Net zero, Saf, Ndc: la vision di Iata

Net zero, Saf, Ndc: quali saranno i principali sviluppi di questi tre punti entro il 2030 e il 2050? Lo abbiamo domandato a Robert Chad, area manager France, Belgium, the Netherlands & Southern Europe, Eur-Field Offices Iata.

“Il trasporto aereo – ha rammentato il manager – rappresenta tra il 2 e il 3% delle emissioni globali di Co2. A ottobre 2021 il settore ha assunto un impegno ‘Fly net zero’ e tale impegno è importante. Il 65% della riduzione di Co2 proverrà dal carburante sostenibile per l’aviazione, il 30% dalle nuove tecnologie. Nel giugno 2023 Iata ha, inoltre, pubblicato tabelle di marcia per il Net Zero che forniscono dettagli passo per passo sulle azioni critiche per raggiungere l’obiettivo entro il 2050, affrontando temi come la tecnologia aeronautica, le infrastrutture energetiche, le operazioni, la finanza e la politica”.

Ovviamente lo stato attuale della produzione di Saf è ancora basso, riconosce Chad. “Se guardo ai dati, vedo che, nonostante abbiamo raddoppiato l’utilizzo di Saf nel 2023 rispetto al 2022, passando dallo 0,1% allo 0,2%, si tratta ancora di un valore ancora molto basso – ammette il manager -. E questo nonostante le previsioni per il 2024 siano incoraggianti e parlino di uno 0,5%. Alla base di tutto sta la domanda: c’è abbastanza produzione di Saf per poter raggiungere questi obiettivi? Quando guardiamo la mappa globale, vediamo che sì, questo obiettivo è fattibile. Richiede ovviamente molto sostegno da parte dei politici e dei produttori”.

Passando a Ndc, quest’ultimo “apre il mondo a ciò che chiamiamo ‘moderna vendita delle compagnie aeree’ e il Covid si è rivelato un acceleratore per questa trasformazione. Basta vedere gli annunci che arrivano dagli stakeholder del settore, dai gds alle compagnie aeree agli aggregatori, che stanno assumendo impegni importanti verso una maggiore adozione di questo protocollo.  E’ stato, inoltre, creato un consorzio di dodici compagnie aeree: ci sono gruppi importanti come British Airways, Emirates Airlines, Yemen Air, che ci stanno aiutando ad accelerare la transizione del resto del settore. Il consorzio ha presentato un business case convincente che aiuta i vettori a comprendere le opportunità per intraprendere questo viaggio. Questa tabella di marcia è supportata da 15 fornitori di tecnologia e alcuni di loro hanno già compiuto progressi concreti in questo senso”.

Non solo. “Ndc consentirà ai passeggeri di essere più consapevoli delle emissioni di Co2 che stanno producendo. Iata ha lavorato su uno standard e un prodotto che si chiama ‘Co2 Connect’, che sarà in grado di fornire informazioni precise sulle emissioni di anidride carbonica per volo e per passeggero e di avere uno standard unificato in qualsiasi canale utilizzato per viaggiare”. Insomma, “il treno ha lasciato la stazione e il viaggio è iniziato”, ha sintetizzato Chad. Sta alle parti interessate prenderlo al volo.

Nicoletta Somma

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