Aerei, treni e navi tra presente e scenari futuri

Il futuro del trasporto aereo, ferroviario e crocieristico nella vision di costruttori e associazioni: è questo il tema dibattuto in un recente convegno che ha visto la presenza di Iata, Clia Italy e Alstom.

A delineare uno scenario dell’aviation per i prossimi dieci anni e a spiegare in che modo la biometria, l’Ai e l’automazione influenzeranno i modelli di business di vettori e aeroporti è stato Robert Chad, area manager France, Belgium, the Netherlands & Southern Europe, Eur-Field Offices Iata.

L’aviation nei prossimi dieci anni

Per quanto riguarda gli scenari dell’aviation per i prossimi dieci anni, “possiamo fare riferimento alla previsione che abbiamo pubblicato a dicembre  – ha esordito il manager -: il traffico è quasi tornato ai suoi livelli pre-Covid alla fine del 2023 e penso che ci siano un paio di punti percentuali che riporteranno quella ripresa completamente sulla buona strada anche nel 2024. Abbiamo pubblicato anche nel settembre 2023 le nostre previsioni di traffico fino al 2040, con una crescita annua composta a livello globale in tutto il mondo del 3,4%. Ovviamente ci sono variazioni nelle regioni – ha specificato Chad -: Africa, Asia Pacifico e Medio Oriente sono i Paesi con la crescita più elevata, con il 3,6% per Africa e Medio Oriente, il 4,5% per l’Asia Pacifico, principalmente a causa del grande potenziale di viaggi in quelle aree, mentre Europa e Stati Uniti sono al 2,2%”.

L’impatto di automazione e biometria

Ma quale impatto avrà l’utilizzo dell’automazione e della biometria sui modelli di business? Chad ha fatto riferimento a una diapositiva di una survey che l’associazione fa ogni anno, chiamata “Global Passenger Survey”, pubblicato alla fine di ottobre 2023 che indica cosa sta succedendo e cosa dicono i passeggeri.

Emerge che “il settore nel complesso sta andando bene, con un tasso di soddisfazione dell’82% nel 2023. Tuttavia, permangono punti critici relativi alla consegna e ritiro dei bagagli, alla sicurezza, ai trasferimenti, al controllo di frontiera e prevediamo che questi continueranno per i prossimi anni a venire”.

Un altro tema citato dai passeggeri è che “la condivisione dei dati è un fattore chiave nella competitività dei processi di immigrazione e l’87% è disposto a condividere le informazioni sull’immigrazione prima della partenza per accelerare il processo di arrivo – ha analizzato il manager -. Inoltre i clienti ci dicono che hanno un maggiore utilizzo e una maggiore fiducia nell’uso dei dati biometrici. Si tratta di un aumento di dodici punti percentuali rispetto al 2022. Rappresenta circa la metà dei passeggeri; il 75% desidera utilizzare i dati biometrici al posto del passaporto e delle carte d’imbarco e l’85% ha un punteggio positivo in termini di soddisfazione per l’utilizzo dei dati biometrici”. Ovviamente la sicurezza per l’utilizzo della biometria è un fattore chiave: il 40% riconsidererebbe l’uso della biometria se fosse rassicurato sulla sua privacy. Le preoccupazioni riguardano le violazioni dei dati, la condivisione dei dati con altre organizzazioni, il non sapere per quanto tempo i dati verranno archiviati, il non sapere come i dati possono essere eliminati.

L’iniziativa Iata “One Id”


E su cosa Iata sta lavorando? “Abbiamo collaborato con l’industria e i partner governativi – ha risposto Chad – per trasformare il processo di viaggio nell’ambito di quella che chiamiamo iniziativa ‘One Id’. In parole semplici si tratta di utilizzare l’identità digitale e la tecnologia biometrica per rivoluzionare il viaggio. Si tratta quindi di digitalizzare l’ammissibilità prima del viaggio. L’ammissibilità significa se un passeggero è in possesso del documento richiesto per viaggiare come un passaporto valido e un visto per entrare nel Paese di destinazione. Le compagnie aeree hanno il compito di garantire che, in base ai regolamenti e alla parte contactless, i passeggeri possano attraversare questi diversi punti di contatto in aeroporto utilizzando il riconoscimento biometrico e condividendo in anticipo l’immagine biometrica e i dettagli del viaggio. Questa identità digitale può creare un’esperienza di viaggio coerente e senza soluzione di continuità”. Il manager ha poi, condiviso un video, che può essere consultato qui.

