L’Ai non deve essere un “gadget tecnologico”

Le software house forniscono alle adv strumenti che sono in grado di fare tanto, ma che poi sono poco utilizzati o non sono usati al meglio. È un po’ il cruccio di molti network che, sempre di più, cercano di fare formazione per le proprie adv in modo che si possano approcciare agilmente agli strumenti che rendono più veloce e performante il loro lavoro.

Molte volte tali strumenti tecnologici sono anche quelle “armi” che i network usano per affiliare adv. Potrà succedere anche con l’intelligenza artificiale, con il rischio che poi non venga utilizzata? Come si fa a rendere fruibili e competitivi questi strumenti? Sono alcune delle domande che sono state poste in occasione di un panel sulla intelligenza artificiale che si è svolto in Bit. A dare risposta a tali quesiti è Roberto Di Leo, owner e ceo eMinds.

I gadget

“In questi venti anni di gadget tecnologici per aggiungere valore ne abbiamo visti diversi, ce n’è uno in particolare il b2b2c”, asserisce il manager. Il ragionamento che Di Leo fa è il seguente: “Se sono un cliente che vuole andare in adv è perché voglio interagire con l’agente di viaggi; pertanto, non andrò sul suo sito per prenotare”. Detto ciò, il manager non esita ad affermare che si aspetta “un gadget tecnologico anche sull’intelligenza artificiale”.

La soluzione per le adv

Analizzando il mondo dei t.o. e delle adv, osserva che lavorano “su due binari paralleli, ma differenti”. Per quanto riguarda eMinds, la società sta pensando a “una soluzione per le adv che possa aiutarle nella quotidianità e che possa portare diverse funzionalità, ma in una logica di scatola chiusa per contenere i costi”. Però Di Leo fa osservare che, “gli strumenti non vivono di vita propria, se non c’è un fattore culturale alla base e che tutte le soluzioni sono a supporto di una cultura che potrebbe anche non esserci”. Ecco perché l’azienda sta immaginando un po’ più di formazione che possa aiutare a cambiare prospettiva, visto che “questi strumenti stravolgono le abitudini e non è facile. È una sfida non tanto tecnologica, quanto essere efficaci e riuscire a condividere un messaggio che possa essere di supporto”.

Lato t.o.

Lato t.o. l’azienda ha sempre usato un approccio tailor made. In quanto l’industria “non può utilizzare soluzioni preconfezionate con caratteristiche ben precise. Il tour operating ha la necessità di implementare i propri processi e scelte strategiche. Nell’ambito b2b eMinds si pone in qualità di partner con una serie di prodotti, ma il valore aggiunto è riuscire ad individuare, rispetto ai processi e alla modalità con cui lavorano, dove e come efficientare perché gli ambiti sono tanti”. I t.o. quasi tutti hanno dei feedback dai clienti, pertanto riuscire ad individuare quali sono “più in linea con il profilo cliente dà un valore diverso allo stesso commento”.

Stefania Vicini

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