Federcongressi&eventi: filiera e prezzi per battere la concorrenza

Vent’anni dalla fondazione, 354 ragioni sociali associate. Alla XV convention, oltre 300 partecipanti e tutti i past president coesi a testimoniare una catena di passaggi di testimone senza soluzione di continuità nel perseguimento degli obiettivi. Con questi numeri, il 23 e 24 febbraio a Roma, Federcongressi&eventi ha confermato Gabriella Gentile alla presidenza.

L’Italia ha fatto registrare, nell’ultimo report della classifica Icca (International Congress and Convention Association), un grande successo, scalando tre posizioni e conquistando il podio. Con oltre 520 meeting in presenza, siamo il 3° Paese al mondo e il 2° in Europa per numero di congressi organizzati, Roma è al 14. posto (era al 18. nel 2019) e Milano, dal 32. è balzata al 18. posto.

Interlocutore di riferimento

“La passione di tutti soci per la propria professione e il desiderio di contribuire tutti insieme alla crescita del settore hanno contraddistinto questa edizione – ha dichiarato Gentile -. Continueremo a lavorare in maniera seria, con pragmatismo e determinazione, senza stancarci mai di percorrere nuove strade, di avere il coraggio di cambiare interpretando i tempi che viviamo, di sviluppare nuove progettualità, di proporre al Governo e alle istituzioni nuove idee e proposte, per evolvere e continuare a far crescere l’intera filiera, così come le singole imprese che la rappresentano. I 2 anni del mio primo mandato hanno visto l’associazione sostenere la ripresa della meeting industry nazionale e consolidare presso istituzioni e stakeholder il suo ruolo di interlocutore di riferimento per l’identificazione di strategie a sostegno del turismo congressuale. Sono certa che Federcongressi&eventi potrà ancora crescere e affiancare le imprese nell’affrontare e superare le nuove sfide”.

La filiera del successo

“Gli elementi necessari per vendere una destinazione sul mercato congressuale globale – spiega Gentile – sono innanzitutto l’accessibilità alle infrastrutture, le strutture, gli alberghi e le sedi di alto profilo, una filiera di operatori fortemente professionali. Su questi capisaldi che si gioca la battaglia a livello internazionale. L’Italia ha un grandissimo appeal e questa componente gioca a nostro favore, ma da sola non è sufficiente se non supportata da un prodotto strutturato. Quindi, per continuare a crescere, soprattutto sul mercato internazionale dei grandi eventi, servono capacità di promozione e di coordinamento, transportation, infrastrutture per arrivare e per muoversi nella destinazione, venue di qualità e professionisti capaci di garantire con affidabilità la realizzazione seamless dell’evento”.

Il fattore prezzo

“Tutto questo rende appetibile la destinazione – aggiunge -, ma poi c’è la competitività dei prezzi. Di questo non ci dobbiamo mai dimenticare. In Italia in questo momento, assistiamo alla crescita, anche importante, dei prezzi legati all’esplosione del segmento leisure, che incide sulla disponibilità degli alberghi a mantenere prezzi competitivi e allotment in tempi lunghi per il segmento mice. Se si chiedono a una struttura 150 camere per il 2025, mentre una volta era lieta di accogliere la richiesta oggi rimanda la risposta in là nel tempo. Ma gli organizzatori hanno bisogno di avere la garanzia che quelle camere ci saranno e a un ben determinato prezzo”.

Collaborazione con il Cbi

“È questione di governance – prosegue la presidente di Federcongressi&eventi -. Anche il mondo corporate programma con tempistiche sempre più strette ma i grandi congressi associativi si acquisiscono 2, 3 anni prima, soprattutto se internazionali. In rappresentanza del settore portiamo avanti, nel dialogo costante con le istituzioni, le istanze in ambito sanitario, di Ecm, di fiscalità. E collaboriamo strettamente con il Convention Bureau Italia, del quale siamo stati promotori in quanto era necessario un organismo di natura privata per l’attività di promozione della destinazione in una logica di competitività sul mercato internazionale”.

Due giornate di lavori

Le 2 giornate hanno visto sessioni dedicate a temi tecnici del settore, una sessione dedicata ai past president, che hanno ripercorso i 20 anni di storia di Federcongressi&eventi, e speech sul valore degli eventi business e dei congressi alla luce dei cambiamenti del mercato, della società e dello sviluppo tecnologico.

La cerimonia inaugurale, aperta da un videomessaggio di saluto del ministro del Turismo Daniela Santanchè, ha visto gli interventi del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, della responsabile Ufficio Studi e Statistiche di Enit Elena Di Raco, dell’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Roma Capitale Alessandro Onorato, della presidente Federturismo Confindustria Marina Lalli e del chairman di Imex Group Ray Bloom.

I giornalisti Ferruccio De Bortoli e Andrea Pancani si sono confrontati sugli attuali trend sociali, economici e geopolitici mentre l’esperto di innovazione Alberto Mattiello ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e come nuove soluzioni tecnologiche rappresentino un futuro molto vicino per la meeting industry. Dal motivatore Pietro Trabucchi sono venuti input utili per mantenere salda la propria e altrui motivazione e dal docente esperto in comunicazione e professore di filosofia del linguaggio Nicola Donti suggerimenti per mitigare gli effetti negativi dello stress.

 

Paola Olivari

 

 

 

 

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