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431 milioni i pernottamenti in Italia e cresce la spesa

È un 2023 con il segno “più” per gli arrivi nelle strutture alberghiere italiane, con un’incidenza importante dei turisti stranieri. A confermare il trend positivo, i dati (ancora provvisori del 2023) dell’Ufficio Studi di Enit diffusi nell’ambito del Nuovo Osservatorio Confindustria Alberghi – Str.

Record dei pernottamenti

“Complessivamente sono stati oltre 125 milioni gli arrivi turistici nelle nostre strutture ricettive, ovvero +5.5% rispetto al 2022, di cui 62.8 milioni gli stranieri (+14%) e 62.2 milioni gli italiani (-1.9%). -afferma Elena Di Raco, responsabile ufficio studi Enit– I flussi complessivi contano oltre 431 milioni di pernottamenti (+4.6%) di cui 222.6 di turisti stranieri (+10.7%) e 208.5 milioni di connazionali (-1.1%)”. Nel 2019, anno di riferimento del pre pandemia, si contavano 220 milioni di presenze internazionali quindi nel 2023 il dato è stato superato dello 0.9%. “Considerando questo panorama complessivo -prosegue Di Raco- è importante notare come i turisti internazionali prediligano muoversi nelle stagioni di spalla, un fattore fondamentale per decongestionare i flussi e ridistribuirli lungo tutto l’anno. C’è stato un importante recupero dei mercati di lungo raggio, soprattutto Stati Uniti e un po’ più timidamente l’Asia, che si caratterizzano per una maggiore disponibilità economica e propensione all’advance booking”.

Cresce la spesa

Sempre in termine di spesa, tra gennaio e novembre 2023 il saldo della bilancia dei pagamenti registra un avanzo di oltre 19.5 miliardi di euro, in aumento del 7.3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Cresce la spesa sia dei viaggiatori incoming (48.7 milioni di euro, +15.5%) che quelli outgoing (29.2 milioni, +21.7%). “Si accorcia anche il gap tra il nostro Paese e la Spagna in termini di presenze, quest’ultima ha chiuso l’anno con 452 milioni di pernottamenti, contro i 431 milioni del Belpaese. -aggiunge la responsabile ufficio studi Enit- Seguono poi Francia con 390 milioni e Germania con 389 milioni, quest’ultima però caratterizzata da una fortissima presenza domestica rappresentata da 309 milioni di pernottamenti”.

I trend sul breve e lungo periodo

Ma quali saranno le tendenze per l’anno in corso? Nel primo trimestre sono attesi 966.903 arrivi aeroportuali, di questi il 21.9% nazionali, 11.3% dagli Usa, 5% dalla Francia e il 4.5% da Spagna e Germania. Continuerà a mantenersi forte la domanda su esperienze di target luxury, i consumatori ad alto reddito continueranno a rimanere forti nonostante la pressione sui prezzi. Cambiano anche le destinazioni con un incremento del 52%, rispetto al 2022, delle mete urbane che conquistano maggiori consensi rispetto a quelle balneari ferme al +26%. Resistono anche i viaggi familiari (da 3 a 5 pax), segmento che ha registrato la crescita più rapida. Guardando al lungo periodo, le previsioni per il 2030 stimano a un incremento dei prezzi dei voli del 36%, alloggio +23% e pacchetti +22% (fonte Oxford Economics). Secondo l’Unwto cresceranno anche gli arrivi internazionali con una media del 3.3% l’anno nel periodo 2010/2030 (più lentamente quindi rispetto 3.9% del 1995/2010) e raggiungeranno 1.8 miliardi entro il 2030 e il 41% sceglierà l’Europa.

Hotel, l’Italia spicca in Europa

Osservando le performance 2023 del settore alberghiero in Italia, all’interno dello scenario europeo, il nostro Paese ha fatto registrare i numeri migliori. È quanto emerge dall’analisi di Str CoStar. “Guardando al 2022, in termini di occupazione camere, gli alberghi di Roma, Milano e Firenze hanno fatto registrare rispettivamente +10, +13 e +14%, a fronte del +4% di Parigi e +9% di Madrid, +8% di Berlino, +9% Londra. -spiega la senior account manager Alina Minut– Segno di un particolare dinamismo del nostro mercato che continua anche nel primo trimestre di quest’anno con prenotazioni in crescita per Roma +3%, Milano +6%, Parigi -2%, Madrid e Londra +3%”.

Con 431 milioni di presenze registrate lo scorso anno “e soprattutto con un consistente aumento rispetto al 2019 degli stranieri -conclude Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi– l’hotellerie rappresenta sempre più un’opportunità per il nostro Paese e una sfida per tutte le strutture che devono essere sempre più competitive sul panorama internazionale”.

Sveva Faldella

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