 

La crocieristica

Il settore crocieristico sta attraversando un momento di grandi trasformazioni, ma soprattutto di un’effervescente domanda. “In Europa la quota dei crocieristi è salita di due punti percentuali e complessivamente il 90% degli ospiti dichiara di voler ripetere l’esperienza a bordo – ha affermato Francesco Galietti, national director Italia di Clia –. Le previsioni per il 2024 sono incoraggianti e si stima che il numero di pax possa superare quello registrato nel 2019 con ottime performance in particolare dell’Italia. Ma come si sta attrezzando l’industria per rispondere a questa crescente domanda sul segmento delle crociere? “In primis bisogna considerare che si tratta di un prodotto complesso che mette insieme molteplici fattori come la durata, gli itinerari e i servizi a bordo – ha dichiarato il direttore -. Un altro aspetto di cui tenere conto è il fatto che si parla tanto di gigantismo navale. In realtà è un luogo comune, in quanto molte crociere puntano ad arrivare in luoghi remoti: questo fa sì che 24 delle 44 nuove navi in costruzione da qui al 2025 saranno sotto i mille posti letto, mentre solo 16 avranno una capienza superiore ai 3000. Ci sarà quindi una crescita del segmento luxury dedicato a un minor numero di passeggeri”.

Gli investimenti

Parlando invece di investimenti negli ultimi 5 anni sono già stati investiti 26,7 miliardi di euro e altri 29 sono previsti nel prossimo quinquennio. Il 95% delle 44 navi verranno costruite in Europa e la parte del leone la farà l’Italia. Le navi ora in costruzione solcheranno i mari per i prossimi 30 anni e gli investimenti tecnologici di oggi sono fondamentali per raggiungere parametri ambientali (come l’emissione zero entro il 2050) e il settore crocieristico è all’avanguardia sotto questo aspetto. “Sostenibilità e innovazione innanzitutto – ha chiarito Galietti -: in questo modo l’Europa ma soprattutto l’Italia continueranno a mantenere la leadership nel comparto. Avremo quindi navi iper-moderne, tecnologiche, clean e green. Le compagnie stanno facendo importanti investimenti diversificando le tipologie di alimentazione, poi ci sono i sistemi di riciclo a bordo che spesso arrivano al 100% per quanto riguarda le acque reflue e il gas. Delle 44 nuove navi, ad esempio, 25 saranno a Lng e 7 a metanolo, poi c’è una crescente attenzione nei confronti dei bio-carburanti. Per quanto riguarda l’arrivo delle navi in porto, già 120 di esse hanno l’elettrificazione a terra e nel 2028 diventeranno 210, ma solo 32 porti al mondo oggi hanno banchine attrezzate. Rispetto quindi al progresso delle navi, i porti sono indietro, tuttavia entro il 2035 tutte le navi Clia saranno in grado di sfruttare l’elettrificazione delle banchine ma soprattutto il 90% della flotta mondiale ha già un sistema molto avanzato di trattamento delle acque reflue con un 100% di riciclo”.

