (Italia, Spagna, Francia e Germania) per il loro grado di “competitività turistica” (Ictr), la regione presenta un indicatore di 123,7, superiore alla media europea (100) e nazionale (122,8), ma inferiore alla media dei Top 30 Paesi (143,5), posizionandosi al 23°posto in graduatoria, tra il Mecklenburg-V. (22°) e la Comunidad de Madrid (24°).

I dati della città di Napoli

Un contributo importante deriva dal ruolo della città di Napoli. Dal 2014 al 2022, il peso degli arrivi turistici della città sulla Campania è cresciuto, dal 15,5% nel 2014 al 20,8% nel 2022, raggiungendo 1 milione di arrivi e 2,7 milioni di presenze. Nel comune, il peso della domanda straniera è del 49,4%.
La sinergia tra i diversi tematismi attiva più filiere e questo fa sì che il valore aggiunto generato da ogni presenza turistica aggiuntiva sul territorio della Campania (167€) sia tra il più alto in Italia. Infatti, dagli studi di Srm si rileva che il turismo culturale attiva più ricchezza rispetto a quello balneare (145€ contro 128,2€) ed ancor più quello enogastronomico (151,7 euro). In Campania è evidente la presenza di un’offerta turistica integrata che associa al balneare, il turismo culturale, l’enogastronomico e il naturalistico.
Le prospettive per l’immediato futuro lasciano buone speranze anche per il settore turistico napoletano. Si prevede un consolidamento delle presenze, soprattutto in riferimento alla componente straniera, mentre quella domestica raggiungerà una stabilità. È molto probabile, quindi, che la città di Napoli possa continuare la sua funzione di traino anche nel 2024, attirando un crescente numero di turisti, in una logica di pianificazione e coordinamento delle politiche strategiche per una migliore valorizzazione del turismo nella città, tenendo in considerazione tutti i temi cari ai turisti quale, per esempio, l’overtourism. Occorre, quindi, guardare non solo alle dinamiche turistiche, ma anche alla capacità di gestione dei flussi sul territorio.
Il turismo campano, e in particolare napoletano, nel contesto europeo è ben posizionato, ma presenta ampi margini di miglioramento. Il nuovo scenario evidenzia un consolidamento della ripresa del turismo, ma con profonde mutazioni e forte attenzione ai nuovi driver di sviluppo quali sostenibilità e ambiente, cultura, enogastronomia e nuovi tematismi naturalistici, tecnologia e digitalizzazione.
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