L’importanza dell’Italia

E quale è il ruolo del nostro Paese all’interno del comparto crocieristico mondiale? “L’Italia vanta un ampio bacino di crocieristi under 35, un vero primato mondiale in termini di passeggeri giovani – ha evidenziato Galietti -. Sempre il nostro Paese si attesta come prima destinazione crocieristica in Europa con 13 milioni di imbarchi nel 2023, grazie anche a ben 60 porti crocieristici dislocati lungo tutto la penisola. A livello invece di provenienza dei passeggeri, sui primi tre gradini del podio si attestano Germania, Gran Bretagna e a seguire l’Italia con un milione di pax. Siamo il Paese con la maggior ricaduta economica del settore: sui 60 miliardi a livello europeo, 15 sono proprio in Italia. Mentre dei 500mila posti di lavoro in Europa, 125mila sono nel nostro Paese. Poi c’è la cantieristica: da qui al 2028 in Italia saranno costruite 31 nuove navi per un totale di 56mila nuovi posti letto, per un investimento complessivo di 18.5 miliardi di euro da parte delle compagnie. L’obiettivo è continuare a mantenere la leadership del settore, ma è fondamentale un lavoro corale, soprattutto per quanto riguarda l’elettrificazione delle banchine, lo sviluppo di nuovi carburanti, le infrastrutture portuali e la gestione della concentrazione dei flussi. Si stima che il 50% dei turisti torni nelle città in cui ha fatto scalo, dove oltretutto mediamente i pax spendono 150 euro a testa. Per questo motivo è necessario sviluppare nuovi itinerari lavorando in maniera affiatata con le destinazioni”.

 

Il sistema ferroviario

In Italia gran parte del trasporto ferroviario è già elettrificato e presenta dunque un impatto ambientale ridotto (circa 0,044 kg di Co2 per chilometro). “Oggi in Europa rimane ancora un 40% di linea ferroviaria non elettrificata e i dati per quanto riguarda l’Italia i dati non si discostano molto da questa cifra. Il trasporto locale italiano purtroppo oggi presenta ancora situazioni estremamente diversificate, ad esempio ci sono tratte che non saranno mai elettrificate a causa di vincoli paesaggistici o condizioni naturali che renderebbero l’operazione difficoltosa – ha detto Valter Alessandria, business development & public affairs Director Alstom Italia -.  La nostra azienda da sempre è attenta alla mobilità sostenibile, siamo stati il primo costruttore a investire sui treni a idrogeno e il primo treno commerciale risale al 2018. Oggi in Italia contiamo 3.700 dipendenti, due i centri di competenza globale ovvero Savigliano per i treni Avelia Pendolino ad alta velocità, basati sulla tecnologia tilting e per i treni regionali Coradia Stream, e Bologna per il segnalamento ferroviario e i sistemi di supervisione del traffico. In Germania ci sono 41 nostri treni, in Gran Bretagna abbiamo un accordo di collaborazione. Per quanto riguarda l’Italia invece i nuovi treni a idrogeno entreranno in servizio nel 2025 in Val Camonica. Per quanto riguarda lo scenario nel quale operiamo, il settore dei trasporti impatta per il 25% sulle emissioni globali. La riduzione delle emissioni e dei consumi diventa pertanto essenziale, lo scenario che si prospetta quindi comprenderà sì la riduzione al massimo dell’impatto ambientale ma anche rendere sempre più interconnesse tutte quelle zone dove ci sono ancora mezzi di trasporto inquinanti garantendo un elevato standard di affidabilità e servizio”.

Digitalizzazione e Ai

Non manca l’utilizzo di digitalizzazione e Ai “soprattutto per migliorare gli standard qualitativi nell’ambito della sicurezza. Non solo sono anche due elementi fondamentali anche per la gestione della puntualità dei treni e per l’espansione della rete. Ad esempio l’utilizzo del sistema Ertsm permette ai treni di circolare su tutte le linee europee garantendo la sicurezza in quanto fornisce al macchinista l’opportunità di avere una guida sempre più automatizzata e permette ai gestori delle infrastrutture di risparmiare il 30% dei costi. In ambito urbano ci sono importanti innovazioni come la linea 1 di Torino che verrà potenziata con il Cbtc: questo sistema consentirà più efficienza delle operazioni di manutenzione, maggiore disponibilità di orario di esercizio, oltre a un controllo da remoto del sistema e il monitoraggio della circolazione dei treni in sicurezza attraverso il controllo dei sistemi di trazione. Stiamo inoltre sviluppando una piattaforma robotica integrata con l’Ai volta a migliorare la qualità della manutenzione e la sicurezza di chi vi opera. Il robot intelligente consentirà anche di risparmiare tempo, ottimizzare i costi, diminuire i disservizi riuscendo ad anticipare i guasti”.

Sveva Faldella e Nicoletta Somma

Tags: , ,

Potrebbe interessarti